Facciamo tutti la nostra parte! n.15
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Quando il cambiamento climatico tocca le tasche

È stato pubblicato il rapporto commissionato dal governo britannico all'economista Nicholas Stern, ex dirigente della Banca Mondiale, nel quale si lancia un messaggio destabilizzante: se non si prenderanno provvedimenti drastici ed efficaci, il cambiamento climatico in atto potrà condizionare la crescita globale fino a ridurre del 20% il prodotto economico mondiale. Tradotto, significa che, distribuendo trasversalmente su tutta la popolazione mondiale gli effetti del surriscaldamento della Terra, ciascun cittadino potrebbe ritrovarsi un quinto più povero!
Dalla relazione di 700 pagine emerge che nessun paese sarà immune dalle conseguenze del mutamento climatico, ma quelli che ne soffriranno prima, e più degli altri, saranno i paesi poveri.
L'inazione contro il surriscaldamento globale potrebbe lasciar crescere la temperatura fino a toccare i 5°C in più rispetto all'epoca preindustriale. Se ciò accadesse trasformerebbe non solo la geografia fisica del nostro pianeta, ma anche la distribuzione della popolazione. Per effetto di siccità e alluvioni fino a 200 milioni di persone potrebbero ritrovarsi senza casa.
Ora che la questione climatica non è più competenza esclusiva di ambientalisti e scienziati, già da tempo consapevoli dell'entità del problema, ma risulta intaccare il portafoglio e quindi coinvolgere tutti i livelli del sistema economico, sarà, probabilmente, presa debitamente sul serio anche dagli organi di governo, dai settori produttivi e dai singoli cittadini.
Una considerazione non appropriata dell'aggravarsi della situazione o l'assenza di azioni adeguate potrebbero costarci cifre da capogiro: circa 5 trilioni (cioè milioni di miliardi) di euro. “La conclusione del rapporto è fondamentalmente ottimistica”, dichiara Stern, “Se agiamo ora, con un coordinamento a livello internazionale, abbiamo ancora il tempo per evitare i peggiori effetti del cambiamento climatico. Gli organi di governo, la realtà economica e i cittadini stessi devono lavorare congiuntamente per affrontare efficacemente l'impresa. Perché si sia motivati al cambiamento, sono indispensabili scelte politiche forti da parte dei governi e la situazione deve essere affrontata con tempestività; infatti un ritardo nell'azione di qualche decennio potrebbe trascinarci in un terreno accidentato e pericoloso. Quest'opportunità non può rimanere intentata”.
Secondo Stern, per far fronte alla situazione sarà necessario riservare ogni anno l'1% del prodotto economico mondiale al risanamento dei danni conseguenti al cambiamento climatico.
Emettere una tonnellata di CO2 ci costerà 85 dollari, mentre, con gli schemi attualmente in vigore, evitarne l'emissione comporterà una spesa di 25 dollari. Praticamente l'abbattimento dei gas serra porterà ad un arricchimento. A dispetto di chi ritiene che le politiche sensibili all'ambiente determinino obbligatoriamente costi a carico aggiuntivi.

Fonte: HM Tresury (Ministero dell'economia e della finanza GB)
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