| Facciamo tutti la nostra parte! n.29 Newsletter Energia |
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"Energy [R]evolution", la strategia globale lanciata da Greenpeace per la ristrutturazione del sistema energetico mondiale nell'arco di una singola generazione, sta in piedi anche dal punto di vista economico. Lo dimostrano i dati del "Futu[r]e Investment", il rapporto che della "rivoluzione" costituisce, solamente per il comparto elettrico, l'approfondimento economico. La crescente domanda energetica globale può essere soddisfatta dalle fonti rinnovabili e da una sempre maggiore efficienza energetica. Secondo Greenpeace gli investimenti necessari all'adozione di una strategia su scala mondiale basata su questi due requisiti fondamentali possono essere ampiamente ripagati dal risparmio dovuto al minor consumo di combustibili fossili (che, secondo le previsioni, proseguiranno nella loro impennata mano a mano che le risorse esauribili si assottiglieranno). La sostenibilità della rivoluzione energetica proposta è dunque credibile dal punto di vista ambientale, in quanto consente di dimezzare le emissioni di gas serra al 2050, economica, perché contiene e stabilizza i costi energetici mondiali, e sociale, per la facoltà di allentare la pressione che gli stessi costi esercitano sulla società e di favorire la risoluzione di tensioni e conflitti per il controllo delle risorse. In soldoni – è proprio il caso di dirlo – risulta che produrre energia da fonti rinnovabili e investire in efficienza costa dieci volte meno che continuare a usare combustibili fossili. E non si parla di bruscolini ma di cifre da capogiro: il risparmio ottenuto si aggirerebbe infatti intorno ai 180 miliardi di dollari l'anno! Come si ottengono queste cifre lo si comprende dalle tabelle esposte nel rapporto. In sintesi, per sviluppare le fonti rinnovabili in modo da dimezzare entro il 2030 le emissioni di gas serra del comparto elettrico sono necessari investimenti annui pari a 22 miliardi di dollari. Per contro, questa riconversione determina risparmi pari a 202 miliardi all'anno, corrispondenti ai costi evitati dei combustibili fossili che alimentano centrali elettriche e impianti di generazione. Totale netto: 180 miliardi di dollari risparmiati ogni anno. Se poi aggiungiamo che ad oggi nel mondo vengono spesi circa 250 miliardi di dollari all'anno in sussidi alle fonti fossili risulta ancora più evidente il vantaggio della rivoluzione energetica: se tali risorse venissero dirottate verso le rinnovabili, si potrebbero coprire abbondantemente i costi del passaggio alle fonti pulite. Per approfondimenti: Futu[r]e Investment (sintesi) ______________________________ luglio 2007 archivio Newsletter |