Centro Studi l'Uomo e l'Ambiente

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4.2. Il progetto europeo Biomaster

La produzione di biometano rappresenta una risorsa per molte realtà agricole, tuttavia solo una piccola parte viene di fatto sfruttata. Il progetto BIOMASTER, cofinanziato da “Intelligent Energy Europe” (IEE) è nato proprio per trovare le modalità ottimali per sfruttare queste potenzialità soprattutto nel campo dei trasporti. Il progetto ha incluso 17 partner distribuiti in tutta Europa tra cui Austria, Italia, Polonia, Svezia e Regno Unito.

Il metano e ancora di più il biometano destano molto interesse in quanto risultano in grado di:

  • ridurre i livelli di inquinamento urbano (il gas naturale produce i più bassi livelli di emissioni nocive);
  • minimizzare le emissioni che hanno maggiore impatto sulla qualità dell’aria;
  • produrre il 23% in meno di emissioni di CO2 rispetto al diesel

Inoltre, nota molto importante, il biometano è una fonte rinnovabile.
Il biometano è un gas prodotto dalla degradazione della sostanza organica in assenza di ossigeno. Grazie alla combinazione unica di alcuni vantaggi, quali basse emissioni di gas serra e di inquinanti e una ridotta rumorosità dei motori, i benefici del biometano superano di molto quelli degli altri biocombustibili. Il progetto ha dimostrato sia la fattibilità tecnica del biometano come carburante per i trasporti, sia la possibilità di produrre il biometano dai rifiuti e da altri sottoprodotti, rendendo le comunità locali più indipendenti da eventuali riduzioni nella fornitura di combustibili fossili o aumento dei prezzi.

I risultati principali, in termini di investimenti complessivi, produzione di energia rinnovabile e riduzione di CO2, sono riportati nel grafico. 

I risultati per ogni singolo partner variano in modo significativo.
Per l’Italia ha partecipato la Regione Trentino. I risultati ottenuti evidenziano una mancanza tra gli stakeholders locali di conoscenze approfondite sul potenziale del biometano per uso nei trasporti. Inoltre, l’incertezza sulla validità della digestione anaerobica per il trattamento di diverse biomasse, unita ad una forte preoccupazione legata alla scarsa accettazione sociale degli impianti, hanno reso difficile lo sviluppo completo del progetto. L’emanazione nel dicembre 2013 del decreto nazionale che incentiva il biometano ha ridestato l’interesse verso questa opzione e le possibili applicazioni anche in ambito locale.

Le stime per il  Trentino

  • 26 TJ di capacità produttiva di biometano nel 2014
  • 2 599 341 litri di carburante all’anno utilizzato nei veicoli
  • Riduzione di 4 229 t CO2/anno

 


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Giovedì, 18 Settembre, 2014