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È possibile produrre bioetanolo ed altre sostanze utilizzando l'attività metabolica delle cellule. In particolare, il Technical Research Centre of Finland (VTT), che conduce anche il Bioenergy Network of Excellence (Centro di Eccellenza) finlandese, ha sviluppato metodi che utilizzano il lievito geneticamente modificato per una efficiente produzione di biocarburante dai residui di coltivazioni agricole. Oltre al bioetanolo, partendo da materie prime di scarso valore, si possono produrre bioplastiche, xilitolo, pigmenti e farmaci ottimizzando la funzione metabolica. Opportuni interventi di bioingegneria a livello del metabolismo cellulare potrebbero consentire di utilizzare la biomassa come principale materia prima, al posto di petrolio e suoi derivati. Il bioetanolo ricavato da biomassa presenta un bilancio energetico positivo (35%), non è tossico, è biodegradabile e potrà, in futuro, essere utilizzato nelle celle a combustibile. Nel programma di ricerca, della durata di sei anni, sono stati sviluppati anche nuovi metodi per l'impiego di enzimi nell'industria. Applicando agli enzimi queste tecnologie si possono sviluppare nuove caratteristiche, ad esempio nelle fibre di legno, incluse variazioni della conduttività elettrica o delle proprietà igroscopiche o idrofobiche. L'industria chimica statunitense ha stimato che per il 2020 il 25% delle sostanze chimiche organiche sarà prodotto a partire da materie prime rinnovabili, mentre l'attuale porzione è del 5% circa. L'utilizzo di risorse naturali avvalendosi di metodi biotecnologici è stato uno degli obiettivi del Programma di Ricerca sulla Biotecnologia Industriale del VTT. Fonte: VTT
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