| Facciamo tutti la nostra parte! n.44 Newsletter Energia |
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I ricercatori del Fraunhofer Institute for Physical Measurement Techniques (IPM) stanno lavorando ad una tecnologia che, in un colpo solo, potrebbe porre rimedio, quanto meno parzialmente, a tre problematiche di estrema attualità: la scarsa efficienza dei motori a combustione interna, la riduzione delle emissioni di gas serra, l'elevato costo e la ridotta disponibilità dei combustibili fossili. Il dispositivo tanto benefico sarebbe un generatore termoelettrico (TEG) in grado di convertire il calore dei gas esausti delle automobili in energia elettrica da reimmettere nel sistema elettronico delle vetture, riducendo sia i consumi che le emissioni in atmosfera. In un'automobile tradizionale i due terzi del carburante resta inutilizzato e viene emesso sotto forma di calore. Il 30% di questo calore si perde nel motore, mentre un altro 30-35% viene dissipato dai gas di scarico. Il riutilizzo di questa energia garantirebbe un'interessante riduzione dei consumi. Il TEG è concepito per convertire il calore in energia elettrica sfruttando il gradiente termico. Tanto maggiore è la differenza di temperatura tanto più grande sarà la quantità di elettricità prodotta. In quest'ottica il gruppo di ricerca dell'IPM sta lavorando allo sviluppo di materiali termoelettrici, moduli e sistemi per il recupero del calore residuo. I gas di scarico raggiungono temperature anche superiori ai 700°C e la differenza tra lo scarico e il tubo del liquido di refrigerazione può essere di diverse centinaia di gradi. Il convertitore termoelettrico sfrutta questo gradiente: guidate dal flusso di calore che dallo scarico va verso il tubo di raffreddamento le cariche passano attraverso speciali semiconduttori e producono una corrente elettrica, analogamente a quanto accade nelle batterie. L'obiettivo di lungo periodo è di poter rinunciare all'alternatore e di fornire energia elettrica ai sempre più numerosi dispositivi elettronici a bordo delle auto. Il consumo di carburante risulterebbe così ridotto del 5-7%. Per ora la ricerca è ancora in fase sperimentale ma è prevista a breve la realizzazione del primo prototipo. Fonte: Fraunhofer-Gesellschaft ___________ archivio Newsletter |