Centro Studi l'Uomo e l'Ambiente

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II 2.4 La progettazione di un impianto di irrigazione

Lo scopo di un buon impianto di irrigazione è quello di offrire un valido strumento al coltivatore, agronomo, giardiniere, vivaista ecc. L’impianto di irrigazione da solo non risolve il problema del fabbisogno idrico di un’area, ma c’è bisogno di una corretta gestione dell’impianto, ovvero di qualcuno che possa definire correttamente le modalità e i tempi di somministrazione dell’acqua.

Una caratteristica fondamentale per un buon impianto di irrigazione è l’omogeneità. Anche ad un’analisi superficiale qualsiasi area verde presenterà una serie di disomogeneità legate all’andamento planimetrico, all’esposizione o anche solo alla diversità colturale, alcune di queste disomogeneità saranno significative ai fini progettuali mentre altre potranno essere omesse ed ignorate: la scelta, e quindi le priorità, dovranno essere riformulate di volta in volta in base agli obbiettivi dell’intervento. Innanzitutto quindi bisogna individuare le macroaree omogenee per fabbisogno idrico.

Per progettare al meglio un impianto di irrigazione bisogna conoscere le caratteristiche qualitative e quantitative dell’acqua che si intende impiegare. È importante pertanto prendere in esame:

  • la temperatura: bisogna cercare di minimizzare la differenza di temperatura tra l’acqua e la vegetazione;
  • la torbidità: indica la presenza di sostanze in sospensione. La loro presenza può pregiudicare l’efficienza dell’impianto di irrigazione;
  • la durezza: indica la concentrazione di sali di calcio e di magnesio. Una durezza eccessiva provoca inconvenienti all’impianto, creando incrostazioni nelle tubazioni e negli ugelli, fino alla loro totale otturazione;
  • il pH: dovrebbe essere tra 6,5 e 8,4. Valori diversi possono danneggiare la vegetazione;
  • la neutralità batterica: l’eventuale presenza di batteri limita la scelta del sistema di irrigazione, in quanto per questioni sanitarie si deve procedere con la subirrigazione.

Le più comuni fonti di approvvigionamento idrico possono essere:

acquedotto: ha il vantaggio di non essere torbida e nemmeno troppo fredda, ma la pressione spesso non è compatibile con sistema di irrigazione ed ha un costo elevato. Bisogna notare che la possibilità di impiegare acqua potabile per usi irrigui è regolamentata a livello comunale;

pozzi artesiani: bisogna controllare che sia di buona qualità ed esente da torbidità, sia abbondante e considerare il fattore temperatura. Bisogna inoltre valutare i costi relativi alla trivellazione del pozzo e all’acquisto della pompa e all’esercizio della pompa ed ai costi di manutenzione.

fiumi o laghi: in questo caso l’acqua ha costi contenuti e si trova a temperatura ambiente, tuttavia bisogna considerare la necessità di una pompa di aspirazione, calcolare la distanza tra l’approvvigionamento e dall’area da irrigare, e verificare la torbidità dell’acqua;

impianti di depurazione di acqua reflue: presenta una valida alternativa alle altre fonti di approvvigionamento idrico in zone dove l’acqua scarseggia, tuttavia i limiti sono rappresentati dalla stagionalità dello sfruttamento (4-5 mesi di impiego ma 12 mesi di produzione) e dal costo del trattamento necessario per rendere i reflui impiegabili in agricoltura;

 acque di recupero sistemi di drenaggio: l’accumulo dell’acqua piovana è difficile dove non siano già previste e realizzate cisterne di recupero enormi, mentre il recupero delle acque distribuite in eccesso (come sui campi sportivi) tramite un sistema di drenaggio è decisamente vantaggioso: l’acqua è di ottima qualità, e talvolta è già fertilizzata, i costi di esercizio sono contenuti anche se presenta alti costi iniziali.

Quindi la progettazione procede con l’individuazione della quantità d’acqua necessaria, nel senso di portata e pressione. I valori ottimali variano a seconda del tipo di impianto, l’estensione dell’area e il tipo di irrigatore.

Infine si devono considerare i parametri gestionali: tipi di materiali, garanzie, versatilità, semplicità di funzionamento, budget di spesa previsto.

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