Microreattore rivoluziona la produzione di biodiesel

Produrre biodiesel in modo veloce, facile, pulito, pratico e… portatile. Questi sono i vantaggi che derivano dall'impiego del microreattore chimico, grande la metà di una spessa carta di credito, ideato dai ricercatori del dipartimento di ingegneria chimica dell'Università dello Stato dell'Oregon (OSU), coordinati dal professor Goran Jovanovic.
Iniettando olio vegetale e alcol attraverso i tubicini, più sottili di un capello, di cui è dotato il dispositivo, si ottiene biodiesel come prodotto finale.

Con un solo reattore il carburante ottenuto è poco ma, viste le dimensioni contenute, è possibile combinarne in parallelo un gran numero fino a raggiungere un sistema, grande quanto una piccola valigia, in grado di trasformare anche 400.000 litri di biodiesel in un anno.
Secondo il professor Jovanovic se questa tecnologia, ora in fase sperimentale, si rivelerà efficace anche a livello industriale stravolgerà il familiare paradigma della produzione di energia centralizzata: “Nessuno produrrà più biodiesel in altra maniera e le aziende agricole impiegheranno per produrlo i raccolti delle loro terre”.

Nei sistemi attualmente in uso per produrre biodiesel si scioglie in alcol un catalizzatore, come l'idrossido di sodio, si mescola con olio vegetale e si agita in grandi vasche per due ore. Si lascia poi riposare per 12-24 ore, tempo in cui avviene una lenta reazione chimica da cui si ottiene biodiesel e glicerina come prodotto secondario.
La glicerina può essere utilizzata per la produzione di sapone, ma solo dopo aver neutralizzato e rimosso il catalizzatore utilizzando acido idroclorico. Complessivamente il sistema è lungo e costoso. Con l'introduzione del microreattore si eliminerebbero la fase di miscelazione, il tempo di attesa per la separazione dei prodotti chimici e, potenzialmente, anche la necessità di catalizzatori annullando quindi anche i problemi di smaltimento.

Il dispositivo, sviluppato in collaborazione con l'Oregon Nanoscience and Microtechnologies Institute (ONAMI), consiste in una serie di canali paralleli, ciascuno più sottile di un capello, attraverso i quali vengono pompati simultaneamente olio vegetale e alcol. A tale scala la reazione che converte l'olio in biodiesel è quasi istantanea. La velocità di produzione del biodiesel aumenta da 10 a 100 volte rispetto ai metodi tradizionali.

Jovanovic sta attualmente lavorando allo sviluppo di un sistema di rivestimento dei microcanali con catalizzatori metallici non tossici. Ciò faciliterà la produzione e incoraggerà una rapida diffusione della nuova tecnica.

Fonte: OSU

 

 

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