Centro Studi l'Uomo e l'Ambiente

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7. Multifunzionalità: Agricoltura e sociale

L’Agricoltura Sociale si può considerare un nuovo modello di sviluppo a forte carattere etico. Un approccio all’agricoltura di tipo responsabile che si riferisce generalmente a cooperative sociali o aziende agricole che, oltre a produrre beni agro-alimentari, svolgono un’attività sociale attraverso, ad esempio, l’inserimento lavorativo in azienda, il recupero terapeutico di soggetti socialmente deboli e svantaggiati, e servizi alla vita quotidiana.

L’agricoltura sociale, ad esempio, è una forma specifica di diversificazione all’interno delle aziende che accresce le opportunità di lavoro, in particolare per le donne e i giovani. Molto spesso un familiare non coinvolto in precedenza nelle attività aziendali inizia a far uso delle strutture aziendali e del bestiame per sviluppare e offrire nuovi servizi inerenti a settori quali istruzione, assistenza sociale e sanitaria. La maggior parte delle aziende agricole sociali non ha carattere istituzionale (86%); in altre parole è basata sulla famiglia. Poiché molte iniziative di agricoltura sociale sono intraprese da membri della famiglia diversi dal proprietario  dell’azienda, tali membri si possono costituire come soggetti giuridici distinti. Pertanto, poiché non si tratta di una diversificazione dell’attività aziendale in senso stretto, i promotori di progetti di agricoltura sociale possono richiedere, nella maggior parte dei casi, finanziamenti al FEASR (Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale).
Il FEASR ha sostenuto, e sosterrà anche per il periodo 2014-2020, lo sviluppo rurale e la prestazione di servizi ambientali. In particolare fornisce:

  • aiuti all’avviamento di imprese per i giovani agricoltori;
  • sostegno alla diversificazione dell’attività avviando attività extra-agricole;
  • semplici sovvenzioni per lo sviluppo di piccole aziende agricole.

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Queste attività avvengono attraverso forme diversificate di inserimento lavorativo per le persone svantaggiate, sino ai servizi per gli anziani e per l’infanzia in età prescolare.

 
Giovedì, 2 Ottobre, 2014