Vol. IIIA - 1. L’azienda agricola oggi

2 Ottobre, 2014

Nel mondo ci sono 570 milioni di aziende agricole di cui oltre 500 milioni (quasi il 90%) sono a conduzione familiare. Le aziende agricole familiari sono responsabili di quasi l’80% della produzione agricola mondiale. Nonostante questo ruolo strategico a livello mondiale, le aziende agricole familiari non giocano ruoli chiave a livello decisionale e a volte non riescono a produrre reddito sufficiente per il corretto sostentamento della famiglia. 

Tabella 1- Fonte: FAO

Il 2014 è stato proclamato anno mondiale dell’agricoltura familiare proprio per mettere in evidenza queste contraddizioni, analizzare la situazione e proporre soluzioni per un futuro in cui la produzione alimentare diventa un problema fondamentale.
Dalle analisi effettuate si è visto che ci sono diversi fattori che contribuiscono al successo dell’agricoltura familiare e variano a seconda della nazione. Tra le più comuni ci sono:

  • le condizioni agro-ecologiche,
  • le caratteristiche del territorio,
  • le politiche ambientali,
  • l’accessibilità ai mercati, alla terra e alle risorse naturali, alla tecnologia e ai finanziamenti,
  • le condizioni demografiche, economiche e socio-culturali,
  • la disponibilità di un’educazione specializzata.

I termini “Agricoltura Familiare”, “Aziende Agricola Familiare” e “Family Farming” vengono impiegati per indicare tutte quelle attività collegabili ad agricoltura, acquacoltura, zootecnia e silvicoltura operate principalmente da membri della stessa famiglia.

Durante tutto l’anno la FAO (Food and Agricolture Organisation) ha promosso diverse azioni miranti a:

  • aiutare nelle sviluppo di politiche favorevoli ad un’agricoltura familiare sostenibile;
  • sensibilizzare l’opinione pubblica verso l’importanza dell’agricoltura familiare;
  • individuare i bisogni, i potenziali e le difficoltà dell’agricoltura familiare e fornire il supporto adeguato;
  • creare sinergie per sviluppare una sostenibilità futura.

L'Anno Internazionale del Family Farming ha messo in evidenza la necessità di condividere conoscenze e dati e convalidati per migliorare il dialogo e il processo decisionale al fine di soddisfare al meglio le esigenze specifiche delle aziende a conduzione familiare.
Uno dei limiti ad un corretto sviluppo dell’agricoltura familiare è dato dalla dispersione delle risorse. La FAO 

 si è impegnata a creare uno strumento capace di raccogliere e condividere le informazioni tra tutti gli interessati, in particolare tra funzionari governativi, reti di famiglie di agricoltori, università, associazioni della società civile. 

Durante tutto l’anno la   Food and Agricolture Organisation) ha promosso diverse azioni miranti a:

  • aiutare nelle sviluppo di politiche favorevoli ad un’agricoltura familiare sostenibile;
  • sensibilizzare l’opinione pubblica verso l’importanza dell’agricoltura familiare;
  • individuare i bisogni, i potenziali e le difficoltà dell’agricoltura familiare e fornire il supporto adeguato;
  • creare sinergie per sviluppare una sostenibilità futura.

L'Anno Internazionale del Family Farming ha messo in evidenza la necessità di condividere conoscenze e dati e convalidati per migliorare il dialogo e il processo decisionale al fine di soddisfare al meglio le esigenze specifiche delle aziende a conduzione familiare.
Uno dei limiti ad un corretto sviluppo dell’agricoltura familiare è dato dalla dispersione delle risorse. La FAO si è impegnata a creare uno strumento capace di raccogliere e condividere le informazioni tra tutti gli interessati, in particolare tra funzionari governativi, reti di famiglie di agricoltori, università, associazioni della società civile.

Family Farming Knowledge Platform

Le informazioni saranno raccolte e messe a disposizione sul web grazie ad una piattaforma creata appositamente e denominata “Knowledge Platform per l'agricoltura famigliare”. Il portale conterrà un database digitale completo e costantemente aggiornato in materia di agricoltura familiare e sarà ospitato dalla FAO. Governi, agenzie delle Nazioni Unite, reti e associazioni di famiglie di agricoltori e enti di ricerca potranno contribuire con le loro informazioni alla creazione di quello che dovrebbe diventare il più grande database esistente sull’agricoltura familiare.

2. L’agricoltura familiare

L’agricoltura, soprattutto quella familiare, non si limita a produrre alimenti, ma fornisce servizi all’ambiente e alla comunità; pertanto il Consiglio dell’Unione Europea l’ha così definita:

“L’agricoltura familiare è più di una professione: è un modo di vivere”.

Visto che l’agricoltura familiare rappresenta il 90% delle aziende agricole mondiali con un contributo al fabbisogno alimentare mondiale intorno all’80%, di fatto rappresenta un fattore determinante per la sicurezza alimentare globale nonché per la salvaguardia dell’ambiente. Tuttavia, nonostante questo ruolo chiave, la maggior parte di queste famiglie di agricoltori è povera e spesso non è nemmeno in grado di assicurare un approvvigionamento alimentare per lei stessa.

