L'energia grigia degli edifici

Ridurre il consumo energetico del settore edile scegliendo materiali a basso impatto ambientale in fase di costruzione

In Italia, il solo settore delle costruzioni, nel suo complesso, consuma circa il 45% dell'energia primaria totale e ogni anno questo consumo aumenta del 2%, con conseguenze sulle emissioni in atmosfera di gas inquinanti, soprattutto in ambito urbano.

Secondo il Libro Bianco “Energia-Ambiente-Edificio” realizzato dall'Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente (ENEA), pubblicato nel 2004 con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente, la costruzione di un appartamento costa 5 tonnellate equivalenti di petrolio (tep). Un alloggio poi consuma mediamente 1 tep all'anno per il suo esercizio. In 50 anni quindi il flusso di energia che attraversa un'abitazione è superiore a 50 tep. È dunque necessario ripensare in termini di sostenibilità la gestione degli edifici e in termini di efficienza energetica la loro realizzazione al pari di qualsiasi prodotto industriale.

Se un edificio è paragonabile ad un qualsiasi prodotto che richiede flussi di materia ed energia, è certamente importante considerare l'energia incorporata al momento della sua costruzione. Per ogni materiale utilizzato si è spesa energia e altra ne verrà spesa per lo smaltimento a fine vita.

Il contenuto energetico di un edificio è dovuto principalmente a lavorazioni (scavi, trasporti, montaggi e manodopera) e materiali (calcestruzzo, laterizi, armature, finiture, impianti ecc.). I consumi in fase di costruzione possono essere meglio definiti come energia grigia, ovvero tutta l'energia impiegata per le fasi di realizzazione, trasporto, installazione, dismissione o sostituzione del prodotto e delle componenti.

La qualità dei materiali impiegati in fase di realizzazione determina in elevata percentuale i consumi in fasedi utilizzo di un edificio

Ad esempio, gli isolanti termici, che incidono per meno del 2% nel costo totale di 5 tep (mediamente circa 0,1 tep per alloggio, cioè meno del 2 per mille dei consumi totali), determinano un diverso livello di sostenibilità in fase d'esercizio, dimezzando o riducendo ad un quarto i costi di gestione dell'edificio stesso.

LCA degli edifici

Un buon metodo per analizzare il consumo energetico di un edificio e pervenire ad una quantificazione oggettiva dell'impatto ambientale consiste nell'utilizzare la metodologia dell'analisi del ciclo di vita (Life Cycle Assessment, LCA), riconosciuta internazionalmente (e regolata dalla serie ISO 14040). I risultati di uno studio LCA riferiscono dei consumi energetici e di risorse naturali oltre che dei rilasci nell'ambiente (emissioni in aria, acqua e produzione di rifiuti) prendendo in esame l'intera filiera che compone il sistema in esame.

L'energia nella costruzione degli edifici

A cura dell'architetto Paola Basso, esperta in bioarchitettura ed efficienza energetica

 

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