Centro Studi l'Uomo e l'Ambiente

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Dal campo alla tavola, l’Ue punta a rendere più sostenibile il suo sistema agroalimentare

30 Giugno, 2020

Il Green Deal contiene un ambizioso piano di investimenti che mira allo sviluppo di un sistema agricolo-alimentare più sostenibile sul piano ambientale ed energetico e inlinea con le politichevoltealla valorizzazione del territorio.


L’agricoltura moderna consuma  forti quantitativi di energia per  la produzione di alimenti sia vegetali che animali. La destagionalizzazione e la commercializzazione dei prodotti alimentari complessi, in particolare di quelli  commercializzati dalla Grande Distribuzione Organizzata (GDO), richiedono numerosi servizi e costi energetici elevati per i materiali da confezionamento, i trasporti e la distribuzione (Tabella 1).

 

Tabella 1. Costi energetici dei prodotti vegetali

 

I  bilanci,  sia  energetici  che  ambientali,  non  sono  compatibili  con le  richieste  disostenibilità  provenienti  dalla  società.  Si  consideri  poi  che  il  sistema  agricolo-alimentare è responsabile di circa il 10 percento delle emissioni di gas serra in Europa (il 5 percento  delle  quali in Italia) e di un significativo impatto in termini  ambientali (deforestazione,  erosione  e  salinizzazione  dei  suoli,  consumo  di  acqua). La  forte competizione  imposta  da  un  mercato  agroalimentare  sempre  più  globale,  sebbene abbia  favorito nuova  occupazione  e  maggiori  investimenti nel settore, ha contribuito all’affermazione di stili di vita e di consumi alimentari caratterizzati da:

  • un elevato contenuto di servizio, per rispondere alla necessità di ridurre il tempodedicato  all'approvvigionamento  e  alla  preparazione  dei  cibi,  imposta  dai cambiamenti negli stili di vita;

  • una  forte  valenza  salutistica,  nei  quali  risultano  percepibili  le  caratteristiche  di freschezza, genuinità, naturalità e quelle dietetiche;

  • un’impronta  cosmopolita  che introduce il consumatore nel mondo globale, inducendolo a  scegliere modelli alimentari molto diversi dal proprio;

  • caratteristiche specifiche e tradizionali che soddisfano la  componente edonistica dei consumi, soprattutto quando si tratta di prodotti di fascia alta nel loro posizionamento merceologico, o la cosiddetta qualità psico-sociale, cioè il valore simbolico (ad es. di appartenenza culturale o di stato sociale);

  • prodotti  di  IV  gamma,  ovvero  prodotti  che  non  hanno  subito  alcun  trattamento termico  (né  calore,  né  freddo),  ma  sono  puliti,  tagliati,  confezionati  in  vaschette  e pronti  al  consumo;  questo  tipo  di  prodotti  si  conserva  per  un  periodo  limitato  di tempo ed esclusivamente previa refrigerazione;

  • prodotti  di  V  gamma,  cioè  prodotti  semilavorati  che  hanno  subito  un  trattamentotermico di cottura; vengono successivamente confezionati sottovuoto o in atmosfera controllata e di solito si conservano alle temperature di refrigerazione.

 

In  questo  contesto,  le  Vertical  farm  e  le  soluzioni  tecnologiche  che  prevedono coltivazioni "senza  suolo"  possono  contribuire  alla  riqualificazione  delle  ex  aree industriali  e  al  riutilizzo  dei  suoli  caratterizzati  da  elevati  livelli  di  salinità.  Inoltre, possono  giocare  un  ruolo  importante  nel  favorire  il  risparmio  di  energia  e  di  acqua, minimizzare  le  emissioni  di  CO2  e  ridurre  gli  sprechi  alimentari.  Per  mantenere  il primato  degli  attuali  standard  economici  e  qualitativi  raggiunti  dalla Food  Economy italiana,  ampiamente  riconosciuta  in  Europa  e  nel  mondo,  appare  ormai  necessario adottare  una  serie  di  misure  volte  al  miglioramento  dell'efficienza  energetica  e  delle rinnovabili,  alla  riduzione  dei  consumi  di  energia  e  alla  riqualificazione  del  suolo.  A questo  proposito,  si  stima  che  l’impiego  dei  sistemi  idroponici  (coltivazione senza-suolo)  si  prospetti  tra  le  principali  soluzioni  tecnologiche  da  utilizzare  nel  settore agricolo (Figura 1).

