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Pigmenti colorati con proprietà fotovoltaiche

Il Centro di Ricerca sui nanomateriali della Massey University, Nuova Zelanda, sta mettendo a punto una nuova tecnologia solare fotovoltaica che consentirà di convertire la radiazione solare in energia elettrica ad un decimo del costo rispetto alle attuali celle solari a base di silicio.
Ispirandosi a quanto la natura ha già perfezionato e consolidato, il gruppo di lavoro condotto dal Dr Wayne Campbell ha sviluppato una gamma di pigmenti sintetici realizzati a partire da semplici composti organici. In un caso il pigmento sensibile alla luce è simile alla clorofilla verde delle piante, una seconda tipologia è basata sull'emoglobina.

Utilizzando celle dimostrative di 10 cm di lato, Campbell ha dimostrato che il dispositivo è in grado di produrre energia elettrica sufficiente a far funzionare un piccolo ventilatore, anche in condizioni di bassa illuminazione. Mediante incorporazione di simili pigmenti nelle finestre, anche le vetrate colorate potrebbero contribuire alla produzione di energia elettrica.

Dal punto di vista dell'impatto ambientale le sostanze fotovoltaiche sintetiche risulterebbero più sostenibili rispetto alle tradizionali celle in silicio. L'elemento costitutivo è infatti l'ossido di titanio, un minerale abbondante, rinnovabile e non tossico (si utilizza anche per prodotti di consumo, ad esempio nei dentifrici, nella pittura bianca e in cosmetica), direttamente estraibile dalle sabbie nere neozelandesi.

“Il prossimo passo sarà l'integrazione dei pigmenti nei materiali di copertura dei tetti o delle pareti” ha dichiarato Ashton Partridge, nuovo direttore del Centro di ricerca, “Già molte aziende neozelandesi hanno mostrato interesse verso la nuova soluzione”.

Fonte: Massey University

 

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aprile 2007



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