Pisa, Meeting ASPO sul picco del petrolio

Il 18 e 19 luglio 2006 a Pisa, presso il parco di San Rossore, si terrà la Quinta Conferenza Internazionale sul declino del petrolio e del gas organizzata dalla sezione italiana di ASPO (Association for the Study of Peak Oil and Gas).
Il presidente di ASPO Italia, Ugo Bardi, aprirà la sessione di lavoro e introdurrà gli interventi di autorevoli esperti, provenienti da tutto il mondo, che si confronteranno in merito a entità delle riserve residue e incertezza dei dati disponibili, impatto sociale ed economico del declino del petrolio, mitigazione e modelli di previsione sul picco del petrolio, andamento dei prezzi del greggio, nuovi prodotti finanziari e ripercussione sul mercato, limiti della crescita, disponibilità di gas e carbone, equilibri geopolitici globali, cambiamento climatico.

In particolare, Kjell Aleklett, Presidente di ASPO International porrà l'accento sulla globale dipendenza dal petrolio e sull'urgenza di una “disintossicazione”; Colin Campbell, Presidente onorario di ASPO Italia approfondirà il tema “L'età del petrolio in prospettiva”; Richard Heinberg, autore di “La festa è finita”, esporrà il Protocollo concepito per regolare riduzione di estrazione, importazione e consumo di petrolio.

Programma ASPO-5

Il picco del petrolio

Studi geochimici degli ultimi anni hanno identificato il momento e la modalità in cui si venne a formare il petrolio conservatosi sino ad oggi nelle viscere della terra: si tratta di processi di trasformazione di materiale organico (per lo più materiale algale), verificatisi milioni di anni fa, in condizioni climatiche e fisiche particolarmente rare e non facili da replicare. Una scala temporale scandita, dunque, da ere geologiche – non per niente si parla di “risorsa fossile” - non compatibili con gli intervalli di tempo familiari al genere umano.
Lo sviluppo economico e l'evoluzione delle tecnologie dell'attuale e del secolo scorso hanno portato a ritmi di estrazione di milioni di barili di greggio all'anno. A ciò consegue un progressivo e inesorabile assottigliarsi delle riserve di petrolio, al punto da aver destato, ormai da qualche decina d'anni, allarme e preoccupazione per l'approssimarsi dell'esaurimento del preziosissimo oro nero.

Il concetto di “picco del petrolio” fu introdotto per la prima volta nel 1956 dal geofisico M.K.Hubbert secondo il quale l'andamento nel tempo della produzione di una data risorsa esauribile può essere rappresentato da una legge esponenziale di crescita in funzione del volume delle riserve e del tempo. Graficamente la curva ottenuta presenta un ramo ascendente, un punto di massima e un successivo ramo discendente. Applicando il modello al caso della curva di estrazione del petrolio degli Stati Uniti, Hubbert stimò che il picco si sarebbe registrato negli anni '70. Ciò, infatti, accadde.

A livello mondiale lo studio del picco è senz'altro più complesso e difficile da predire perché condizionato da variabili complesse quali l'incertezza dei dati disponibili – spesso condizionati da equilibri finanziari – la stessa definizione di petrolio, l'instabilità politica di alcuni dei paesi produttori e altri fattori ancora.

Fonte: ASPO Italia

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