Pił biocarburanti nella benzina

In base alla Legge 81/2006, in merito agli interventi urgenti per i settori dell'agricoltura e dell'agroindustria, a partire dal 1 luglio 2006 i produttori di carburanti diesel e di benzina saranno obbligati ad immettere al consumo biocarburanti di origine agricola in misura pari all'1% dei carburanti diesel e della benzina immessi al consumo nell'anno precedente. Tale percentuale, espressa in potere calorifico inferiore, sarà incrementata di un punto per ogni anno, fino al 2010, data entro la quale la direttiva 30/2003/CE impone di raggiungere la soglia del 5,75%.

Secondo i calcoli della Coldiretti la rivoluzione nel serbatoio in tutte le auto circolanti in Italia prevista dalla legge corrisponde, nel primo anno, ad un'aggiunta ai normali carburanti di circa quattrocentomila tonnellate di biocarburanti, quali bioetanolo e biodiesel che possono essere ottenuti indirizzando a coltivazioni energetiche 273.000 ettari di terreno nazionale, fino ad arrivare a quasi 1 milione e 400.000 ettari nel 2010.

A predisporre le basi per questo traguardo ha contribuito la stessa Coldiretti con la raccolta di sessantamila firme per recuperare il ritardo accumulato e rispondere con fatti concreti alle giustificate obiezioni della Commissione Europea.

Si seguirà la via intrapresa anche oltre il 2010 considerato che Consiglio Europeo che ha previsto di espandere l'utilizzo di biocarburanti nel settore dei trasporti, con la prospettiva di aumentare entro il 2015 la proporzione di utilizzo fino all'8%. Secondo la Commissione con il prezzo del petrolio attorno ai sessanta euro al barile la produzione europea di biodiesel ottenuta dalle coltivazioni agricole è competitiva con il normale carburante già con le attuali tecnologie, anche senza considerare i minori costi ambientali determinati dalla riduzione dell'inquinamento.

Fonte: Coldiretti

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