| Facciamo tutti la nostra parte! n.82 Newsletter Energia |
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Uffici pubblici riscaldati e raffreddati con l'acqua calda degli impianti di biogas: è il progetto proposto dall'Amministrazione Comunale di Limena (PD) per tagliare costi ed emissioni di anidride carbonica. Il territorio del Comune di Limena ospita due delle maggiori aziende agricole produttrici di biogas del Veneto: aziende che producono energia elettrica utilizzando il biogas del letame. Con questo procedimento le turbine che producono elettricità devono essere raffreddate con dell'acqua, la quale si scalda a sua volta fino a raggiungere i 90°C. «Se quest'acqua calda fosse convogliata dentro gli edifici pubblici, potremmo scaldarli senza utilizzare il gas - spiega il sindaco di Limena, Giuseppe Costa – e questo ci garantirebbe di azzerare le spese di riscaldamento e di evitare di inquinare l'atmosfera». Le aziende ne trarrebbero un vantaggio anch'esse: l'acqua così calda non può essere riversata nelle fogne o nei fossi, per cui occorre prima raffreddarla, con un ennesimo procedimento che verrebbe meno se l'acqua fosse convogliata nei tubi del teleriscaldamento. Il progetto prevede che l'acqua calda prodotta da “La Baita del Latte” (azienda agricola e d'allevamento bovino e avicolo che ha scelto un motore a gas Jenbacher di GE Energy) riesca, con la sua potenza installata di 1.06 MW, a riscaldare la barchessa municipale e altri edifici pubblici come le scuole, le palestre e il distretto sanitario. L'impianto da 1 MW installato presso l'azienda agricola Tosetto (realizzato dall'Agripower Division del Gruppo Seko Spa) potrebbe, invece, essere utilizzato per ricavare l'acqua calda necessaria a riscaldare il quartiere Peep che sorge di fronte. Se il secondo proposito potrà essere realizzato solo con tempi un po' lunghi (occorre studiare gli allacciamenti delle singole abitazioni), per alimentare gli immobili comunali basterà trovare i 700 mila euro necessari per installare i tubi di raccordo tra l'azienda e il municipio e l'acqua calda verrebbe immessa nei tubi già esistenti e usati per il riscaldamento. «Questo sistema ci consentirebbe di risparmiare almeno 70 mila euro l'anno (20 mila costa il riscaldamento delle palestre, 50 mila quello della barchessa) - conclude il sindaco -, senza contare che non vi sarebbero più neanche le spese di manutenzione delle caldaie». Fonte: il mattino di Padova __________ maggio 2010 archivio Newsletter |