Le aziende agricole familiari sono molto eterogenee, pertanto le strategie e le politiche per l’innovazione devono tenere in dovuta considerazione la situazione agro-ecologica e socio-economica di partenza. I governi dovrebbero, inoltre, inserire tra gli obiettivi primari le ricerche applicative per il miglioramento nelle tecniche e tecnologie di allevamento, coltivazione e pratiche gestionali, nonché la diffusione dei risultati di ricerca e le consulenze.
Le ricerche e i miglioramenti in questo settore devono essere considerati pubblici servizi, in quanto portano benefici a favore di tutta la popolazione.

Per un corretto sviluppo agricolo c’è bisogno di una buona amministrazione politica, condizioni macroeconomiche stabili, regole chiare e trasparenti, certezza dei diritti di proprietà, strumenti per la gestione dei rischi e infrastrutture per il mercato. L’accesso ai mercati, anche a livello locale, è molto importante in quanto non solo migliora la condizione economica dell’agricoltore, ma permette lo scambio di idee, la visione di altre soluzione e stimola all’innovazione.
Infine, per un miglior sviluppo rurale agli agricoltori deve essere data la possibilità di organizzarsi in associazioni che incentivino lo scambio di informazioni e l’accesso al mercato, e, al tempo stesso, che riescano ad avere un peso a livello decisionale.


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Giovedì, 2 Ottobre, 2014

2.1. La situazione in Europa

L’agricoltura familiare garantisce da secoli la crescita del settore agricolo europeo. L’attuale quadro politico dell’UE si concentra soprattutto sulla necessità di fornire una risposta chiara alle esigenze dei cittadini in termini di sicurezza alimentare e di soddisfare le aspettative sempre crescenti riguardo alla qualità, al valore, all’origine e alla diversità dei prodotti alimentari. Nel contempo, la politica agricola comune consente di mantenere gli stili di vita rurali e contribuisce in misura considerevole allo sviluppo economico e sociale delle zone rurali.

Il 97 % dei 12 milioni di aziende agricole presenti nell’Unione Europea sono di tipo familiare e risultano di proprietà di un’unica persona fisica che continua a gestire terreni coltivati in precedenza dai genitori e dai nonni e che cerca di farlo mantenendo determinati valori e tradizioni culturali.
Si tratta di agricoltori, e delle relative famiglie, che solitamente svolgono la maggior parte dei lavori agricoli nell’azienda, ricavano il loro reddito prevalentemente dall’agricoltura e vivono nell’azienda stessa o nelle vicinanze.

Tabella 2- Fonte: Rete Rurale UE

Le aziende agricole a conduzione familiare occupano circa il 69 % dei terreni agricoli dell’UE e in media le loro dimensioni sono pari a 10 ettari (ha), mentre le aziende condotte da società hanno dimensioni in genere pari a 152 ha.

Le aziende agricole a conduzione familiare presentano inoltre una considerevole variabilità per quanto riguarda l’ampia gamma di attività svolte, le varie risorse da cui dipendono, il grado di integrazione nel mercato, la competitività e la quota di manodopera di cui si avvalgono per la propria gestione.


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Giovedì, 2 Ottobre, 2014

2.2. L’agricoltura familiare in Italia

L'azienda-famiglia resta il modello di riferimento per l'agricoltura italiana, tuttavia, in Italia l’agricoltura familiare si presenta con una particolare demografia imprenditoriale caratterizzata dall’alta presenza di operatori anziani, pochi giovani e una tendenza alla femminilizzazione del settore.

Gli ultrasessantacinquenni rappresentano il 37% del totale (più alta rispetto alla media europea che è poco al di sotto del 30%), i giovani sono circa il 10% del totale.
Tuttavia è bene sottolineare che il 7,2% ha meno di 35 anni e il 70% di queste imprese opera in attività multifunzionali quali:

  • agriturismo;
  • fattorie didattiche;
  • vendita diretta dei prodotti tipici e del vino;
  • trasformazione aziendale del latte in formaggio, dell’uva in vino, delle olive in olio;
  • produzione di pane, birra, salumi, gelati e cosmetici.

Tabella 3- Fonte: INEA

Con 50 miliardi annui di produzione agricola e 740.000 imprese iscritte alla Camera di Commercio, l'agricoltura italiana è al 12mo posto nel mondo (con solo lo 0,3% della superficie agricola mondiale), ma deve fare i conti con un saldo negativo di 7 miliardi di euro: questo significa che importiamo più di quanto produciamo, mentre ci sarebbe spazio per un incremento della produzione di ben il 20%. La nostra agricoltura subisce la crisi in modo pesante: oggi la superficie coltivata è di 12,2 milioni di ettari - il 18% in meno rispetto a due decenni fa – il numero delle imprese e della forza lavoro è in calo, mentre si alza l'età degli addetti.
Il problema del ricambio generazionale è particolarmente chiaro in agricoltura tanto da essere stato esplicitamente inserito nell’ultima PAC. I maggiori ostacoli a cui un giovane deve far fronte nel momento in cui si insedia sono l’accesso alla terra e al credito.

