Centro Studi l'Uomo e l'Ambiente

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4. Produzione di energia pulita e rinnovabile

Nel 2001 l’Unione Europea ha richiamato tutti gli Stati membri a mettere in atto politiche energetiche adeguate a quanto deciso nella conferenza di Kyoto per la riduzione delle emissioni di gas serra; gli ultimi accordi fissano per l’Europa, entro il 2020, la produzione di una quota obbligatoria del 20% di energia da fonti rinnovabili sul consumo totale di energia elettrica. Considerata la trasversalità del settore energetico, il raggiungimento di tale obiettivo è ottenibile attraverso una programmazione territoriale che contempli tutti gli ambiti economico-produttivi, non ultimo quello agricolo-forestale. In questo contesto, la nuova Politica Agricola Comunitaria ha promosso l’incentivazione della produzione di energie rinnovabili nel settore agricolo, prospettando all’agricoltura europea un nuovo scenario in cui l’azienda agricola potrà proporsi non solo come produttrice di materie prime per il mercato alimentare, ma anche come fornitrice di servizi per la comunità, quali la produzione di energia elettrica e di biocarburanti.

Gli investimenti nel settore agroenergetico possono diventare una valida opportunità per abbattere i costi energetici dell’azienda agricola e, in certi casi, per generare reddito grazie alla diversificazione delle attività aziendali.
Peraltro, si può affermare che, rispetto alle opportunità offerte dal settore delle fonti energetiche rinnovabili, il mondo rurale possiede diversi punti di forza quali:

  • disponibilità di prodotti e sottoprodotti (biomasse) derivanti dalle colture agricolo-forestali utilizzabili per la produzione di energia elettrica e termica e di biocarburanti;
  • disponibilità di superfici sufficientemente ampie per la realizzazione dei diversi tipi di impianto per la produzione di energia (superfici destinabili a colture energetiche, al fotovoltaico, al minioeolico);
  • esigenze energetiche generalmente contenute che ben si prestano alla ridotta produttività delle fonti rinnovabili.

Fonte: penisolabella

In questo contesto, l’azienda agricola potrà orientarsi verso investimenti per la produzione di energia da fonti agricole quali:

  • le colture oleaginose per la produzione di oli grezzi da utilizzare tali e quali o previa esterificazione (BIODISEL);
  • le colture zuccherine/amilacee per la produzione di alcool/etanolo;
  • le deiezioni zootecniche e/o le colture cerealicole per la produzione di biogas;
  • le biomasse erbacee e legnose da destinare alla produzione di energia termica ed elettrica;
  • il fotovoltaico e il minieolico. 

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Lunedì, 13 Ottobre, 2014