Centro Studi l'Uomo e l'Ambiente

Informazioni

Il Next Generation Eu per la conversione ecologica delle città e dei territori dell’Ue

6 Ottobre, 2020

Sviluppo sostenibile, conversione ecologica, valorizzazione dei territori e coesione sociale al centro dell’evento “Territori come motore dello sviluppo sostenibile”, organizzato dall’ASviS presso l’Auditorium MACRO di Roma


Il contributo di Regioni, Province e Comuni per avviare progetti finalizzati a sostenere lo sviluppo sostenibile nell’ambito degli Obiettivi dell’Agenda 2030 è stato al centro dell’evento organizzato dall’ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile. Particolare attenzione è stata rivolta ai progetti da avviare grazie ai fondi europei del programma Next Generation EU e della nuova programmazione economica della Commissione europea per il periodo 2021 – 2027. Di questo si è parlato all’evento Territori come motore dello sviluppo sostenibile, che si è svolto lo scorso 1 ottobre presso l’Auditorium MACRO di Roma. L’evento ha visto la partecipazione di numerosi amministratori pubblici e privati che, insieme a rappresentanti del Governo, delle Regioni, delle Province e dei Comuni, si sono confrontati sul ruolo dei territori per programmare e realizzare delle politiche coerenti con lo sviluppo sostenibile e in accordo con gli obiettivi dell’Agenda 2030. Migliaia i partecipanti, sia in presenza sia da remoto, che hanno ascoltato le proposte dell’Alleanza, presentate in apertura dell’evento dal suo presidente Pierluigi Stefanini. Nella sua introduzione, Stefanini ha sottolineato l’importanza della “cura del territorio e dell’innovazione sociale” quali elementi fondamentali per superare la fase storica attuale, definita “Antropocene”, termine coniato dal biologo statunitense Eugene F. Stoermer negli anni ‘80 e successivamente adottato nel 2000 dal Premio Nobel per la chimica Paul Crutzen. Nella stessa direzione l’intervento di Simone Morandini, dell’Istituto di Studi ecumenici San Bernardino di Venezia, che ha ricordato che il termine “Antropocene” sottolinea una fase caratterizzata dall’impronta dell’essere umano sull’ecosistema globale, caratterizzato dal dominio delle energie fossili, dal cui consumo derivano enormi emissioni di CO2 e tutti i problemi, ormai noti, quali il riscaldamento globale, il consumo indiscriminato di risorse naturali e i sempre più frequenti disastri dovuti ad eventi climatici estremi. “È ormai indispensabile – ha sottolineato Morandini – “cambiare rotta e mettere in atto quella che papa Francesco, nella sua enciclica ‘Laudato sì’, chiama conversione ecologica, per correggere gli errori commessi dall’attuale modello di sviluppo e ridare centralità all’ambiente e ai soggetti più fragili e svantaggiati”. Vito Borrelli, vicedirettore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, ha invece illustrato gli ambiziosi obiettivi che la nuova Commissione europea, guidata da Ursula von der Leyen, vuole raggiungere sul fronte delle politiche di sviluppo sostenibile, di valorizzazione dei territori, di coesione sociale e di transizione verde e blu “che non lasci indietro nessuno”. La tavola rotonda “il Piano nazionale di rilancio e le proposte dell’ASviS per territori sostenibili” ha quindi affrontato il programma europeo Next generation Eu per i territori, le città e l’inclusione sociale, che rappresentano elementi indispensabili per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 e per realizzare i cambiamenti strutturali necessari per una transizione ambientale ed energetica sostenibile.


Per approfondire:

  • Next Generation EU: costituisce lo piano europeo di emergenza per la ripresa (Recovery fund) del valore di 750 miliardi di euro che integrerà temporaneamente il bilancio dell'Unione con nuovi finanziamenti provenienti dai mercati finanziari per sostenere le misure urgenti indispensabili per rimettere in sesto l'economia dei Stati membri. Secondo la Commissione europea, gli obiettivi possono essere riassunti in tre parole: convergenza, resilienza e trasformazione, per riparare i danni causati da Covid-19, riformare le economie e rimodellare le società dei paesi europei.
  • Laudato si': Enciclica del Papa sull'ecologia integrale pubblicata il 18 giugno 2015. Il documento prende il nome dalla nota invocazione di san Francesco d'Assisi, che nel “Cantico delle creature” ricorda che la terra, cioè la nostra casa comune, “è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia” (Dato a Roma, presso San Pietro, il 24 maggio, Solennità di Pentecoste, dell’anno 2015, terzo del mio Pontificato).
  • Antropocene: termine proposto congiuntamente da Eugene Stoemer (biologo) e Paul Crutzen (Nobel per la chimica 1995) in una newsletter del Programma Internazionale Geosfera-Biosfera nel 2000. Il termine indica l'epoca geologica attuale, nella quale all'essere umano e alla sua attività sono attribuite le cause principali delle modifiche territoriali, strutturali e climatiche. Il termine deriva dal greco “anthropos”, che significa uomo. Inizialmente non sostituiva il termine corrente usato per l'epoca geologica attuale, Olocene, ma semplicemente indicava l'impatto che l'Homo sapiens ha sull'equilibrio del pianeta.
  • Agenda 2030: sottoscritta il 25 settembre 2015 dai 193 Paesi membri delle Nazioni Unite e approvata dall’Assemblea Generale dell’ONU. È costituita da 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDGs), inquadrati all’interno di un programma costituito da 169 target in ambito ambientale, economico, sociale e istituzionale, da raggiungere entro il 2030.