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Italia in mora per inadempienza a direttive UE La Commissione ha avviato una procedura di infrazione a carico dell’Italia a causa del mancato rispetto dei traguardi stabiliti dalla normativa comunitaria in vigore in tema di fonti energetiche rinnovabili (FER). La Commissione europea ha dunque messo in mora ciascuno dei Paesi in difetto avviando nei loro confronti la prima fase della procedura d'infrazione prevista dal regolamento comunitario. Gli otto Paesi avranno ciascuno due mesi di tempo per rispondere alle obiezioni dell'Esecutivo UE. ''L'Europa dovrebbe sfruttare pienamente le potenzialita' offerte dalle fonti energetiche rinnovabili - ha commentato il commissario all'energia, Andris Piebgals - e potra' farlo solo con l'impegno a lungo termine a sviluppare e installare l'energia rinnovabile e il coinvolgimento attivo di tutti gli Stati membri nella promozione dell'utilizzazione delle energie verdi'' Anche per quanto riguarda l’attuazione della Direttiva 2003/30/CE, sulla promozione dell'uso dei biocarburanti o di altri carburanti rinnovabili nei trasporti, l’Italia si è distinta per cattiva condotta per non aver presentato la relazione (come definito nell’art. 4 della Direttiva) che giustificasse il proprio ritardo sui valori di riferimento stabiliti: il 2% di tutta la benzina e del diesel per trasporti entro il 2005 e il 5,75% entro il 2010. Nel 2003 la percentuale rappresentata dai biocarburanti nel mercato della benzina e del diesel dell’UE raggiungeva appena lo 0,6% e nel 2004 era ancora inferiore all’1%. Agli Stati membri è concesso di fissare propri obiettivi indicativi, giustificandone, però la scelta, nel caso questi siano diversi dal valore di riferimento. Fonte: Unione Europea Vai ad archivio Newsletter |
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