Centro Studi l'Uomo e l'Ambiente

Informazioni

Il decreto-legge “Cura Italia” sostiene l’agricoltura contro l’emergenza Covid-19

19 Marzo, 2020

Il decreto-legge “Cura Italia” stanzia 25 miliardi di euro in misure per potenziare il Servizio sanitario nazionale e sostenere famiglie, imprese e lavoratori per fare fronte all'emergenza epidemiologica da Covid-19. Provvedimenti anche per il settore agroalimentare: pronto un fondo da 150 milioni di euro per la promozione del "Made in Italy" all’estero.


Il decreto-legge “Cura Italia” n. 18 del 17 marzo 2020 recante “misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da Covid-19” sosterrà anche la filiera produttiva del sistema agricolo-alimentare, come annunciato in videoconferenza lo scorso 10 marzo dal ministro dell’agricoltura Teresa Bellanova. Come ha affermato la Bellanova, “dietro ai prodotti agroalimentari c’è il lavoro, l’impegno, il sacrificio di moltissime imprese e lavoratori: garantirle e sostenerle anche con l’acquisto dei loro prodotti significa garantire e sostenere una parte fondamentale della nostra economia e del nostro Paese”. Prova ne sia che, finora, non sono mai mancati i prodotti sugli scaffali della grande distribuzione e su quelli delle migliaia di piccoli negozi e imprese a conduzione familiare. Tuttavia, era evidente che per proseguire le attività produttive e commerciali, il settore aveva necessità di adeguati livelli di protezione e sicurezza anti-contagio. La sottoscrizione del "Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro" di concerto tra i Ministeri dell’economia, del lavoro e delle politiche sociali, dello Sviluppo economico e della salute è stato perciò favorevolmente accolto dal comparto agroalimentare, dove è più difficile ricorre a forme di smart working. Grazie alle misure del Protocollo, il comparto riuscirà a garantire migliori condizioni di salubrità e sicurezza negli ambienti e nelle modalità di lavoro.

Tra le misure più importanti messe in campo per contrastare l’emergenza Covid-19, le autorità scientifiche e sanitarie indicano: la rarefazione delle presenze all’interno dei luoghi di lavoro; il rispetto della “distanza interpersonale di un metro; la disponibilità di strumenti di protezione individuale come mascherine, guanti, occhiali, tute, cuffie, camici, ecc.; la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti e delle postazioni di lavoro. Il d.l. “Cura Italia”, oltre alle misure di carattere generale, come la sospensione di versamenti tributari, previdenziali e assistenziali per le imprese fino a due milioni di euro, contiene una serie di misure specifiche per il settore primario, tra le quali:

 

  • un fondo da 100 milioni a sostegno delle imprese agricole;
  • stanziamento di 100 milioni di euro per favorire l'accesso al credito;
  • aumento dal 50 al 70 per cento degli anticipi dei contributi della PAC per un valore complessivo di oltre un miliardo di euro;
  • cassa integrazione in deroga per tutti i lavoratori agricoli e tutele per i lavoratori stagionali senza continuità di rapporti di lavoro;
  • indennità per i lavoratori agricoli a tempo determinato;
  • aumento del fondo indigenti di 50 milioni di euro per assicurare la distribuzione delle derrate alimentari, che si aggiungono ai 6 milioni già destinati nei giorni scorsi all'acquisto di latte crudo, in accordo con il tavolo di coordinamento ministeriale contro gli sprechi alimentari;
  • sospensione delle rate fino al 30 settembre per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie.

 

Ulteriori misure sono state messe in campo dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, dal quale dipende il commercio estero. Tra queste, una che prevede un piano di 760 milioni di euro a sostegno della competitività delle imprese italiane e di contrasto alle pretese avanzate da altri paesi di certificare i prodotti Made in Italy come “virus free”, nonostante l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) e l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) abbiano più volte ribadito che non esistono prove scientifiche che la trasmissione del Covid-19 avvenga attraverso il cibo e un’altra che rende disponibile un fondo da 150 milioni di euro per la promozione del Made in Italy all’estero, per il sostegno alle esportazioni e all’internazionalizzazione delle imprese del sistema agricolo-alimentare.