Tuttavia, i giovani che si affacciano all’agricoltura presentano delle caratteristiche imprenditoriali interessanti e innovative che lasciano sperare in una nuova potenzialità per l’agricoltura italiana. Coldiretti ha creato un portale proprio dedicato ai giovani imprenditori agricoli in cui si possono trovare informazioni ed aggiornamenti su diverse tematiche inerenti l’agricoltura.

Per quanto riguarda le imprenditrici agricole esse rappresentano circa il 30% degli agricoltori; le loro imprese sono tendenzialmente multifunzionali e dirette ad ampliare e caratterizzare la loro offerta produttiva (trasformazione dei prodotti, il recupero delle antiche cultivar) e fornire servizi al territorio (servizi sociali, accoglienza e ristorazione). Anche per loro Coldiretti ha aperto un portale dedicato.

I giovani e le donne che decidono di diventare agricoltori oggi sembrano fare una scelta imprenditoriale precisa, orientando i fattori produttivi alle esigenze della filiera e dei consumatori. I comportamenti aziendali sperimentati sottolineano l’esistenza di nuove esigenze e fabbisogni a cui le politiche pubbliche stentano ad adeguarsi. Fino ad oggi, le politiche agricole si sono, infatti, concentrate sul problema del primo insediamento guardando essenzialmente alla nascita dell’impresa e non alla sua competitività e alle numerose difficoltà operative che sono alla base della mortalità imprenditoriale.


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Giovedì, 2 Ottobre, 2014

3. Il futuro delle aziende agricole

Le aziende familiari sono spesso più flessibili delle grosse aziende e possono sfruttare questa ed altre caratteristiche per migliorare la propria competitività sul mercato.

I fattori chiave che possono aiutare la competitività delle aziende agricole familiari europee sono riassumibili in:

  • Localizzazione: la posizione geografica dell’azienda può significare molto in termini di rendimento economico della stessa. Situazioni in cui l’azienda abbia un facile accesso al mercato o sia situata in aree con prodotti a denominazione di origine protetta comportano un aumento del valore del prodotto per l’agricoltore.
  • Disponibilità all’innovazione: le aziende familiari riescono meglio ad adattarsi alle richieste del mercato, quali ad esempio la produzione di alimenti di alta qualità, a partecipare alle filiere alimentari corte e ad attivare delle “pluriattività”.
  • Capacità di agire a livello locale: la possibilità di inserirsi nelle filiere alimentari corte consente di diminuire il numero di intermediari, ovvero il numero delle imprese coinvolte nelle attività di trasformazione e/o nella vendita al dettaglio, con conseguente diminuzione dei costi di trasporto e di deposito. Inoltre, i clienti possono individuare più facilmente l’origine dei prodotti acquistati e, in genere, sono disposti a pagare un prezzo più elevato se hanno la possibilità di scegliere prodotti più freschi e più sani.
  • Flessibilità economica e presenza di attività miste: la diversificazione ha lo scopo di massimizzare l’uso potenziale del capitale fisso delle aziende agricole per migliorare la produzione, l’efficienza e la redditività.

Non tutte le aziende agricole si trovano in condizioni vantaggiose fin dall’inizio. Tuttavia, la politica europea attraverso la PAC ha fornito, e continuerà a fornire, a diverse aziende la possibilità di migliorare la propria competitività sul mercato.


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Giovedì, 2 Ottobre, 2014

3.1. Il ruolo della PAC

Essendo esposte a sfide diverse, le aziende agricole familiari hanno esigenze e, quindi, aspettative politiche differenti. La PAC in questi anni ha consentito alle aziende agricole familiari di svolgere una serie di funzioni economiche, ambientali e sociali diverse. Dal canto loro, le aziende hanno contribuito a mantenere la ricca diversità del settore agricolo europeo.

La limitata capacità di investimento ha reso più difficile per le generazioni più giovani l’accesso alla proprietà di terreni agricoli, unita al fatto che rilevare un’azienda agricola è un compito particolarmente difficile, complesso e impegnativo.
L’Unione Europea con la nuova PAC e il nuovo regolamento del FEASR prevede una serie di misure per rafforzare la sostenibilità delle aziende agricole più piccole, tra cui misure di sostegno a favore di:

formazione e consulenza (trasferimento di conoscenze, gestione di aziende agricole);

miglioramenti economici (investimenti fisici, sviluppo delle imprese);

cooperazione per superare gli svantaggi di piccola entità (istituzione di gruppi di produttori, sviluppo congiunto di filiere alimentari corte, nuove tecnologie);

compensazione per i vincoli ambientali (miglioramento volontario delle norme in materia di ambiente e di agricoltura biologica).


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Giovedì, 2 Ottobre, 2014

3.2. Il nuovo imprenditore agricolo italiano

In Italia c’è stato un aumento del 45% dal 2013 a oggi delle iscrizioni alle Facoltà di Scienze Agrarie, Forestali ed Alimentari. Questo a seguito anche dei cambiamenti nel settore: la giovane agricoltura italiana sta diventando sempre più multifunzionale.

L’azienda agricola multifunzionale contribuisce a preservare l’ambiente e la bellezza delle campagne, e a mantenere inalterata la vitalità economica e sociale delle aree rurali. Questi fattori coesistono e prosperano solo nella misura in cui l’impegno dell’agricoltore può trovare una soddisfazione economica, meglio se in connessione armonica con altre attività di impresa come l’artigianato, il commercio e l’industria di trasformazione dei prodotti agricoli.

