Centro Studi l'Uomo e l'Ambiente

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I 4.2 Impiego di fosforo da prodotti di scarto

Il fosforo attualmente impiegato proviene principalmente da cave presenti solo in alcune zone, quali Cina, Marocco, Tunisia e U.S.A.. Una possibilità per l’Europa di sganciarsi da questa dipendenza è quella di ottimizzare il recupero di fosforo da prodotti di scarto quali acque di scarico civile e residui organici da prodotti agricoli, quali letame e digestato da impianti di biogas. Parecchi sono i sistemi per il recupero dalla fase liquida, e ora si fanno largo progetti per il recupero del fosforo anche nella fase solida dove è presente principalmente nella forma organica (fosfolipidi, nucleotidi, acido nucleico…).

Nel progetto Europeo PhosFarm, si è messo a punto un impianto in grado di recuperare il 90% del fosforo totale tramite un controllo di rilascio di tipo enzimatico. Il fosforo presente nella parte solida di detti scarti, viene solubilizzato e quindi precipitato sotto forma di fosfato di calcio e di magnesio ammonio fosfato che sono direttamente impiegabili direttamente in agricoltura come sali ad alto potere fertilizzante. Il rimanente della parte solida privata dell’acqua può essere seccata con vapore superi scaldato. In questo modo si genera un ammendante organico per il suolo perfetto per migliorare la fertilità del suolo. L’ammendante organico prodotto può essere inoltre mescolato con Sali minerali di recupero fino ad ottenere il desiderato rapporto N/P.


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