La sfida di Virgin per proteggere il clima

In occasione del Clinton Global Initiative, il noto miliardario Sir Richard Branson, fondatore dell'impero Virgin, il marchio che identifica flotte aeree, etichette discografiche, linee ferroviarie, e persino turismo aerospaziale, rende nota la nuova sfida imprenditoriale che lo impegnerà nel prossimo decennio: lo sviluppo del settore biocombustibili.

Secondo l'ottica di Virgin Group tutti gli imprenditori, soprattutto quelli che si occupano di trasporti, energia e, in particolare, di combustibili fossili come il carbone, dovrebbero schierarsi in prima linea nello sviluppo di strategie economiche che rispettino l'ambiente, ponendo particolare attenzione alla sostituzione delle fonti tradizionali di energia con quelle rinnovabili e alla mitigazione delle emissioni di gas climalteranti in atmosfera. A sostegno di questa posizione, tutti i proventi derivanti dai settori aviazione e trasporti ferroviari che la catena Virgin produrrà nei prossimi dieci anni - stimati in tre miliardi di dollari - saranno investiti in ricerca e sviluppo per la produzione e la distribuzione di nuovi biocarburanti da impiegare nei trasporti aereo e terrestre, e per la diffusione delle fonti rinnovabili.

Nasce così Virgin Fuel che, grazie ad un primo stanziamento di 400 milioni di dollari, già nei prossimi tre anni realizzerà sette impianti per la produzione di bioetanolo (che, in virtù dell'adozione di un migliore processo, costeranno meno rispetto ai tradizionali impianti di bioetanolo derivato dal mais), tre dei quali in California, per un totale che, secondo le previsioni, nel 2009 raggiungerà quasi 1,7 miliardi di litri di bioetanolo annui (pari a circa 1,3 Mtep all'anno). Con questo investimento la Virgin contribuisce al raggiungimento del traguardo che la California ha stabilito per il 2010: la produzione interna del 20% dei biocombustibili utilizzati.
In realtà Virgin non è nuova all'adozione di soluzioni sostenibili. Ne sono esempio i treni elettrici che circolano nel Regno Unito, i quali, grazie al sistema di recupero energetico in frenata che consente di reimmettere in rete il 17% dell'energia impiegata, si classificano come i più efficienti treni di lunga tratta esistenti al mondo.
La società sta inoltre provvedendo ad adattare la sua flotta di treni diesel in modo che possano essere alimentati da mix di biocombustibili. Le novità riguardano anche i velivoli aerospaziali. Le nuove navicelle di Virgin Galactic produrranno, infatti, molte meno emissioni di qualsiasi mezzo mai lanciato nello spazio sino ad ora.

Virgin Fuel è solo il primo passo nell'applicazione della strategia energetica dello stravagante Sir inglese. Richard Branson sta mettendo in piedi un trust espressamente ambientale (Environmental Trust) entro cui saranno convogliati progetti che contrastino il cambiamento climatico. I fondi saranno destinati alle idee che il patron riterrà efficaci in questo senso …. S i accettano suggerimenti.

Fonte: Clinton Global Initiative


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