La nuova agricoltura è una realtà fatta di giovani imprenditori colti, preparati e fortemente innovatori che riescono a coniugare la multifunzionalità con la dinamicità e l’innovazione.
Il cambiamento è partito sia dalla crisi sia dal cambiamento di mentalità: i nuovi giovani imprenditori agricoli sono spesso laureati e tecnologicamente all’avanguardia. Infatti, le chiavi del successo, magari anche internazionale, stanno nella presenza congiunta di professionalità dell’agricoltore, di legami con la ricerca e l’innovazione, di partecipazione a reti e associazioni di categoria, e, ovviamente, di politiche europee, nazionali e regionali adeguate.
Proprio per incentivare lo scambio di informazioni, aumentare la visibilità delle singole aziende e delle loro associazioni è necessario provvedere alla diffusione della banda larga e dei servizi alle persone nelle aree rurali. In questo modo si forniscono i servizi base necessari per consentire agli imprenditori agricoli e le loro famiglie di rimanere in tali aree svolgendo il ruolo essenziale che si chiede all’agricoltura per la tutela del paesaggio e la fornitura di beni pubblici.


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Giovedì, 2 Ottobre, 2014

3.3. L’importanza di fare “rete”

Il settore primario italiano è di fronte a una sfida enorme: produrre di più su meno ettari coltivati e in maniera più sostenibile. La ricetta vincente è una, sempre più praticata: creare vere e proprie "reti" di imprese agricole per fare fronte insieme a necessità comuni, come l'acquisto di mezzi tecnici e meccanici o lo scambio di manodopera.

Una strada seguita da circa 200mila aziende, oltre il 30% delle iscritte alle camere di commercio.
La tecnologia aiuta sia in campo sia sulla creazione di reti, infatti il 72% delle aziende più grandi (con un fatturato superiore a 500mila euro) usa lo smartphone o il tablet per lavoro. La maggior parte degli allevatori (72%) seguiti dai frutti-viticoltori (47%), dai cerealicoltori (44%) e orticoltori (40%) dichiarano di usare la tecnologia per migliorare le performance del proprio lavoro.

 

Tabella 4- Fonte: Osservatorio Impresa Agricola

La possibilità di creare reti di agricoltori favorisce lo scambio di informazioni, stimola all’innovazione e porta al miglioramento della condizione economica degli agricoltori.
Il rapporto finale della FAO relativo alle analisi svolte durante il 2014 indica proprio nella creazioni di reti e/o associazioni di famiglie di agricoltori come la chiave di un successo futuro.

Le aziende agricole che scelgono di fare rete (il 28,8% nel settore dei seminativi, il 37,6% nel settore frutta e vite, il 29,2% nelle produzioni orticole) si aggregano in primis per abbattere i costi dei mezzi tecnici attraverso gruppi di acquisto, ma anche per acquistare e scambiare mezzi meccanici, scambiare manodopera e gestire in maniera associata il processo produttivo. La creazione di gruppi di aziende consente di realizzare fatturati importanti e, di conseguenza, di investire per lavorare con maggiore attenzione verso l'ambiente, anche attraverso l'adozione di strumenti tecnologici.

 

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Tabella 5- Fonte: Osservatorio Impresa Agricola

La possibilità di fare rete comporta un migliore accesso alle informazioni su tecnologie innovative stimolano ad impiegare tecniche più sostenibili ed attente all’ambiente.
Il rapporto annuale sull’innovazione nell’agricoltura pubblicato dall’Osservatorio Impresa Agricola mette in evidenza come la sostenibilità economica delle imprese agricole è prerequisito per un'attenzione alla sostenibilità ambientale: all'aumento della prima corrisponde una crescita della seconda. Un obiettivo che è anche un obbligo degli imprenditori agricoli nei confronti delle generazioni future. 


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Giovedì, 2 Ottobre, 2014

3.4. Casi pratici: l’agricoltura familiare in Alto Adige

La FAO, nell’anno dell’agricoltura familiare, porta come esempio una realtà alto atesina e su tale caso ha pubblicato un intero opuscolo. Questa realtà infatti si presenta come un esempio da seguire in quanto efficace, competitiva e innovativa, che si riesce a imporre con successo anche nel mercato estero.

La pubblicazione dal titolo "Apple-producing family farms in South Tyrol: an agriculture innovation case study", analizza come in Alto Adige si sia sviluppato un sistema innovativo di agricoltura familiare particolarmente efficace.

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La superficie coinvolta è di circa 19.000 ettari, coltivata da oltre 8.000 piccoli produttori, con una proprietà terriera media di 2,5 ettari. I terreni sono principalmente dedicati alla produzione di mele. Le mele prodotte in questa zona riforniscono il 50% del mercato italiano, il 15% di quello europeo e il 2% di quello mondiale. La produzione si adatta e riesce con profitto a rispondere alle esigenze di mercato e rimanere competitiva sia nel mercato europeo sia in quello mondiale.

