| Facciamo tutti la nostra parte! n.81 Newsletter Energia |
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“Uno contro uno” è il conciso e inequivocabile nome dato al decreto attuativo del Ministero dell'Ambiente destinato ad aprire una nuova era nella gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE): una sorta di rottamazione a vocazione molto ecologica e che per la prima volta introduce l'obbligo per le aziende produttrici di organizzare e gestire un sistema per il riciclo dei prodotti immessi nel mercato e giunti fuori uso (in sostanza, l'obbligo al ritiro). Il regolamento che disciplina la gestione dei RAEE (Gazzetta Ufficiale n. 102 del 4 maggio 2010, Decreto dell'8 marzo 2010 n. 65) entra in vigore dopo un'attesa di due anni che ha reso sempre più necessario disciplinare lo smaltimento di rifiuti considerati pericolosi nonché difficili da eliminare. Una materia complessa e delicata definita già nel 2003 in una normativa europea e recepita in Italia nel 2005 con il decreto legge 151, il cosiddetto decreto “new waste”. Il nuovo regolamento, il cui iter ha subito varie fermate al fine di accogliere le indicazioni di alcune direttive dell'Unione Europea, si appresta a creare una nuova abitudine ecologicamente corretta riguardo computer, grandi e piccoli elettrodomestici, condizionatori e luci, tra i più inquinanti e pericolosi per l'ambiente, essendo costituiti da materiali difficili da trattare come cfc (cluorofluorocarburi), cadmio e mercurio: materiali di cui ora i consumatori possono disfarsi gratuitamente, poiché per dismettere il vecchio elettrodomestico non sarà più necessario cercare le eco-piazzole comunali e provvedere da soli a trasporto e deposito. Il tutto sarà, infatti, a carico dei venditori che in caso di un nuovo acquisto dovranno prendere in consegna il vecchio apparecchio elettronico e smaltirlo. L'era dell'«uno contro uno» apporterà una piccola rivoluzione nell'organizzazione dei punti vendita, coinvolgendo chi organizza televendite e i siti di e-commerce. Tutte realtà che dovranno attrezzarsi per il ritiro, lo stoccaggio e il trasporto dei Raee alla piattaforma ecologica, dove poi saranno raccolti dai consorzi di competenza. Ma qui sorge il primo ostacolo per l'attuazione della normativa, dal momento che “in diverse aree del paese mancano i centri di raccolta”, come avverte Danilo Bonato, direttore generale del consorzio Remedia, che gestisce circa il 30% dei Raee italiani Problema in via di risoluzione, perché il Cc Raee, in collaborazione con l'Anci, ha varato un bando pubblico da 2,5 milioni per la costruzione o l'adeguamento dei centri di raccolta. Altri 6 milioni sono in via di erogazione a ristoro dei costi sostenuti dai comuni. Altre possibili difficoltà all'attuazione del decreto potrebbero sorgere dal fronte dei commercianti, obbligati al ritiro degli apparecchi vecchi senza percepire alcun compenso, e costretti necessariamente all'adeguamento di attività e strutture, sulla base delle nuove disposizioni sul trattamento dei rifiuti “nocivi”. In tempi di crisi si tratta di altri oneri aggiunti, che non è detto tutti riusciranno a sostenere, specie i più piccoli. Secondo l'annuale rapporto del Centro di Coordinamento Raee - il consorzio che riunisce i 15 sistemi collettivi e che per legge si occupa della gestione, della raccolta e dello smaltimento di questo genere di rifiuti - nel 2009 la quantità di materiale smaltito ammonta a oltre 193mila tonnellate, tra televisori e i monitor (57,9 milioni di chilogrammi), frigoriferi (56,9 milioni di chili), piccoli elettrodomestici (30,8 kg) e sorgenti luminose (652.000 kg). Un bel salto triplo rispetto alle 65mila tonnellate raccolte nel 2008, con un giro di affari lievitato fino a 71milioni di euro. Tra gli obiettivi del 2010 il CC Raee si pone lo sfondamento della soglia delle 240mila tonnellate di materiale da raccogliere, con una quota pro-capite pari a 4 kg per abitante. Dato che, nel 2009, è rimasto fermo a 3,2 kg e da cui emerge un forte divario territoriale che, ancora una volta, penalizza il Sud: si passa infatti dai 6,43 kg in Trentino-Alto Adige all'1,93 kg in Campania fino 0,82 kg della Sicilia. Fonte: Ministero Ambiente __________ maggio 2010 archivio Newsletter |