Facciamo tutti la nostra parte! n.62
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Le foci dei fiumi illumineranno il Regno Unito

Uno studio condotto per due anni dall'Università di Liverpool, in collaborazione con POL (Proudman Oceanographic Laboratory), ha esaminato la possibilità di generare elettricità dall'energia delle maree del mare d'Irlanda, nei pressi degli estuari dei fiumi. Gli studiosi hanno riscontrato che il sistema più efficace allo scopo è il cosiddetto ''Ebb Generation'': l'acqua potrebbe essere convogliata tra grandi barriere costruite all'estuario dei fiumi (precisamente il Dee, il Mersey, il Ribble, Morecambe Bay e il Solway Firth) e utilizzata al massimo di potenza per attivare turbine generatrici, quindi rilasciata durante la fase decrescente della marea. Le prime stime indicano che tale processo potrebbe produrre un potenziale idoneo a soddisfare almeno la metà del fabbisogno di energia elettrica della regione e che la potenza così creata potrebbe offrire, a ogni marea, fino a 24 ore di capacità di generazione di energia elettrica.

Il vantaggio competitivo di questo tipo d'impianto, analogo a quello di francese di La Rance, che da 40 anni genera 240 megawatt, è costituito dalla possibilità di prevedere con anticipo e precisione la durata e la potenza delle maree, ottimizzando il funzionamento degli impianti.

Inoltre, gli sbarramenti potrebbero essere utilizzati anche per dispositivi aggiuntivi che sfruttano il moto ondoso e offrirebbero anche una protezione dall'innalzamento del livello del mare, oltre a poter diventare una vera e propria attrazione turistica.

Non possono, però, essere sottovalutati i costi (almeno 15 miliardi di sterline) e l'impatto ambientale di un tale impianto, la cui costruzione comporterebbe inevitabilmente importanti variazioni nei flussi residui delle maree e condurre a modificazioni degli habitat all'interno dell'estuario. Per questo il progetto - finanziato dall'Agenzia di Sviluppo Nord-Ovest e dal Centro Joule, un consorzio tra le Università e le imprese locali – sta ora procedendo con studi ed esperimenti volti a valutare e a prevenire eventuali danni: sono già entrati in funzione alcuni modelli che valuteranno la reale possibilità di utilizzo razionale e coordinato di tale risorsa naturale che, secondo i ricercatori, potrebbe fornire metà del fabbisogno elettrico della zona nord-occidentale e almeno il 5 per cento dell'intero Regno Unito.

Fonte: Proudman Oceanographic Laboratory

 

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maggio 2009


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