Lo studio ha analizzato questa realtà per capirne i punti di forza e quindi riportarli come esempi positivi da seguire al fine di ottenere uno sviluppo sostenibile sia dal punto di vista economico che ambientale.
La particolarità individuate sono diverse e coinvolgono il singolo agricoltore, l’amministrazione locale e le associazioni di categoria.
Il 95% dei piccoli produttori sono inscritti a cooperative. Queste ultime poi si riuniscono tra loro per formare due sole organizzazioni di produttori.
Il meccanismo di cooperazione è iniziato subito dopo la seconda guerra mondiale con la creazione in una efficiente e concreta rete di apprendimento e innovazione per l'agricoltura sostenibile (LINSA - Learning and Innovation Network for Sustainable Agriculture). La LINSA coinvolge agricoltori, cooperative ed associazioni di categoria, enti di ricerca, servizi di consulenza nel settore, enti pubblici e privati collegabili con la produzione di mele, e li collega tra loro costruendo una rete efficiente e performante grazie soprattutto alla disponibilità alla cooperazione tra i vari operatori.
La componenti più importante della LINSA sono le cooperative di melicoltori che rispondono rigorosamente ai principi base dell'auto-supporto, dell'auto-amministrazione, dell'auto-responsabilità e della promozione degli associati.

Altri fattori sono risultati determinanti nella creazione di questo sistema, tra cui la natura storica, sociale e culturale della zona, che ha favorito la collaborazione tra gli abitanti e le istituzioni per potersi sviluppare e evolversi. Inoltre, una politica stabile nel settore ambientale con particolare attenzione all’agricoltura, ha completato politiche nazioni ed europee fornendo occasioni di innovazione e sviluppo. Infine, la diversificazione delle entrate delle 8.000 famiglie di agricoltori ha fornito al sistema una notevole resilienza.
Lo sviluppo della rete LINSA è stato influenzato da meccanismi formali e informali con un grande contributo dato dall’apprendimento sociale.
Meccanismi formali coinvolgono politiche, istituzioni e singolo individui. L’apprendimento sociale permette di permeare il sistema. L’apprendimento sociale in Alto Adige è collegato a dinamiche interne ed esterne sia individuali sia collettive. Il capitale sociale creato fornisce i mezzi per assorbire le conoscenze esistenti, provenienti anche da terzi, e di crearne di nuove. La ricerca e il sistema educativo si è evoluto in modo da sostenere il processo di innovazione e incentiva la capacità di sviluppare iniziative nuove anche avvalendosi del supporto dei servizi di consulenza e delle tecnologie innovative presenti sul territorio.
La LINSA risulta essere una soluzione efficace ed efficiente, basata sulle relazioni umane, fiducia, visione e interesse comune, che aiuta il trasferimento della conoscenza e aiuta a fornire una risposta rapida e collettiva all’innovazione.


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Giovedì, 2 Ottobre, 2014

4. L’innovazione nell’indotto agricolo

L’agricoltore moderno è ben lontano dal vecchio stereotipo del contadino. È un imprenditore a tutti gli effetti, che deve confrontarsi quotidianamente con moltissimi problemi. Il suo è un mestiere complesso che non si improvvisa. Per diventare un agricoltore di successo oggi bisogna avere professionalità,  alto livello di tecnologia e capacità d’analisi. Di fatto, l’agricoltore oggi deve possedere rudimenti di economia, legge, agronomia, informatica e marketing.

Ci sono parecchi enti, istituzioni e associazioni di categorie che cercano di aiutare e assistere gli agricoltori in una produzione sostenibile e economicamente proficua. Le stesse multinazionali legate all’agricoltura si adoperano per poter rimanere punto di riferimento e anche all’avanguardia in un mondo agricolo sempre più attento al consumo delle risorse e alla sostenibilità ambientale.


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Giovedì, 2 Ottobre, 2014

4.1 La Regione Lombardia

A Milano, Comune, Provincia, Regione e 31 aziende agricole private si sono riuniti in un consorzio che si impegna a mantenere e valorizzare le aree coinvolte: dei “distretti rurali” che occupano 1.800 ettari, ovvero più della metà dell’intera area agricola del Comune di Milano. Gli agricoltori si sono alleati con le istituzioni e hanno ottenuto la salvaguardia delle proprie aziende (non sarà più possibile il passaggio di una nuova tangenziale nelle aree protette), ma, ancora più importante, sono riusciti a sottolineare il valore assoluto della campagna, che viene vista non più solo come emanazione dei bisogni della città, ma come luogo nevralgico, strategico anche economicamente.

Il distretto rurale nasce con una legge regionale della Lombardia del 2001 attuata solo nel 2010. Tra i suoi obiettivi, l’agricoltura multifunzionale. I distretti rurali concretizzano l’agricoltura multifunzionale ovvero interpretano il territorio e il suo potenziale in più direzioni: la vendita a chilometri zero, l’educazione ambientale per i privati e per le scuole, l’attività agrituristica, la produzione di energie rinnovabili. 

