Installatori oppressi dalla burocrazia

Le associazioni di categoria Confartigianato e CNA chiedono che siano riviste le leggi che disciplinano il settore della installazione e manutenzione di impianti. Un eccesso di burocrazia e una ‘giungla' impraticabile di norme e regolamenti costringono infatti le 150.890 imprese - il 95% delle quali artigiane - di un settore con 450.000 addetti e del valore di 11 miliardi di euro a dedicare il 15% dell'attività quotidiana, per un totale di 45 giorni all'anno, a compilare moduli o a fare la fila agli sportelli pubblici.

Secondo il Presidente di Confartigianato Impianti Luciano Mattozzi e il Presidente di Cna Installazione Impianti Franco Bianchi ci sono troppe norme incongruenti e troppi adempimenti che disorientano gli operatori del settore e gli stessi consumatori. Gli addetti ai lavori devono costantemente fare i conti con la legge 46/90 che regolamenta la sicurezza degli impianti, con la legge 10/91 sul risparmio energetico, con le delibere emesse a getto continuo dell'Autorità dell'Energia, con regolamenti a livello regionale, provinciale e comunale.

Gli installatori di impianti di CNA e Confartigianato invocano quindi, da parte del Governo, una riforma dell'attuale legislazione del settore atta a garantire una certa continuità e coerenza tra le disposizioni vigenti e le modifiche o integrazioni divenute necessarie, e che renda possibile assicurare ai consumatori, in modo semplice e chiaro, servizi di qualità e in condizioni di libera concorrenza.

Per agevolare il processo di revisione i rappresentanti delle due Associazioni sottopongono agli organi di competenza una serie di punti ritenuti prioritari nella redazione di un testo unico sugli impianti:

1. Applicare la disciplina sull'installazione impianti a tutte le categorie di edifici, qualunque sia la destinazione d'uso, coordinandola con le disposizioni vigenti in materia di sicurezza;

2. Rivedere i requisiti di qualificazione tecnico-professionale degli imprenditori in rapporto alla complessità tecnica delle tipologie degli impianti, valorizzando anche il ruolo didattico svolto dagli imprenditori sul luogo di lavoro;

3. Definire le responsabilità dell'installatore rispetto a quelle del progettista;

4. Razionalizzare, semplificare e coordinare procedure e adempimenti per l'avvio e l'esercizio dell'attività di impresa;

5. Organizzare un sistema efficiente di verifiche degli impianti per garantirne l'effettiva sicurezza;

6. Impedire alle aziende che vendono e distribuiscono energia di operare nel mercato tipico dell'attività degli installatori di impianti, relativo cioè ai servizi di manutenzione post contatore;

7. Introdurre un sistema di sanzioni che co-responsabilizzi imprese e consumatori;

8. Coordinare le competenze dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali, anche tramite gli accordi in sede di Conferenza Stato-Regioni.

Vedi  Tabelle

Fonte: Confartigianato e CNA

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