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L'alleanza degli Enti UE per la ricerca sull'energia

Il 27 ottobre scorso i dieci principali Istituti Europei di Ricerca hanno sottoscritto a Parigi l'Alleanza per la Ricerca sull'Energia (European Energy Research Alliance – EERA) nel comune intento di accelerare lo sviluppo delle nuove tecnologie energetiche per far fronte alle tre sfide legate al cambiamento climatico, alla sicurezza dell'approvvigionamento e alla competività.

Il budget complessivo destinato all'insieme degli enti di ricerca ammonta a 1.300 milioni di euro. Grazie alla nuova alleanza gli istituti coinvolti potranno concepire e condurre programmi di ricerca paneuropei, il primo dei quali è previsto già per il 2009, e promuovere la condivisione delle infrastrutture di ricerca nazionali. Secondo Janez Potocnik, Commissario Europeo per la Scienza e la Ricerca questa esperienza di programmazione congiunta consentirà di impiegare in modo più efficiente le risorse nazionali ed europee e di essere più competitivi a livello internazionale.

EERA promuoverà la ricerca in diversi ambiti tra cui, in particolare l'eolico, l'energia solare, i biocarburanti di seconda generazione, il sequestro e lo stoccaggio della CO2, le reti intelligenti e le celle a combustibile.

La nascita di EERA è una delle azioni previste dal Piano Strategico per le Tecnologie Energetiche (SET Plan) lanciato nel novembre 2007 per potenziare la ricerca e lo sviluppo tecnologico di sistemi energetici a elevata efficienza e basse emissioni di anidride carbonica.

Tra gli obiettivi prefissi dal Piano Strategico c'è il supporto all'Europa per il raggiungimento dei traguardi “20-20-20”, stabiliti per il 2020 dalla stessa UE (in merito ad abbattimento del 20% delle emissioni e dei consumi e al ricorso alle rinnovabili, per una copertura pari ad un quinto dell'approvvigionamento energetico complessivo). A questo scopo, oltre all'istituzione di EERA per rafforzare la cooperazione tra gli organismi di ricerca nel settore dell'energia, il Piano prevede:

- l'avvio di una serie di nuove iniziative industriali europee prioritarie, incentrate sullo sviluppo di tecnologie per le quali la cooperazione a livello comunitario costituisce un valore aggiunto eccezionale;

- il potenziamento di ricerca e innovazione del settore industriale mediante coordinamento delle attività europee, nazionali e private;

- un'attività più intensa di programmazione e previsione a livello europeo per le infrastrutture e i sistemi energetici.

Fonte: Cordis


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