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“Off grid”: la casa che non paga bollette

Un edificio indipendente dalla fornitura del gas, dall'acquedotto, dalla rete elettrica e anche dal telefono, grazie a ponti radio point-to-point con provider di connessioni a banda larga. Addirittura scollegato dalle fogne: rifiuti organici e residui della vasca di fitodepurazione possono, infatti, essere usati per realizzare compost fertilizzante.

Forse è più di un sogno, ma c'è già chi lo ha tramutato in realtà, con il prototipo operativo presso l'Hydro LAb di Arezzo, laboratorio dimostrativo per le tecnologie dell'idrogeno e delle energie rinnovabili.

Lo ha realizzato la cooperativa aretina “La Fabbrica del Sole”, che ha anche brevettato la tecnologia “off-grid” (letteralmente “fuori rete”), ossia scollegata da fornitori privati o pubblici che erogano energia e servizi a pagamento.

L'HydroLAb, che ospita gli uffici della cooperativa, non versa un centesimo per l'acqua calda, la corrente elettrica e il gas che consuma, visto che li produce autonomamente e, oltretutto, in modo pulito.

Emiliano Cecchini, fisico della cooperativa, sta studiando insieme all'architetto Mario Cucinella un modo per integrare l'off-grid in un ambiente domestico e il progetto denominato, appunto, "off grid" è stato presentato il 7 maggio a Milano, in occasione della Fiera Campionaria delle Qualità organizzata da Symbola, l´associazione per la soft-economy.

Ma come funziona una casa “off grid”? L'energia elettrica viene prodotta da fonti rinnovabili presenti sul territorio: fotovoltaico, eolico, idroelettrico, geotermico e può essere stoccata all'interno dell'edificio. La molecola con le migliori caratteristiche di producibilità e stoccabilità energetica è l'idrogeno che, oltre ad essere utilizzato come vettore energetico per cogeneratori a fuel cell o a combustione diretta per produrre energia elettrica e calore, può essere usato nell'edificio come gas in caldaie o forni, come gas domestico nei fornelli di cucina o, infine, per alimentare veicoli ibridi.

Il calore può essere ottenuto grazie a pannelli solari a tubi sottovuoto per aumentare la produzione invernale ed ottenere alte temperature d'estate e può essere immagazzinato in un accumulo stagionale, integrato con quello prodotto dai cogeneratori o dalle caldaie (funzionanti ad idrogeno o a vegetali prodotti in loco) per alimentare d'inverno il riscaldamento radiante a parete o pavimento a bassa temperatura, mentre d'estate viene immesso nell'accumulo stagionale o alimenta una macchina ad assorbimento per la produzione di frigorie.

Anche l'acqua piovana viene accumulata e perfino le acque nere, quelle che normalmente finiscono nella rete fognaria, vengono riciclate dopo la filtrazione attraverso una vasca di fitodepurazione che rilascia acqua inodore e incolore, non potabile ma utilizzabile come acqua per il wc o per l'irrigazione del giardino.

Il progetto insomma, non azzarda nulla ma collega tra loro una serie di tecnologie già rodate e di impianti i cui tempi di ammortamento sono inferiori a quello della garanzia sugli stessi. Si prefigge inoltre di poter essere applicato, con costi piuttosto contenuti, anche ad edifici già esistenti: per questo motivo è nata la collaborazione tra Fabbrica del Sole e l'architetto Mario Cucinella, autore della casa "da 100mila euro per 100 metri quadrati", a basso impatto ambientale.

C'è da rilevare, però, che il progetto esclude dal conteggio il non irrisorio costo del terreno necessario (per essere autosufficiente una casa abitata da 4 persone ha bisogno di circa 2 ettari di terreno) e di quelli relativi agli impianti per le energie rinnovabili, variabili in base alla collocazione geografica.

Fonte: Fiera Campionaria 2009 Milano

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maggio 2009


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