| Facciamo tutti la nostra parte! n.79 Newsletter Energia |
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Al recente PV Expo 2010 di Tokyo, l'azienda giapponese Kyosemi Corporation ha presentato nuovissime celle solari sferiche di dimensioni ridottissime (del diametro di 1,5-1,8 millimetri), brevettate con il nome di Sphelar (Spherical Solar Cell), che potrebbero ridisegnare il futuro del fotovoltaico. Possono, infatti, essere direttamente incorporate all'interno dei vetri delle finestre degli edifici e, quindi, essere non solo in totale integrazione con essi ma diventarne parte integrante. Utilizzo che associa, così, al risparmio energetico anche il vantaggio per l'estetica dei centri di pregio storico-architettonico e culturale. Non meno importante l'aspetto “ambientale secondario”, vale a dire l'impatto ambientale della produzione di questa nuova scoperta. Il procedimento con cui queste nuove celle sono prodotte, infatti, prevede la caduta del silicio da un'altezza di 14 metri, durante la quale esso prende spontaneamente la forma sferica e si cristallizza grazie alle condizioni create dagli scienziati, consentendo di evitare gli sprechi di silicio e riducendo anche i costi di realizzazione. Nei tradizionali pannelli solari, infatti, lingotti di silicio sono tagliati attraverso vari metodi in fette sottilissime per costituire il cosiddetto wafer, ovvero lo strato che sarà poi chiuso tra i due cristalli che formano il modulo: in tal modo una parte non trascurabile di materiale è persa sotto forma di “segatura” (effetto Kerf); il processo unico di Sphelar annulla tale spreco di materiale. Inoltre, la tecnologia fotovoltaica convenzionale sfrutta i raggi del sole all'interno di un substrato piatto, in genere costituito da materiale di silicio amorfo o poli-cristallino: la sfericità delle nuove celle garantisce un'efficienza maggiore rispetto alle celle tradizionali e una grande flessibilità di utilizzo. Le celle sferiche, infatti, in grado di sfruttare la luce proveniente da tutte le direzioni, ottimizzando anche l'uso della luce riflessa e di quella indiretta, raggiungono un'efficienza di conversione pari, circa, al 20% ed evitano lo studio della posizione ottimale rispetto alla radiazione solare o il costoso utilizzo di sistemi d'inseguimento del moto apparente del sole. Le dimensioni contenute delle nuove celle consentono, inoltre, molteplici applicazioni: è possibile accorparle per realizzare strutture dalle forme differenti quali pannelli a forma di cupola, pannelli flessibili e con una trasparenza anche fino all'80%, in grado di essere installati in sostituzione dei vetri delle finestre, senza sottovalutare che la loro flessibilità le rende installabili anche su dispositivi elettronici mobili. Kyosemi pensa di poter sviluppare la Sphelar innalzando il rendimento fino al 25% nei prossimi 4-5 anni, rendendo tale tecnologia ancora più conveniente sul mercato. E, per fare un confronto con la storia della tecnologia, i tecnici giapponesi hanno già paragonato la portata di questa invenzione a quella dei transistor, capaci di soppiantare velocemente le valvole. Fonte: http://dvice.com/ __________ aprile 2010 archivio Newsletter |