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Cip6, 91 Meuro da rimborsare ai consumatori

Dall'indagine che l'Autorità per l'energia elettrica e il gas ha effettuato, in collaborazione con la Cassa conguaglio per il settore elettrico (CCSE), relativamente agli impianti che usufruiscono degli incentivi “Cip 6”, è emerso che 91 milioni di euro di incentivi sono stati indebitamente percepiti dai produttori di energia nel biennio 2006-2007.

Il “Cip 6”, il sistema di remunerazione adottato con delibera n. 6/92 del Comitato Interministeriale Prezzi per la produzione da fonti rinnovabili, assimilate e da cogenerazione, esaurirà i suoi effetti solo nel 2020, con un onere complessivo previsto tra 20 e 25 miliardi di euro.

Per verificare se il riconoscimento fosse stato assegnato legittimamente, l'Autorità ha effettuato quasi un centinaio di ispezioni - per una potenza installata complessiva di circa 6,900 MW, di cui il 54% circa costituita da produzione da fonti assimilate - dalle quali è risultato che, sul totale indebitamente incassato dalle società del settore, circa 59 milioni sono stati attribuiti alle “assimilate” mentre 32 milioni sono stati riscossi in virtù dell'obbligo di acquisto dei certificati verdi, per impianti che, però, non hanno di fatto rispettato le norme della cogenerazione.

Gli accertamenti finora conclusi hanno consentito di incassare subito circa 27 milioni di euro (della quota di incentivazioni indebitamente percepite da impianti assimilati), con conseguente alleggerimento della “componente A3”, la voce indicata nella bolletta dell'energia elettrica dei consumatori destinata, appunto, a finanziare i nuovi impianti da fonti rinnovabili e assimilate.

Oltre al recupero di una considerevole somma da rimborsare ai consumatori il programma di ispezioni, che proseguirà per tutto il 2008 con l'esame di ulteriori 50 impianti per oltre 3.200 MW di potenza, ha sortito un effetto positivo dal punto di vista della trasparenza e correttezza degli operatori, divenuti più attenti alla corretta applicazione delle norme. Anche se il fattore scatenante non ha nulla a che vedere con la moralità, ma piuttosto con la convenienza economica e il vantaggio di immagine, è pur sempre un risultato positivo. E a beneficiarne saranno anche i consumatori finali.

Fonte: Autorità per l'energia elettrica e il gas

dicembre 2007



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