Finale di partita per l'era del petrolio

Il fisico Amory Lovins, fondatore e direttore del Rocky Mountain Institute, un centro di ricerca applicata del Colorado a favore dell'uso razionale e sostenibile delle risorse, propone una teoria, messa a punto in collaborazione con la propria squadra di esperti, su come affacciarsi al declino del petrolio.
Non si tratterebbe di un cammino traumatico caratterizzato da allarmanti o catastrofici shock del sistema economico e sociale, bensì di un percorso a tappe che favorirebbe il progressivo affrancarsi dalla dipendenza dal petrolio in modo sia vantaggioso che redditizio.
Seguendo le indicazioni della road map – i cui tempi e caratteristiche sono stati modellati sul caso degli Stati Uniti, ma che, con opportuni aggiustamenti, si possono adattare alle realtà differenti di ciascun Paese - gli USA potrebbero affrancarsi entro il 2040 dall'importazione ed entro il 2050 dal petrolio in generale.
In generale, la prima ragionevole mossa da fare in questa direzione secondo Lovins riguarda specifici interventi volti ad incrementare l'efficienza del petrolio stesso. Con le tecnologie attualmente disponibili si può arrivare a raddoppiare la resa del barile di petrolio. Maggior efficienza significa risparmio di risorse e di conseguenza maggiori investimenti disponibili per l'innovazione e lo sviluppo.
L'intervento tanto efficace e determinante riguarda automobili, mezzi di trasporto merci su gomma ed aerei che, nell'insieme, consumano il 70% della provvista di petrolio statunitense e generano un terzo delle emissioni nazionali di carbonio. Sostituendo con materiali in fibra composita di carbonio o con acciaio ultraleggero le attuali materie prime utilizzate nell'industria automobilistica, si potrà ridurre della metà il peso del veicolo e, al contempo, assorbire un'energia d'impatto di dodici volte superiore per chilogrammo di materiale rispetto all'acciaio. Applicando, parallelamente ai nuovi materiali impiegati, celle a combustibile o sistemi di propulsione elettrica ibrida autoricaricante si raggiunge un risparmio complessivo tale da ripagare l'investimento in soli due anni. I mezzi di nuova generazione garantirebbero quindi leggerezza, efficienza (determinando risparmio), sicurezza e comfort. Un passaggio successivo è quello di sostituire il petrolio risparmiato con combustibili alternativi quali bioetanolo ricavato da piante erbacee e legnose che producono una quantità di alcol etilico doppia a parità di peso - e con minore investimento di capitale ed energia - rispetto al mais. Un'altra opzione è quella di utilizzare gas naturale a basso contenuto di carbonio, come fase intermedia del percorso, sia direttamente che convertendolo in idrogeno.L'ultimo momento evolutivo a favore di una totale sostituzione del petrolio prevede l'impiego di idrogeno prodotto da fonti rinnovabili e non più esauribili.

In questo scenario energetico “futuribile” le automobili americane saranno competitive nel mercato mondiale, le emissioni drasticamente ridotte, l'economia migliorerà e gli Stati Uniti si libereranno dalla loro dipendenza dal petrolio Mediorientale, il tutto senza cambiare radicalmente le politiche governative o la normativa, né incidere sulle tasse.

Fonte: Rocky Mountain Institute

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