Centro Studi l'Uomo e l'Ambiente

Informazioni

Risultati ottenuti e analisi dei meccanismi d’azione e di tossicità dei principi attivi riscontrati

Il campione di terreno, adibito alla coltivazione della zucchina, ha riportato una concentrazione di linuron pari a 0,021 mg/Kg (Figura 1). Il linuron è un diserbante polivalente, appartenente alla categoria degli erbicidi fenilureici e può essere commercializzato sia in formulazione liquida, che sotto forma  di granuli idrodispersibili. Questo composto viene usato in pre-emergenza per proteggere, la zucchina e molte altri ortaggi, dalle infestanti annuali, sia mono che dicotiledoni e agisce prevalentemente scatenando clorosi intervenale e ingiallimento del margine fogliare. Nell’uomo può provocare: gastroenteriti, rinite allergica, congiuntiviti, ematuria, ittero, ipotermia, nausea, vomito, diarrea, può distruggere le cellule splenocitiche e attraverso un meccanismo anti-adrenergico può stimolare un’ipersecrezione dell’ormone luteinizzante (LH). Questo composto è anche considerato teratogeno, infatti agisce sul feto, riducendo la distanza ano-genitale, ritardando la formazione dei capezzoli e scatenando ipospadia, con malformazioni dell’epididimo.

Figura.1 - Picco cromatografico del linuron, rilevato mediante il cromatografo liquido TSQ QUANTUM ACCESS MAX-LC MS/TP

 

I due campioni di lattuga hanno, rispettivamente, registrato una concentrazione di metobromuron pari a 0,023 mg/Kg e 0,048 mg/Kg (Figura 2 e Figura 3). Il metobromuron è un erbicida appartenente alla categoria degli erbicidi fenilureici. Viene commercializzato in polvere ed agisce, prevalentemente, in pre-emergenza su molti prodotti ortofrutticoli, tra cui sulla lattuga, garantendo un ampio e prolungato controllo della crescita delle infestanti annuali, sia mono che dicotiledoni. Questo composto, al pari del linuron interferisce sul processo fotosintetico della pianta, presentando una forte affinità per il sito di legame della proteina D1, un componente essenziale del centro di reazione del fotosistema II e compete con il plastochinone (un elemento mobile, che trasporta gli elettroni dal fotosistema II al complesso citocromo b6/f), il ligando naturale dell’enzima, bloccando il normale flusso fotosintetico. Inoltre, sia il metobromuron che il linuron, possono provocare una diminuzione dell’emivita della proteina D1 e questo può ripercuotersi negativamente sulla sua velocità di sintesi e di degradazione dell’enzima. Nell’uomo scatena gli stessi effetti tossici del linuron. 

 

Figura 2 - Picco cromatografico del metobromuron, relativo al primo campione di lattuga, rilevato mediante un  cromatografo liquido TSQ QUANTUM ACCESS  MAX-LC MS/TP

 

Figura  3 - Picco cromatografico del  metobromuron, relativo al secondo campione di lattuga, rilevato mediante un cromatografo liquido TSQ QUANTUM ACCESS MAX-LC MS/TP

 

Il campione di zucchina ha invece riportato una concentrazione di pendimethalin, pari a 0,026 mg/Kg (Figura 4).Il pendimethalin è un erbicida dinitroanilinico e come tutti gli altri composti possiede una bassa solubilità in acqua, è molto volatile, poco lisciavate e possiede una persistenza variabile nel suolo. Questo composto viene usato in pre o post-emergenza per proteggere le piantagioni della zucchina e di molti altri prodotti agricoli, dall’eventuale crescita delle infestanti annuali graminacee, sui quali agisce inibendo la crescita del coleoptile e dell’ipocotile, deformando i germogli e incrementando le dimensioni delle radici, rendendole tozze. Questo composto è anche in grado di inibire la polimerizzazione della tubulina, una proteina che compone i microtubuli, strutture essenziali per la divisione cellulare, facilitando la condensazione cromosomica, compromettendo il processo di formazione della parete cellulare e inibendo l’elongazione della pianta, la sua differenziazione cellulare e la crescita delle radici. A livello della tossicità umana, il pendimethalin scatena frequentemente: dispnea, depressione del Sistema Nervoso Centrale e convulsioni. 

 

Figura 5-  Picco cromatografico del pendimethalin, rivelato mediante un gascromatografo/spettrometro di massa, modello Saturn 2000

Il campione di patata, invece, ha registrato una concentrazione di prometrina pari a 0,016 mg/Kg (Figura 5). La prometrina, un erbicida appartenente alla classe delle “metiltiotriazine” (o metilmercaptotriazine). Di solito, viene applicato nella pianta, in pre-impianto/emergenza e agisce, sia a livello radicale, che fogliare scatenando la clorosi intervenale delle foglie e determinando l’ingiallimento del margine fogliare della maggior parte delle infestanti annuali che possono crescere con la patata e il mais. Può anche essere considerato un inibitore fotosintetico, infatti è in grado di bloccare il normale flusso degli elettroni, a livello della catena di trasporto. Per quanto riguarda gli effetti tossicologici sull’uomo, questo composto può scatenare una moderata ipertrofia dei tubuli renali, una vacuolizzazione dell’epitelio del tubulo prossimale e del tessuto epatocellulare e un’ipertrofia follicolare tiroidea. Può provocare anche effetti teratogeni come: anoftalmie, criptoftalmie, macroftalmie e ciclopia.

Figura 5 - Picco cromatografico della prometrina, rilevato mediante un  cromatografo liquido TSQ QUANTUM ACCESS  MAX-LC MS/TP