Facciamo tutti la nostra parte! n.16
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Voice e la filiera corta dell'olio vegetale puro

Il progetto VOICE (acronimo di Vegetable Oil Initiative for a Cleaner Environment), il cui valore complessivo è di 3,4 milioni di euro, metà dei quali finanziati dal programma LIFE-Ambiente, è stato presentato dal responsabile di progetto David Chiaramonti, del Centro interdipartimentale di ricerca e energie alternative e rinnovabili (CREAR) dell'Università degli Studi di Firenze. “L'olio vegetale puro, di girasole o di colza - afferma l'ingegner Chiaramonti – è la materia prima utilizzata per la produzione di biodiesel tramite un processo di esterificazione che avviene in impianti dedicati e che ne modifica le caratteristiche chimico fisiche, rendendo questo biocombustibile simile al gasolio tradizionale e compatibile, in miscela al 5%, con gli impianti di distribuzione ed i motori convenzionali”.
“Uno dei principali vantaggi dell'utilizzo dell'olio puro è quello di poter essere prodotto e utilizzato in loco dagli agricoltori (realizzando la cosiddetta filiera corta) che risultano quindi i beneficiari principali del valore aggiunto finale del prodotto”.
Nel processo più complesso che porta alla produzione di biodiesel gli agricoltori figurano solo come fornitori e le fasi che dal seme portano alla produzione del carburante sono tali da farlo risultare non competitivo rispetto alle oleaginose esotiche, come la palma, la cui coltivazione non è sottoposta a controlli per quanto riguarda la sostenibilità.

L'utilizzo di olio vegetale puro al posto dell'equivalente energetico di 1 kg di diesel, consente di evitare l'emissione di circa 1,8 kg di CO 2 (equivalente a una riduzione del 50% circa), produce emissioni quasi nulle di ossidi di zolfo, riduce sensibilmente le emissioni di particolato rispetto al gasolio ed è totalmente biodegradabile.
Le colture agrienergetiche presentano vantaggi anche dal punto di vista dell'occupazione. Si stima infatti che in Europa, per ogni punto percentuale di incremento della produzione di biocarburanti, nascano 45.000-75.000 nuovi posti di lavoro.
L'obiettivo del progetto – che per quanto riguarda i trasporti è perfettamente in linea con quanto stabilisce la direttiva 2003/30/CE sulla promozione dell'uso dei biocarburanti o di altri carburanti rinnovabili, secondo la quale entro il 2010 il 5,75% dei combustibili dovrà essere di orgine agricola - non sarà solamente quello di investigare le applicazioni dell'olio puro come biocombustibile per l'autotrazione, ma anche quello di mettere a punto sistemi per la generazione di energia elettrica e/o termica, fornendo un ulteriore opportunità allo sviluppo del settore delle agrienergie.

Fonte: CREAR
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