| Facciamo tutti la nostra parte! n.60 Newsletter Energia |
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Gli edifici sono energivori: l'aria condizionata, il riscaldamento e l'uso degli elettrodomestici consumano il 40% dell'energia europea. Ma pur essendo una delle principali fonti antropiche di gas serra e contribuendo alla dipendenza dalle fonti energetiche provenienti dall'estero (l'Europa importa oltre il 51% della propria disponibilità energetica in gas) gli edifici, hanno un enorme potenziale di risparmio energetico, ancora inesplorato. Così la Commissione Industria, Ricerca, Energia, (ITRE) del Parlamento europeo ha elaborato una bozza di direttiva (approvata con 546 voti a favore, 51 contrari e 26 astensioni), per la revisione della direttiva comunitaria del 2002 sul rendimento energetico degli immobili, proponendo che tutti gli immobili costruiti dopo il 31 dicembre 2018 debbano essere “a zero energia”, ovvero autonomi per il consumo energetico, dovranno cioè produrre tanta energia quanta ne consumano sul posto, attraverso i pannelli solari termici e fotovoltaici, le pompe di calore ed ogni accorgimento necessario a risparmiare energia e ad aumentarne l'utilizzo efficiente. Dopo l'approvazione della Commissione Industria, la direttiva – che dovrebbe portare a una riduzione del consumo energetico del 5-6% e un taglio nelle emissioni di CO2 del 5% entro il 2020 - andrà al voto dell'aula plenaria in maggio, e sarà poi riportata al Consiglio dei Ministri prima dell'adozione finale. “Edifici a zero energia” Gli europarlamentari definiscono “edifici a zero energia” quegli immobili in cui “come risultato di un livello molto alto di rendimento energetico dell'edificio, il consumo totale annuale di energia primaria è uguale o inferiore alla produzione di energia ricavata in loco con le fonti rinnovabili”. Entro la fine del 2010, la Commissione dovrà stabilire a livello europeo una definizione comune e dettagliata di “edifici a zero energia”. Edifici pubblici: una funzione guida Gli edifici pubblici, vecchi o nuovi che siano, dovranno applicare i requisiti richiesti dalla direttiva per realizzare immobili a consumo zero energia entro il 2015, con tre anni di anticipo rispetto a tutti gli altri tipi di edifici. Contatori intelligenti Prevista anche l'introduzione di obiettivi nazionali intermedi per gli edifici esistenti, ad esempio si dovranno fissare percentuali minime di edifici a energia zero rispettivamente nel 2015 e nel 2020. Proposta inoltre l'installazione di contatori intelligenti dell'energia in tutti i nuovi edifici e in tutti gli immobili sottoposti a ristrutturazioni importanti, ossia nelle quali siano previsti lavori che coprano oltre il 25% della superficie di un edificio o che implichino un costo totale superiore al 20% del valore dell'edificio. Case di vacanza Eliminando una specifica proposta di esenzione, gli europarlamentari hanno stabilito che anche per le “case di vacanza” utilizzate meno di 4 mesi all'anno dovranno essere fissate norme minime di rendimento energetico. Le esclusioni Esclusi dalla Direttiva sono tuttavia le piccole abitazioni (con una superficie inferiore a 50 m 2 ), gli edifici per le attività religiose, i fabbricati temporanei utilizzati per meno di 18 mesi, i workshop ed edifici agricoli a basso fabbisogno energetico, gli edifici storici protetti dove misure di efficientamento energetico rappresenterebbero “un'alterazione inaccettabile del loro carattere”. Incentivi Entro il 2010 la Commissione europea dovrà avanzare delle proposte legislative su una serie di strumenti finanziari che gli Stati membri dovranno adottare per migliorare l'efficienza energetica degli edifici: tra questi, la riduzione dell'Iva per beni e servizi legati all'efficienza energetica e alle energie rinnovabili, l'istituzione entro il 2014 di un Fondo per l'Efficienza Energetica – finanziato dalla Commissione Ue, dalla Banca europea degli investimenti e dagli Stati Membri -, l'incremento per almeno il 15% della quota del Fondo europeo di sviluppo regionale destinata a interventi per l'efficienza energetica. Fonte: http://www.europarl.europa.eu ___________ aprile 2009 archivio Newsletter |