 

Figura 1. Stime sull’evoluzione dell’industria dei sistemi idroponici in milioni di dollari

 

Tra  le  altre  soluzioni  adottabili  nel  settore  rilevano  il  riposizionamento  delle  filiere agroalimentari  sulla  base  di  paradigmi  che  valorizzano  le  componenti  associate  al territorio di origine del prodotto e l’eco-sostenibilità dei processi produttivi. A questo proposito, il mercato del “biologico”, che conta in Italia 8 milioni di consumatori con 50 mila  aziende  produttrici  (prima  sul  mercato  europeo)  si  configura  come  di  estremointeresse per contrastare i consumi eccessivi di fertilizzanti e fitosanitari di sintesi chein  Europa  sono  stati  stimati  in  350.000  tonnellate  di  principi  attivi  utilizzati  nei  PPP (Plant Protection Products) ogni anno. Un'economia più sostenibile e rispettosa dei ciclinaturali  intende  valorizzare  il  bene  alimentare  come  "espressione  di  un  territorio"anziché un "semplice prodotto" e favorisce sia il ruolo attivo dell'impresa agricola siala  promozione  delle  Produzioni  Tipiche  Certificate  (DOC,  DOCG,  DOP,  STG)  con  lospecifico  “distretto  locale  o  regionale”.  La  valorizzazione  del quadrinomio  "efficienzaenergetica - energiarinnovabile - cibo - territorio” apre  l’opportunità per  le amministrazioni di sviluppare nuove forme di attrattività basate sulla centralità della rirorsa agroalimentare come:

 

  • la costruzione di edifici, strutture e complessi multifunzionali che valorizzano le specificità e le  tradizioni  agricole e alimentari  legate alla cultura e ai prodotti agricoli e per sostenere eventi e specificità di carattere  geografico, naturale edartistico (riconoscimenti dell’UNESCO, esposizioni, competizioni internazionali);

  • lo sviluppo di percorsi didattici associati alle tecnologie produttive che valorizzano l’efficienza energetica e le installazioni energetiche rinnovabili nelle filiere agroalimentari, in collaborazione con Comuni,  Regioni,  soggetti privati e pubblici, quali PA, università, consorzi, enti, associazioni e cooperative;

  • la promozione di provvedimenti giuridico-istituzionali, tra i quali una fiscalizzazione di vantaggio ed  etichette energetiche che valorizzano le produzioni di prodottiottenuti con misure di efficienza energetica e/o tecnologie rinnovabili;

  • l’adozione di diete caratterizzate da meno quantitativi e maggiore qualità di carne ottenuta da allevamenti  che riservano attenzione al benessere animale e allasostenibilità  dei  cicli biologici degli animali e dei processi di produzione elavorazione della carne.

 

L’innovazione  tecnologica    rappresenta  ormai  una  componente  indispensabile  per rispondere  con  successo  sia  alla  concorrenza  dei  numerosi  competitors  europei  einternazionali  sia  al  fenomeno  della  segmentazione  dei  consumi  e  alle  istanzemutevoli degli stili di vita dei consumatori. A questo proposito, la strategia “Farm to Fork”,  lanciata  dalla  Commissione  europea  nell’ambito  del  più  ampio  piano  diinvestimenti  denominato Green  Deal  sostiene  la  crescita  e  lo  sviluppo  di  un  sistemaagricolo-alimentare  sostenibile  dal  punto  di  vista  ambientale  ed  energetico, menolegato alle politiche di sostegno europeo e più in  sintonia con la ricerca e la valorizzazione del territorio.

 

Per approfondire:

1. Uso sostenibile dei prodotti fitosanitari: limitati progressi nella misurazione e nella riduzione dei rischi. Relazione speciale della Corte dei conti europea.

2. Il Green Deal Europeo. Bruxelles, 11.12.2019 COM(2019) 640 final.

3.  Campiotti  C.A.,  Giagnacovo  G.,  Latini  A.,  Scoccianti  M.  and  Viola  C.  Efficienza energetica: la strada per innovare il sistema agricolo-alimentare. EAI, 2/2016.