Recuperare metalli e componenti vari da elettrodomestici, cellulari e computer e, nel contempo, formare competenze professionali per 120 detenuti. Sono gli obiettivi del “Progetto Sperimentale Regionale “RAEE” nelle Carceri” sottoscritto da Amsa S.p.A., Regione Lombardia e Provveditorato Regionale per la Lombardia, finalizzato allo sviluppo dell’attività di trattamento dei RAEE (Rifiuti Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) e volto anche alla creazione di opportunità di lavoro all’interno della II Casa di Reclusione di Bollate, alle porte di Milano.
La Regione Lombardia finanzierà con 2 milioni di euro la realizzazione del capannone dove i detenuti avranno la possibilità di lavorare al recupero delle apparecchiature elettroniche. L'Amsa (la municipalizzata per la raccolta dei rifiuti) parteciperà al progetto con 800 mila euro e si occuperà della gestione delle parti «importanti» recuperate e dell'attività di formazione.
Il nuovo progetto per la realizzazione di un impianto per la valorizzazione dei RAEE presso il penitenziario mira a promuovere l’inserimento sociale dei detenuti e a creare opportunità di lavoro all’interno del tessuto sociale, ma è anche necessario per allinearsi con le normative imposte dalla Comunità Europea al fine di ridurre l’uso di sostanze pericolose contenute nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, nonché allo smaltimento dei rifiuti.
Nel 2009 Amsa ha raccolto complessivamente circa 3.100 tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, incrementando la quantità raccolta del 5,1% rispetto al 2008; sulla base di questa tendenza si stima una crescita graduale della raccolta di Amsa, nel prossimo triennio, pari ad ulteriori 2.500 tonnellate, di cui almeno 1.500 provenienti esclusivamente dal circuito urbano.
Il nuovo impianto di Bollate potrà trattare circa 5.000 tonnellate annue di rifiuti elettrici ed elettronici, garantendo in alcuni casi anche un recupero dei materiali del 100%.
“Finanziamo questo progetto riconoscendone la funzione sociale e ambientale che lo caratterizza”, ha detto l'assessore regionale lombardo all’ambiente, Marcello Raimondi. Che sottolinea anche: “È’ il primo caso in Italia e forse anche in Europa e per questo ne siamo ancora più orgogliosi. Richiede inoltre competenze non indifferenti, chi le acquisirà sarà anche facilitato nel trovare un impiego una volta scontata la pena”.
I rifiuti elettronici derivano dalla dismissione di attrezzature di comune uso, sia in ambito domestico che professionale, come personal computer, cellulari ed elettrodomestici che, se non opportunamente trattati, possono essere molto pericolosi per l'ambiente a causa delle sostanze che contengono, quali mercurio e piombo. Gli stessi rifiuti sono invece composti anche da materiali preziosi (argento, oro, rame, nichel e platino) che costituiscono una risorsa se recuperati. L'iniziativa intende favorire un'alternativa più efficace, più economica e socialmente utile come integrazione ai tradizionali metodi di raccolta. L'esperienza di Bollate servirà, inoltre, a valutare l'opportunità di estendere l'attività di agevolazione della raccolta e recupero a ulteriori tipi di rifiuti, nonché la possibilità di replicarne l'efficacia in altri istituiti penitenziari della Lombardia. “Questa esperienza progettuale”, conclude Raimondi “rappresenta dunque un'importante opportunità di reinserimento sociale, coniugata a un'occasione concreta di tutela dell'ambiente nel rispetto delle logiche di welfare sociale della politica regionale lombarda, e conferma il primato della Lombardia come Regione più riciclona d'Italia“.
Non da ultimo va evidenziato che quella che darà il via all’impianto di cui sopra è una collaborazione che continua: già nel 2007 Amsa e Amministrazione Carceraria regionale avevano stipulato una convenzione che ha portato al “reclutamento” dei detenuti del Carcere di Bollate nelle fila di Amsa, per svolgere i servizi di pulizia presso i cimiteri e le aree verdi.
Fonte: Ufficio Stampa Amsa
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giugno 2010

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