| Facciamo tutti la nostra parte! n.22 Newsletter Energia |
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Anche l'Italia ha la sua Borsa delle Emissioni
In attuazione a quanto disposto dalla Direttiva Europea 2003/87/CE, che istituisce un sistema comunitario per lo scambio di quote di emissione di CO2 (EU ETS) attraverso la costituzione di mercati nazionali per l'acquisto e la vendita dei diritti di emissione, all'interno di un complessivo piano di riduzione delle emissioni inquinanti. Rispetto agli altri paesi europei l'Italia aveva accumulato un discreto ritardo nella realizzazione di una piattaforma di scambio della CO2. L'avvio del nuovo mercato offre finalmente alle imprese italiane la possibilità di operare in borsa al fine di adempiere ai propri obblighi di abbattimento delle emissioni. La Borsa delle Emissioni del GME offrirà un sistema di tariffe tra i più competitivi in Europa, strutturato in modo tale da incoraggiare anche la partecipazione delle Piccole e medie imprese. Per essere ammesso al mercato, l'operatore dovrà essere titolare di un conto deposito delle unità di emissione presso uno dei registri europei e sottoscrivere una domanda e un contratto di adesione alle regole del mercato. Per il funzionamento del mercato il GME ha aperto un conto di deposito presso l'APAT. L'azienda che vende le quote di emissione nella "‘Borsa delle emissioni" italiana, trasferisce le unità che intende scambiare sul conto proprietà intestato al GME. Le proposte di acquisto e vendita vengono quindi ordinate in un book di negoziazione. Ciascun book presenta le migliori proposte di acquisto e di vendita ordinate secondo priorità di prezzo (in caso di prezzo uguale, le proposte sono ordinate secondo l'ordine temporale di ricevimento da parte del sistema informatico del GME). Per ciascun periodo di riferimento (fase I 2005-2007; fase II 2008-2012) delle unità di emissione assegnate dai Piani Nazionali di Allocazione (PNA) esiste un apposito book di negoziazione. Fonte: Ministero dell'Ambiente_____________________ marzo 2007 archivio Newsletter |