 

La campagna diventa punto di forza e produce ricchezza non più spremendosi, al contrario, tutelandosi, mantenendo inalterate le proprie specificità paesaggistiche e le proprie eccellenze produttive.
Ad aiutare nel passaggio verso un’agricoltura attenta al paesaggio ci sono pure gli incentivi messi a disposizione nella nuova PAC. Il tema del paesaggio agricolo ha un ruolo importante e le produzioni agricole che agiscono nel rispetto dell’ambiente possono accedere ad incentivi integralmente solo se faranno anche azione di “greening”, cioè di produzione del paesaggio. La gestione del territorio in Lombardia è per il 75% in mano ad aziende agricole che assorbono lavorativamente solo l’1,5% della popolazione attiva producendo il 2% del Pil.


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Giovedì, 2 Ottobre, 2014

4.2. Il portale “lavoro in campagna”

Per aiutare ad individuare la risorsa giusta e trovare l’opportunità lavorativa ideale nel settore agricolo, Coldirettiha attivato il portale “Job in Country”.

A beneficiare dei servizi di questo portale possono essere le aziende agricole in cerca di personale e quanti in cerca di occupazione nel settore agricolo.

Il sistema offre una vera e propria banca dati di aziende e profili consultabile e aggiornabile in qualsiasi momento, un vero e proprio filo diretto fra impresa e lavoratore.
Al portale si possono rivolgere anche studenti alla ricerca di stage o di un’occupazione durante il periodo delle vacanze estive o invernali.


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Martedì, 3 Febbraio, 2015

4.3. “Agricoltour” per far conoscere le nostre campagne

La BASF dal 2013 sta attuando un “Agricoltour” in diversi paesi tra cui l’Italia per mettere in evidenza cosa significhi essere agricoltori oggi. Durante questo tour sono state raccolte moltissime testimonianze su cosa significhi fare l’agricoltore oggi. Molte sono le realtà riportate con interviste e altre informazioni utili. Tante anche le aziende agricole lombarde raccontate. Il portale ha inoltre lo scopo di far conoscere al consumatore cosa significhi essere agricoltore oggi e al tempo stesso focalizzare l’attenzione dell’intera comunità sul ruolo fondamentale svolto dall’agricoltura e dagli agricoltori.


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Giovedì, 2 Ottobre, 2014

4.4. Le nuove figure professionali “verdi”

L’evoluzione nel percepimento dell’ambiente e la consapevolezze della necessità di tutelarlo ha portato alla creazione di nuove figure professionali definite in modo generico: green jobs. Con questa descrizione di intendono sono tutti quei lavori nei vari settori dell’agricoltura, del manifatturiero, nell’ambito della ricerca e sviluppo, dei servizi, che contribuiscono in maniera incisiva a preservare o restaurare la qualità ambientale, ad aiutare a proteggere gli ecosistemi, a ridurre il consumo di energia, materiali ed acqua e gestire in modo sostenibile i rifiuti.

La green economy negli ultimi anni si è affermata come un settore chiave in grado di generare nuovi sbocchi lavorativi nei seguenti settori:

  • agricoltura biologica,

  • silvicoltura sostenibile,

  • turismo ecologico,

  • energia rinnovabile,

  • gestione consumo idrico.

Si sono delineate nuove professionalità, come ad esempio l’agri-tata, l’agri-scultore, il muratore ecologico, l’erborista 2.0, il tutor dell’orto in città e il tintore naturale di tessuti anallergici. Queste sono solo alcune delle nuove figure professionali che si sono affermate in questi ultimi anni.

 

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Giovedì, 2 Ottobre, 2014

4.5. Altro esempio: la Regione Umbria

La Regione Umbria ha promosso una legge a favore dell’imprenditoria giovanile in agricoltura nell’ambito del progetto di salvaguardia e recupero di terre abbandonate e aziende agricole in disuso.

La legge vuole promuovere l’occupazione giovanile, favorendo al tempo stesso pratiche di agricoltura sociale, attente al recupero di soggetti deboli ed emarginati dalla società, oltre che alla valorizzazione dell’ambiente e del territorio.
La legge prevede inoltre l’istituzione del “Banco della terra”, ovvero un inventario che raccoglie l’elenco dei terreni agricoli e agro-forestali, aziende, immobili e fabbricati abbandonati, utili per operazioni di locazione o concessione.
I beni elencati sono riservati a giovani under 40, per il 50%, e a cooperative sociali, per una quota non inferiore al 30%. La Regione dovrebbe inoltre favorire l’accesso 


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Giovedì, 2 Ottobre, 2014

5. La multifunzionalità: agricoltura & didattica

Dopo l’agriturismo, la fattoria didattica è la forma di diversificazione più diffusa per l’azienda agricola. Il loro numero ha conosciuto una crescita imponente negli ultimi anni.

Fattoria didattica è un luogo dove i ragazzi, e non solo, possono incontrare e scoprire il mondo rurale. I primi tentativi di creare delle occasioni di educazione all’agricoltura per gli alunni delle scuole e per le famiglie risalgono a oltre 20 anni fa.
Visto l’interesse suscitato, il loro numero è lentamente aumentato, per esplodere dopo la riforma che assegna alle scuole autonomia didattica: la possibilità di creare piani formativi specifici per ogni istituto ha infatti aperto le porte alle più diverse iniziative. Tra queste, le fattorie didattiche occupano un posto di rilievo.
La fattoria didattica è comunque aperta a tutti e mira a far riscoprire al cittadino:

  • le proprie radici;
  • il proprio territorio;
  • la terra e le coltivazioni.

