| Facciamo tutti la nostra parte! n.65 Newsletter Energia |
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Una fermata, una ricarica. E' questo il ritmo cui viaggerà ZeroFilo-bus, il filobus senza filo nato nei laboratori ENEA della Casaccia, da poco diventato un brevetto e che a breve potrebbe diventare un prototipo su strada, grazie all'interesse del mondo dell'industria dell'autobus. ZeroFilo-bus è un bus elettrico che si muove senza bisogno dell'alimentazione fornitagli dalla linea aerea con evidenti vantaggi pratici, economici e ambientali. Ovviamente essendo il "filobus" senza cavi e avendo bisogno di energia elettrica per muoversi, finora è stato necessario fargli fare il pieno di energia all'inizio del percorso; i ricercatori ENEA della Casaccia, invece, hanno studiato il sistema per trasferire al filobus, a ogni fermata di servizio, l'energia necessaria per raggiungere quella successiva e di farlo nel breve tempo di salita e discesa dei passeggeri grazie alla tecnologia dei supercondensatori. Procedimento che consente anche di saltare alcune fermate se non ci sono passeggeri in attesa di salire o di scendere. "In fondo eliminare il filo del filobus è una vecchia idea", spiega l'ing. Giovanni Pede, responsabile dell'attività ENEA per il progetto. "Quello che noi abbiamo fatto con ZeroFilo-bus è stato sviluppare quest'idea applicando e sperimentando le nuove tecnologie in nostro possesso: i supercondensatori e i sistemi intelligenti per la gestione della mobilità". I supercondensatori hanno la caratteristica di poter immagazzinare in poco tempo molta più energia di quelli ora in commercio che, ad esempio, possono accumulare energia corrispondente a una capacità di 5000 Farad (per dare un'idea della grandezza, basti pensare che il pianeta Terra ha una capacità di un Farad…); inoltre possono rilasciarla in breve tempo. I tempi di ricarica sono, infatti, nell'ordine dell'ora nel caso delle batterie, mentre sono di secondi nel caso dei supercondensatori, ecco perchè consentono la ricarica nel tempo di una fermata per salita/discesa dei passeggeri. Altro vantaggio non trascurabile, dato dalla scelta dei supercondensatori, lo si rileva considerando che per fornire l'energia necessaria ai “filobus senza fili” servirebbe una grande quantità di batterie da collocare, controllare, riparare e sostituire, totalizzando così costi di gestione molto più alti di quelli necessari per i supercondensatori, i quali hanno anche un ciclo di vita molto più lungo di quello delle batterie (i primi realizzano anche mezzo milione di cicli, mentre le seconde solo qualche migliaio). I vantaggi di ZeroFilo-bus sono estetici, economici e ambientali. Alcune zone delle città perdono un po' della loro bellezza a causa della presenza dei fili aerei delle tradizionali linee di filobus, oltretutto molto costose da installare, lungo percorsi creati ad hoc: eliminarle significherebbe abbattere questi costi e poter utilizzare anche i percorsi già esistenti dei bus non elettrici. Dal punto di vista ambientale ZeroFilo-bus è ovviamente a emissioni zero e pur considerando la CO2 rilasciata dalla produzione di energia elettrica per il filobus, è evidente che questa sarà decisamente inferiore rispetto alla quantità di CO2 prodotta dai motori dei diesel. Inoltre, parte dell'energia elettrica che servirebbe viene risparmiata, (fino al 25-30%), perché autoprodotta e accumulata dai supercondensatori sfruttando l'energia cinetica in frenata. La Breda Menarini, società di Finmeccanica, ha inserito ZeroFilo-bus nel progetto Piattaforma Bus Innovativi che riguarda la costruzione di autobus elettrici o ibridi, ottenendo i finanziamenti del programma nazionale “Industria 2015”. “Il nostro principale obiettivo – annuncia Pede - è quello di realizzare per il 2012 un prototipo per il sistema di accumulo di energia con i supercondensatori. Speriamo di poter realizzare anche un prototipo di ZeroFilo-bus e metterlo su strada anche grazie all'interesse di qualche Amministrazione Pubblica sensibile al tema”. Fonte Enea luglio 2009 archivio Newsletter |