![]() |
I provvedimenti governativi coinvolgono i grandi consumatori energetici ma anche le utenze domestiche nel tentativo di risparmiare energia e superare il periodo più critico. Urgono programmazione energetica e differenziazione di fonti per limitare i rischi. Il freddo intenso colpisce tutta l'Europa, i grandi paesi produttori di gas aumentano i consumi interni, i paesi consumatori si vedono decurtare i flussi energetici e ... cercano di correre ai ripari. I provvedimenti approvati in questi giorni dal Governo italiano, pubblicati sul sito del Ministero delle attività produttive e in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, forse potranno contribuire a moderare parzialmente i consumi (molto di più potrà un aumento delle temperature, ora gelide) ma non potranno (e non si propongono, in realtà) dare soluzione alla crisi energetica che stringe il nostro paese e che si riflette ampiamente nella più generale crisi ambientale. Il Ministero delle attività produttive aveva adottato un decreto di aggiornamento della procedura di emergenza per fronteggiare eventi climatici sfavorevoli, già il 12 dicembre 2005. Su tale decreto sono stati innestati i tre decreti emanati dallo stesso Ministero il 20, 24 e 25 gennaio ultimo scorso. I decreti si propongono di disincentivare i consumi di gas di grandi consumatori e famiglie per far fronte alla crisi contingente nelle forniture di gas naturale dalla Russia. I decreti sono entrati immediatamente in vigore. Il decreto del 20 gennaio riguarda, in particolare, un temporaneo meccanismo di incentivazione per l'offerta aggiuntiva di interrompibilità della fornitura di gas. I grandi consumatori possono ottenere un rimborso o vedersi consentire il ricorso ad altri combustibili se accettano di interrompere la fornitura di gas. Il decreto del 25 gennaio riguarda l'abbassamento di un grado centigrado della media aritmetica della temperatura dell'aria nei diversi ambienti di una unità immobiliare e la diminuzione di un'ora di funzionamento degli impianti termici. La norma limitativa è valida dal primo al 28 febbraio prossimo e la sua attuazione è lasciata alla buona volontà degli utenti. Il governo, inoltre sta adottando un decreto-legge che modifica temporaneamente le condizioni di esercizio e funzionamento delle centrali termoelettriche alimentate ad olio combustibile. Sempre con l'obiettivo di ridurre il consumo di gas, si consente, per il periodo necessario e comunque solo fino al 31 marzo 2006, il riavvio di impianti di produzione di energia elettrica alimentabili con olio combustibile. Il decreto riguarda gli impianti con potenza termica nominale superiore a 300 MW. Proponiamo alla conoscenza dei lettori anche un altro documento emanato dal Ministero delle attività produttive: una circolare pervenuta ai prefetti, per il recapito ai sindaci d'Italia e, quindi, ai cittadini, recante un decalogo per il risparmio energetico. Evitiamo facili ironie … |
|---|
Vai ad archivioNewsletter