Inoltre vuole trasmettere concetti importanti come:

  • l’educazione alimentare: consumo di prodotti stagionali, scelta di prodotti locali, qualità degli alimenti…;
  • il rapporto con la natura: cicli naturali, rispetto dell’ambiente…;
  • l’amore per gli animali. 

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Giovedì, 2 Ottobre, 2014

5.1 La fattoria didattica

In Lombardia sono 352 le fattorie didattiche registrate presso il portale italiano delle fattorie didattiche. Il numero di bambini che scelgono di trascorrere una parte delle vacanze estive nelle fattorie didattiche sono in aumento. Le attività proposte sono molteplici, tra cui: cavalcare, passeggiare nei boschi, curare gli animali in stalla, fare il formaggio, impastare il pane, fare il pisolino pomeridiano nel fienile, partecipare a laboratori di attività manuale, seguire lezioni di botanica e osservare le stelle al campeggio notturno. Le fattorie didattiche sono attrezzate con animazioni e intrattenimenti per tutti. I bambini possono aiutare gli agricoltori oppure svolgere attività a loro dedicate tra cui fare i compiti.

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Giovedì, 2 Ottobre, 2014

5.2 Gli orti a scuola

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca hanno lanciato per l'anno scolastico 2014-2015 un progetto rivolto ai bambini e agli studenti delle scuole materne ed elementari, denominato "Orti nelle Scuole".

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Il progetto punta ad incoraggiare una corretta e sana alimentazione anche attraverso l'esperienza concreta degli orti realizzati nelle scuole materne ed elementari.
"Orti nelle Scuole" rientra nel percorso didattico ed educativo ideato per i più giovani in vista di Expo Milano 2015, che ha tra i suoi obiettivi proprio quello di sensibilizzare ed educare le generazioni future sul tema della nutrizione e dell’alimentazione, e per riflettere su questioni come gli sprechi e le perdite alimentari.
La Regione Lombardia nel 2013 ha patrocinato il progetto ‘MiColtivo. Orto a scuola’ partito in fase pilota in due scuole milanesi. Il progetto ha un preciso programma di educazione alimentare e ambientale, dedicato ai bambini delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, e prevede infatti una prima fase di progettazione dell’orto e di scelta delle coltivazioni, per proseguire con la preparazione, la semina, la cura e la raccolta dei prodotti da parte delle scolaresche. Il progetto prevede anche l’organizzazione di un mercatino, la sperimentazione di ricette e tante altre attività attraverso le quali i bambini potranno imparare a curare il proprio orto e a mangiare sano e allo stesso tempo apprendere nozioni di matematica, italiano, inglese, scienze.
Il progetto sarà riproposto quest’anno e le scuole hanno tempo fino a gennaio 2015 per presentare le domande.


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Giovedì, 2 Ottobre, 2014

5.3 Casi pratici

I "Guardiani della Natura

A Vallevecchia nell’azienda pilota dimostrativa “Vallevecchia” (VE) sono attivi da anni diversi percorsi didattici, tuttavia l’azienda continua a proporre nuove sperimentazioni.
Oltre ai percorsi didattici “tradizionali” effettuabili con uscite a tema sul territorio, è stato attivato uno stage formativo di 24 ore per bambini di 4° e 5° elementare delle scuole venete. Il pernottamento avviene in loco in aree attrezzate con tende, in questo modo i bambini mantengono il contatto con la natura.

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I bambini sono accompagnati da guide naturalistiche alla scoperta della riserva a piedi e in barca e sono messi a contatto con la flora e la fauna tipici per i diversi habitat: pineta, litorale e zone umide.

Al termine dello stage i ragazzi ottengono il Patentino di “Guardiano della Natura”.
L’iniziativa mira a promuovere nei giovani la conoscenza delle ricchezze naturalistico-ambientali del territorio e a sviluppare in loro la consapevolezza dell’importanza della sua conservazione, tutela e valorizzazione.

L’Orto didattico

Lusia (RO) sta diventando un punto di riferimento nella riorganizzazione e diversificazione delle attività aziendali che vanno dall’Ortodidattico al ristorante a km 0 coinvolgendo diverse realtà collegate al mondo agricolo. 

