La politica energetica svedese punta sul bioetanolo e avvia una gamma di iniziative per incentivare la progressiva sostituzione dei carburanti tradizionali con alcol derivato dalla lavorazione di prodotti agricoli.
Per soddisfare la domanda in rapida ascesa la svedese Agroetanol, azienda che produce etanolo da cereali, sta progettando un nuovo impianto che, una volta a regime, consentirà di raddoppiare la propria produzione. Ad incoraggiare tale importante investimento è stata la recente introduzione di nuove norme doganali a protezione della produzione interna di etanolo: l'alcol importato subirà, infatti, un aumento di 16 centesimi di euro (pari a 1,5 corone svedesi) rendendo maggiormente competitivo il bioetanolo di produzione locale.
A livello europeo l'Amministrazione Ambiente e Salute della città di Stoccolma coordina BEST (BioEthanol for Sustainable Transport), un progetto cofinanziato dalla Commissione Europea, nell'ambito del Sesto Programma Quadro, il cui scopo principale è dimostrare la possibilità effettiva di sostituzione di benzina e diesel con bioetanolo. Dei ventisette partner europei coinvolti nel progetto della durata di quattro anni (gennaio 2006 – dicembre 2009), cinque sono italiani: ETA- Energie Rinnovabili; Comune di La Spezia; Provincia di La Spezia; ATC SpA e Dipartimento di Energetica dell'Università di Pisa.
Tra gli obiettivi, BEST mira in primo luogo a provare la fattibilità tecnica, l'efficienza energetica, i benefici ambientali e sociali derivanti dall'utilizzo di bioetanolo come carburante. A questo scopo è in programma la realizzazione di dimostrazioni su larga scala, nei paesi europei coinvolti, per dare l'avvio ad uno sviluppo del mercato dei veicoli a bioetanolo e per valutare performance e costi in relazione alle diverse condizioni geografiche e climatiche. Tra le attività dimostrative che si svolgeranno a La Spezia, nel progetto BEST è previsto l'acquisto di 100 auto flexi-fuel funzionanti sia con E85 (miscela 85% etanolo e 15% benzina) che con benzina, di 3 autobus alimentati con E95 (95% etanolo, resto additivi), l'installazione di 2 stazioni di rifornimento per le auto e di una per gli autobus e test con miscele a basso contenuto di etanolo sugli autobus.
Sulla base delle esperienze dei vari Paesi saranno definiti degli standard per le miscele di carburanti, la caratterizzazione dei veicoli, la rete di distribuzione e saranno studiate specifiche raccomandazioni allo scopo di esercitare opportune influenze sulle strategie politiche.
Già oggi in Svezia la benzina viene miscelata con un 5% di bioetanolo, corrispondente ad un mercato di 300 milioni di litri di etanolo all'anno. Le prospettive sono di una crescita fino al 10% entro il 2008, garantendo in tal modo un profitto economico interessante alla filiera “agrienergetica”.
In Italia la situazione è ancora immatura. In base alla legge 81/2006 ( Art. 2-quater), dal 1° luglio 2006 i produttori di carburanti diesel e di benzina saranno obbligati ad immettere al consumo biocarburanti di origine agricola in misura pari all'1% dei carburanti diesel e della benzina immessi nell'anno precedente. Tale quota dovrà poi essere gradualmente incrementata fino ad arrivare ad una quota del 5% nel 2010, anno entro il quale, nel rispetto della direttiva 2003/30/CE, si dovrebbe immettere almeno il 5,75% di biocarburanti nei combustibili per trasporti.
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