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L'impianto di termovalorizzazione dei rifiuti di Granarolo Emilia (BO) sarà sottoposto ad progetto di ristrutturazione e riqualificazione con l'obiettivo di riportarlo all'originaria potenzialità effettiva di 600 tonnellate al giorno di rifiuto smaltito e di incrementare la produzione di energia elettrica da cedere alla rete nazionale. L'impianto attualmente in funzione smaltisce in media 140.000 tonnellate di rifiuti all'anno (oltre 380 ton/giorno) riducendo del 92% il loro volume iniziale e del 75% il loro peso.Grazie ad un impianto di cogenerazione, che converte in energia termica ed elettrica il calore prodotto dalla combustione dei rifiuti, mediamente il termovalorizzatore è in grado di produrre in un anno 41 milioni di kWh di energia elettrica (il consumo di una famiglia media si aggira sui 2000 kWh) e di recuperare 45 milioni di Mcal di energia termica (in un anno la stessa famiglia consuma 13.000 Mcal per il riscaldamento). Complessivamente, l'energia prodotta dal trattamento consente di risparmiare una quantità di combustibile fossile pari a 13.200 Tep (tonnellate equivalenti di petrolio). Al nuovo impianto, realizzato in prossimità di quello esistente, verranno conferiti i rifiuti solidi urbani (RSU), i rifiuti speciali non pericolosi e i rifiuti sanitari raccolti nella città di Bologna e nei Comuni limitrofi. L'energia elettrica prodotta sarà immessa nella rete nazionale di distribuzione, mentre l'energia termica sarà impiegata per il teleriscaldamento del Centro Agro-Alimentare di Bologna (CAAB), del quartiere Pilastro e di altre utenze civili ed industriali.La combustione avviene tramite tre forni a griglia ad una temperatura (oltre 1000 °C) tale che le sostanze organiche ed inorganiche presenti si decompongano e, reagendo con l'ossigeno, formino molecole più semplici quali anidride carbonica e acqua. Per assicurare un'efficace combustione dei rifiuti viene insufflata una quantità in eccesso di aria di combustione (aria primaria), costantemente monitorata per garantire la combustione completa, misurando il tenore dell'ossigeno libero presente nei fumi all'uscita dalla camera di post-combustione. Nella zona tra la camera di combustione e quella di post-combustione viene immessa l'aria secondaria, che ha il compito di completare la combustione dei gas. I prodotti della combustione sono successivamente sottoposti a specifici trattamenti di abbattimento degli inquinanti: camera di post-combustione, elettrofiltro e torre di lavaggio ad umido. Prima di essere emessi in atmosfera da un camino alto 80 metri, i fumi sono sottoposti al monitoraggio continuo (ogni due secondi) per l'analisi dei principali inquinanti.L'impianto di Granarolo ha come obiettivo ambientale quello di ottenere valori di emissione largamente inferiori a quelli previsti dai limiti di legge. Una quota importante di risorse è stata infatti destinata ai sistemi di protezione ambientale e sicurezza, sia mediante dispositivi interni (monitoraggio in continuo dei fumi) che con laboratori esterni accreditati. Tutte le apparecchiature di analisi sono certificate dal TUV (Ente di Certificazione Tedesco) alfine di offrire le massime garanzie di qualità ed affidabilità. Le letture di ogni singolo inquinante vengono eseguite in continuo. Tutta la gestione dell'impianto di termovalorizzazione, incluso il sistema analisi dei fumi, ha ottenuto la certificazione ISO 9001 e ISO 14001. È in corso un progetto di ricerca sul monitoraggio del termovalorizzatore che vedrà collaborare gli esperti di Arpa, Azienda USL e Università di Bologna. Oltre a qualificare lo stato dell'ambiente, lo studio permetterà di definire il futuro piano permanente di monitoraggio e controllo del termovalorizzatore. In particolare Arpa si occuperà di sviluppare le fasi di analisi dei campioni di aria effettuati in prossimità del suolo con particolare attenzione alle polveri fini PM10 e PM2,5 e gli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA). Il dipartimento di Sanità pubblica dell'azienda Sanitaria Locale svilupperà la già nota e consolidata indagine epidemiologica sulle cause di mortalità, estendendo la ricerca anche ai dati sulla riproduzione. Infine il centro sperimentale per lo studio e l'analisi del suolo dell'Università di Bologna analizzerà la presenza di metalli pesanti e di microelementi nel sistema acqua-suolo-pianta ed anche nelle acque superficiali e di prima falda. A questo ambizioso progetto di ricerca si affiancherà l'azione di controllo e verifica del funzionamento del termovalorizzatore e dell'adeguatezza delle emissioni in atmosfera e degli scarichi idrici. Fonte: FEA
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