| Facciamo tutti la nostra parte! n.31 Newsletter Energia |
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I fisiologi stimano che l'uomo possieda circa 300 milioni di alveoli nei polmoni. Questo gli consente di eliminare quotidianamente appena un chilogrammo di anidride carbonica per ogni atto respiratorio, al di fuori dell'esercizio fisico, può arrivare a 10 litri di aria scambiata al minuto. L'apparato respiratorio umano è preparato a tutto: le cellule immunitarie intercettano polveri sottili e individuano il più piccolo segno di emorragia. Entrano allora rapidamente in azione e assicurano così la vita dei nostri polmoni, organi indispensabili alla nostra sopravvivenza. Il limite attuale per l'utilizzo a grande scala di questo sistema di cattura della CO2 resta tuttavia l'intasamento delle membrane di contatto. Le polveri, la cui emissione non può essere totalmente evitata attraverso gli elettrofiltri nelle centrali elettriche, rischiano di mescolarsi al detergente, determinando a lungo termine la formazione di “fanghi” dannosi. Una centrale elettrica moderna, della potenza nominale di un gigawatt, emette 3 milioni di metri cubi di gas di combustione all'ora. Se questi fumi contengono ancora 20 kg di polveri, che rappresentano soltanto un terzo del limite autorizzato, dopo 1.000 ore di funzionamento, ben 20 tonnellate di particelle intaserebbero le membrane. Fonte: Comunicato dell'Università di Dortmund, prof. Hans Fahlenkamp, tecnologia ambientale, www.bci.unidortmund.de ______________________________ agosto 2007 archivio Newsletter |