Facciamo tutti la nostra parte! n.78
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"Comuni rinnovabili 2010”. Un quadro positivo

Un'Italia in piena rivoluzione energetica con migliaia d'impianti installati nell'arco degli ultimi anni e migliaia di progetti in via d'installazione o in fase di approvazione: è questo il Paese fotografato dal quinto rapporto di Legambiente sui Comuni Rinnovabili, così come lo ritraggono i questionari compilati dai Comuni e arricchiti grazie al confronto con i dati provenienti da GSE, ENEA, Itabia, Fiper, e ANEV oltre che con le informazioni inviate da Regioni e Province.

Il rapporto racconta il salto impressionante che si è verificato in Italia nel numero degli impianti installati. Attraverso nuovi impianti solari, eolici, geotermici, idroelettrici, da biomasse già oggi sono centinaia i Comuni in Italia che producono più energia elettrica di quanta ne consumano.

Dal documento risulta che sono 6.993 i comuni ad avere istallato sul proprio territorio almeno un impianto per la produzione di energia rinnovabile contro i 5.580 dello scorso anno. In particolare l'analisi mostra che sono ben 6.801 i Comuni che ospitano un impianto solare, con il primato assegnato alla provincia di Matera per il Comune di Craco, con una media di 542 kW ogni 1.000 abitanti. Il record per il solare termico se l'è aggiudicato, invece, il Comune di Fiè allo Sciliar, provincia di Bolzano.

La diffusione rimane alta anche per le altre fonti energetiche rinnovabili: sono 297 i comuni dell'eolico (192 dei quali sono autonomi dal punto di vista della produzione); risultano 181 i Comuni della geotermia, in grado di fornire energia a quasi più di due milioni e mezzo di famiglie, mentre per il mini-idroelettrico abbiamo ben 799 Comuni per 715 MW istallati.

Sono straordinari i risultati che in 15 Comuni si stanno già realizzando attraverso le fonti energetiche pulite. In queste realtà ci sono impianti a biomasse allacciati a reti di teleriscaldamento e impianti solari termici a soddisfare i fabbisogni di riscaldamento e acqua calda, ed è un mix d'impianti che utilizzano fonti rinnovabili a permettere di soddisfare e superare, anche ampiamente, i fabbisogni elettrici dei cittadini residenti. Il più virtuoso è stato il piccolo Comune della Provincia di Bolzano, Sluderno, solo 1.800 abitanti, che fonda la sua ricetta di successo su diversi impianti diffusi nel territorio, dai 960 metri quadri di pannelli solari termici e 512 kW di pannelli fotovoltaici diffusi sui tetti di case e aziende, ai 4 micro impianti idroelettrici che hanno una potenza complessiva di 232 kW e un impianto eolico da 1,2 MW, realizzato in "comproprietà" con 3 Comuni vicini.

Sono 825 i Comuni in Italia che grazie a una sola "nuova" fonte rinnovabile (mini-idroelettrica, eolica, fotovoltaica, da biomasse o geotermica) producono più energia elettrica di quanta ne consumano le famiglie residenti.

Sono 24, invece, i Comuni che grazie a impianti di teleriscaldamento collegati a impianti a biomasse o geotermici superano il proprio fabbisogno termico.

Sono state premiate, inoltre, realtà in cui - grazie ad investimenti lungimiranti nelle fonti rinnovabili - sono stati ottenuti risultati che vanno ben oltre la risposta agli obiettivi energetici e ambientali. Un esempio è il Comune di Tocco da Casauria (PE), dove sono in funzione quattro pale eoliche che complessivamente (con 3,2 MW) permettono di produrre più energia elettrica di quella necessaria alle famiglie residenti. Nel Comune, inoltre, sono presenti 24 kW di pannelli fotovoltaici oltre a grandi impianti idroelettrici, tanto che le royalties provenienti dell'eolico hanno permesso al Comune di acquistare lo storico Castello e progettarne la ristrutturazione.

Tra le tante notizie positive contenute nel rapporto, va anche ricordato che grazie allo sviluppo del settore è stato possibile creare numerosi posti di lavoro e creare delle figure specializzate con prospettive di crescita, avvalorando ancora una volta la tesi che le rinnovabili rappresentano il futuro energetico del mondo.

Numerosi, però, sono gli interventi urgenti e indispensabili perché questa rivoluzione energetica continui, indicati dettagliatamente da Legambiente nel rapporto. A partire dal Piano di azione nazionale per le rinnovabili che occorre presentare a Bruxelles entro giugno 2010, per indicare le politiche e gli obiettivi suddivisi tra le Regioni. Secondo Legambiente è necessaria la semplificazione delle procedure per i progetti, così che la realizzazione di un impianto domestico da fonti rinnovabili diventi un atto libero e gratuito, e l'emanazione di Linee Guida per l'approvazione dei progetti come previsto dal DL 387/2003, soprattutto per fare chiarezza rispetto all'inserimento degli impianti nel paesaggio. È anche urgente la definizione di uno scenario certo, di progressiva riduzione per gli incentivi alle fonti rinnovabili con un orizzonte da fissare al 2020. La priorità va al prolungamento degli incentivi in conto energia per il solare fotovoltaico (di grande successo e in fase di scadenza). Ma altrettanto urgente è dare certezza al solare termico e agli interventi di risparmio energetico (con il 55% di detrazione fiscale) che termineranno nel 2010. Bisogna poi investire sulla rete energetica per adeguarla a una generazione sempre più efficiente e distribuita, ed è necessario spingere con convinzione l'innovazione energetica degli edifici, con prestazioni minime obbligatorie di efficienza e di uso delle rinnovabili e sostenere una politica per riqualificare e migliorare le prestazioni energetiche del parco immobiliare esistente. Infine bisogna fare in modo che il mercato energetico premi veramente efficienza e concorrenza nell'offerta ai cittadini e alle imprese, e utilizzare, per valutare i progetti da fonti fossili criteri legati all'efficienza energetica e alle emissioni di CO2. Ma occorrono anche nuove idee per muovere politiche capaci di spingere l'efficienza energetica verso gli utenti finali. In questo nuovo scenario energetico occorre mettere in moto soluzioni inedite, capaci di rendere possibile un'accelerazione degli interventi a tutti i livelli, anche a quello locale. Un esempio sono i Regolamenti Edilizi comunali che, come dimostra l'esperienza di questi anni, possono spingere con obblighi e incentivi l'innovazione nel settore delle costruzioni.

Il Rapporto "Comuni Rinnovabili" (PDF)

Fonte: Legambiente

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marzo 2010


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