Largo alla frutta "Chilometri zero", più fresca e genuina

Oltre la metà della frutta che si trova sui banchi in piazza o al supermercato è importata da paesi quali Equador, Colombia, Cile, Argentina e Brasile. Il 20% dei prodotti esposti è stato raccolto in Spagna e una discreta quota proviene da paesi africani (Sud Africa, Tunisia, Marocco, Egitto). Prima di giungere sulla tavola dei consumatori, tali prodotti frutticoli percorrono lunghe distanze - a scapito di freschezza e genuinità - determinando il consumo di considerevoli quantità di carburante e contribuendo all'inquinamento atmosferico.
Tra le priorità stabilite dalla legge 11 novembre 2005, n. 231, ("Interventi urgenti in agricoltura e per gli organismi pubblici del settore, nonché per contrastare andamenti anomali dei prezzi nelle filiere agroalimentari") si riconosce la volontà di limitare questo fenomeno e di incoraggiare il mercato della produzione locale. Secondo tale legge, una congrua percentuale del banco frutta dei grandi supermercati, dei centri commerciali e dei mercati dovrà, infatti, essere destinata a prodotti provenienti da aziende agricole del territorio regionale.
L'entità delle superfici espositive sarà determinata da accordi di filiera e dai Comuni che, sulla base delle disposizioni emanate dalle Regioni, stabiliranno anche le modalità di assegnazione dei posteggi, la loro superficie e i criteri di assegnazione delle aree riservate, in misura congrua sul totale, agli imprenditori agricoli che esercitano la vendita diretta.
Applicando questa norma si viene incontro anche alle esigenze dei consumatori: da l'"Indagine 2005 COLDIRETTI-ISPO sulle opinioni degli italiani sull'alimentazione" risulta che tre italiani su quattro si sentono più sicuri sapendo di acquistare generi alimentari Made in Italy.

Fonte: Coldiretti