Facciamo tutti la nostra parte! n.22
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UE-27, integrare politica climatica ed energetica

L'UE-27, riunitasi in Consiglio a Bruxelles l'8 e 9 marzo scorsi, sottolinea il ruolo guida dell'UE nella protezione del clima, rinnova l'impegno in materia di riduzione delle emissioni e caldeggia una politica energetica integrata.
Consapevole del fatto che produzione e impiego dell'energia sono le principali fonti di emissioni di gas ad effetto serra, il Consiglio Europeo ribadisce la necessità di un approccio integrato alla politica climatica ed energetica. Nel pieno rispetto del mix energetico scelto dagli Stati membri e della loro sovranità sulle fonti di energia primaria, la politica energetica per l'Europa (PEE) perseguirà fondamentalmente tre macro-obiettivi: sicurezza dell'approvvigionamento; competitività delle economie europee e disponibilità di energia a prezzi accessibili; sostenibilità ambientale e lotta al cambiamento climatico.

Per quanto riguarda il clima, in attesa di un accordo globale e completo per il post-Kyoto, e fatta salva la sua posizione nell'ambito dei negoziati internazionali, l'UE ha ufficializzato il proprio impegno a realizzare una riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra di almeno il 20% entro il 2020 rispetto al 1990. Tuttavia non sono esclusi traguardi più ambiziosi. Il Consiglio europeo sottoscrive, infatti, un obiettivo UE di riduzione del 30% delle emissioni di gas ad effetto serra entro il 2020 rispetto al 1990, quale contributo ad un accordo globale per il periodo successivo al 2012, a condizione che anche i paesi industrializzati non vincolati dagli impegni di Kyoto si impegnino ad analoghe riduzioni delle emissioni e che i paesi in via di sviluppo economicamente più avanzati si impegnino a contribuire in misura proporzionale alle loro responsabilità e rispettive capacità. A questo proposito l'UE dichiara la propria disponibilità ad aiutare i paesi in via di sviluppo per aiutarli a ridurre la loro vulnerabilità e ad adattarsi ai cambiamenti climatici.

Secondo il Consiglio europeo, per proteggere clima e ambiente è necessario avviare una politica europea dei trasporti efficace, sicura e sostenibile. Le azioni prioritarie dovranno tendere congiuntamente a migliorare la prestazione ambientale del sistema dei trasporti europeo.

Altro tema caldo: la sicurezza dell'approvvigionamento. Il vertice ha sottolineato l'esigenza di migliorare la sicurezza dell'approvvigionamento per l'UE nel suo insieme nonché per ciascuno Stato membro tramite: la diversificazione efficace delle fonti energetiche e delle vie di trasporto, che favorirà competitività del mercato interno dell'energia; lo sviluppo di meccanismi più efficaci di risposta alle crisi; l'aumento della trasparenza dei dati sul petrolio e la revisione delle infrastrutture per l'approvvigionamento di petrolio e dei meccanismi in materia di riserve petrolifere dell'UE.

Al punto che riguarda l' efficienza energetica si ribadisce quanto già stabilito dalla Commissione nel suo Libro verde sull'efficienza e nel piano energetico europeo: l'efficienza energetica nell'UE dovrà raggiungere l'obiettivo di risparmio dei consumi energetici del 20% rispetto alle proiezioni per il 2020. Il Consiglio invita, pertanto, la Commissione a presentare proposte che favoriscano migliori requisiti di efficienza energetica per l'illuminazione stradale e degli ambienti lavorativi entro il 2008 e per lampade ad incandescenza e altre forme di illuminazione domestica entro il 2009

Anche il target vincolante che prevede una quota del 20% di fonti rinnovabili nel totale dei consumi energetici dell'UE entro il 2020 viene ribadito, con l'esplicitazione di un obiettivo specifico nel settore dei biocarburanti: una quota minima del 10% per i biocombustibili nel totale dei consumi di benzina e gasolio per autotrazione dell'UE entro il 2020 dovrà essere conseguita da tutti gli Stati membri (introdotto in maniera efficiente in termini di costi).

Infine la questione del nucleare: il Consiglio ha preso atto della valutazione effettuata dalla CE riguardo al contributo dell'energia nucleare nel far fronte alle crescenti preoccupazioni sulla sicurezza dell'approvvigionamento energetico e la necessità di ridurre le emissioni di CO2. Ciascuno Stato membro deciderà autonomamente se considerare l'opzione nucleare, fermo restando l'obbligo di migliorare ulteriormente la sicurezza nucleare e la gestione dei rifiuti radioattivi.

Per approfondimenti: Consiglio Europeo del 9 marzo 2007

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marzo 2007



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