Per promuovere efficienza energetica e fonti energetiche rinnovabili (FER) e stimolare gli investimenti da parte di privati nei Paesi in Via di Sviluppo (PVS) e nelle economie in transizione, la Commissione Europea ha proposto la creazione di un Fondo globale di capitale di rischio. Il GEEREF (Global Energy Efficiency and Renewable Energy Fund), per il quale saranno stanziati 80 milioni di euro in quattro anni (di cui 15 nel 2007), mira ad accelerare il trasferimento di tecnologie sostenibili, di comprovata funzionalità ed efficacia, per garantire l'approvvigionamento energetico anche alle regioni più povere del mondo.
L'istituzione del fondo è volta a offrire nuove opportunità di ripartizione dei rischi e di cofinanziamento tali da incentivare investimenti ai vari livelli. Con la partecipazione di finanziatori, sia pubblici che privati, sarà possibile raggiungere la quota prevista di 100 milioni di euro, che contribuirà al finanziamento di progetti di investimento per un valore fino a 1 miliardo di euro.
“Si tratta di un meccanismo innovativo”, ha dichiarato il commissario per l'ambiente Stavros Dimas, “che sottolinea l'impegno della Commissione ad aiutare i Paesi in Via di Sviluppo ad investire nelle energie rinnovabili e nell'efficienza energetica. Contribuirà a garantire servizi energetici puliti, sicuri e a costi accessibili a un miliardo e seicento milioni di persone nel mondo che attualmente non hanno accesso all'elettricità”.
Il GEEREF non sarà direttamente destinato ai progetti, ma favorirà la creazione di sotto-fondi regionali commisurati alle caratteristiche ed esigenze di ciascuna regione destinataria (Africa subsahariana, Caraibi, Pacifico, Nordafrica, Europa dell'Est non UE, America Latina, Asia).
Secondo Louis Michel, Commissario europeo responsabile dello Sviluppo e degli aiuti umanitari, “il mancato accesso all'energia è uno dei principali ostacoli per regioni che già hanno problemi di accesso ai capitali. Il Fondo può stimolare gli investimenti privati e diventare una leva effettiva di sviluppo, soprattutto in Africa”.
Raggiungendo le quote di capitale previste, sarà possibile garantire ai paesi meno industrializzati quasi 1 Gigawatt di energia, tanto da assicurare servizi energetici sostenibili a 1-3 milioni di persone e da risparmiare l'emissione in atmosfera di 1-2 milioni di tonnellate di CO2 l'anno. Oltre a migliorare la qualità della dell'aria (anche all'interno degli edifici), l'avvio di tali progetti dovrebbe innescare la creazione di imprese locali, migliorare l'occupazione e le opportunità di sviluppo di reddito.
L'iniziativa è ora al vaglio di Consiglio e Parlamento Europeo per raccogliere eventuali osservazioni e procedere all'individuazione degli ulteriori finanziatori.
Fonte: Commissione Europea
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