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Questo paese è tra i più grandi produttori di insalata e ortaggi di tutta Italia e le aziende giocano in squadra e sfruttano tutti i finanziamenti messi a disposizione.
Uno dei progetti innovativi a Lusia mira ad avvicinare il consumatore alla campagna ed è denominato l’“Ortodidattico, il profumo della freschezza”. L’Ortodidattico vuole far riscoprire al consumatore la bontà e il gusto della frutta e verdura freschi, far riavvicinare il cittadino alla natura e al proprio territorio nonché di fargli riconoscere quando un ortaggio è fresco e quale sia il suo miglior impiego in cucina.
L’Ortodidattico è un’azienda agricola di due ettari di terreno, impiantati e seminati con varietà di ortaggi locali, con alberi e arbusti appartenenti a 40 diverse varietà, studiati per essere ognuno ricettacolo di qualche insetto utile. A disposizione del visitatore c’è inoltre un percorso olfattivo composto da un centinaio di essenze aromatiche.
La coltivazione orticola è di tipo biologico e fa uso della biodiversità ambientale per la cura e la sanità dei prodotti.
Un altro punto fondamentale per l’Ortodidattico è anche la salvaguardia dell’ambiente, ivi compresa la biodiversità che viene periodicamente monitorata.
Per la lavorazione del terreno si usano macchinari appositamente modificati per adattarsi alle esigenze dell’Ortodidattico. Questi macchinari non sono disponibili direttamente sul mercato, di conseguenza è una cooperativa locale (Coop. Comagri) che modifica le attrezzature commerciali per renderle idonee. In particolare, la Coop. Comagri ha modificato una zappatrice meccanica in grado di togliere le erbacce senza diserbo in modo da poter essere impiegata efficacemente nella piccola orticoltura.
I visitatori possono raccogliere liberamente le verdure tutti i giorni, anche i festivi, e possono partecipare ed aiutare nei lavori sui campi. C’è sempre qualcuno che può dare consigli sulla raccolta, coltivazione o cucina dei prodotti agricoli. Il prezzo della verdura raccolta viene lasciato alla decisione e al buon senso del visitatore-compratore.
Collegato alle attività orticole locali, a Lusia è presente un ristorante che propone piatti vegetariani originali impiegando tutte verdure a km 0.
Lusia è la prima azienda agricola in tutta Europa ad essere certificata “Biodiversity Friend”.

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Pick up your own”.  Quando il consumatore va dal produttore

A Valbrembo (BG) Matteo Locatelli, giovane imprenditore agricolo, ha aperto le porte del suo per dare a tutti la possibilità di fare la spesa direttamente in campo, raccogliendo personalmente dalle piante le ciliegie. Il progetto incontra l’interesse di intere famiglie che, con bambini al seguito, hanno apprezzato il raccogliere la frutta da soli al giusto grado di maturazione. Questa modalità di raccolta, molto diffusa negli Stati Uniti, è denominata "pick your own" che sta ad indicare la possibilità offerta ai consumatori di scegliere direttamente dalle piante o nell'orto la propria frutta e verdura.

Il mestiere del casaro

A Cison di Valmarino (TV) si organizzano in date ben precise degli incontri didattici con i mastri casari della Latteria Soligo. La professione del casaro rientra tra quelle da salvaguardare. Durante queste “lezioni” bambini e adulti possono assistere alla mungitura manuale di una mucca, imparare come si ottiene la cagliata e quindi come si produce la Casatella Trevigiana DOP, il primo formaggio molle italiano a fregiarsi della denominazione di origine.

 
Giovedì, 2 Ottobre, 2014

6. Multifunzionalità: agricoltura & turismo

Il turismo rurale negli ultimi anni è diventato un mezzo efficace per affrontare il problemi socio-economici delle aree rurali in generale e del settore agricolo in particolare.

Questo tipo di turismo è in rapida evoluzione trainato dalla domanda di un nuovo tipo di consumatore che non ricerca più semplicemente la fruizione di un luogo diverso, ma l’esperienza di una realtà di vita alternativa. Quindi, accanto ai prodotti turistici tradizionali vengono creati nuovi prodotti turistici: itinerari culturali minori, itinerari enogastronomici, percorsi benessere, musicali e del cineturismo, che consentono di valorizzare le risorse locali e di scoprirne le potenzialità.
Gli imprenditori rurali sembrano rispondere alla nuova domanda esperienziale ponendo nuovamente al centro della loro attività la pratica agricola tradizionale e rendendola fruibile ai turisti.
Le aziende agricole hanno quindi incominciato ad offrire “prodotti” che vanno oltre la sola offerta di pernottamento e pasti, ma che coinvolgono la produzione agricola vera e propria e le attività ad essa connesse.
Per potersi adeguare alla nuova domanda turistica, gli operatori agricoli devono aggiornare le loro competenze trasformandosi sempre più frequentemente da agricoltori ed allevatori a veri e propri imprenditori del territorio. Il turista chiede di poter sperimentare in prima persona l'attività produttiva, e il nuovo imprenditore agricolo integra e completa la sua offerta in maniera tale da potergliela fornire. La creazione di questa nuova relazione porta il turista a scoprire il territorio attraverso il ciclo produttivo e fa si che il produttore trasmetta le sue conoscenze ed il suo legame con il territorio.

Un ruolo essenziale per migliorare la visibilità e potenziare l’offerta turistica nelle zone rurali è rappresentato da nuove forme di comunicazione come l'accesso a Internet ed ai social network, ma anche la creazione di reti formali e informali, che sono un importante supporto alla diffusione delle opportunità locali e alla dinamizzazione delle economie rurali. Lo scambio di prodotti e di conoscenza condivisa all’interno delle reti informali tra produttori, rappresenta un elemento rilevante soprattutto in un contesto sociale rurale in cui la pratica collaborativa non è diffusa.

 
Giovedì, 2 Ottobre, 2014

6.1 L’agricoltura diventa turismo

Le aziende agricole intenzionate a rispondere alla nuova domanda del turista possono attuare una strategia di integrazione “dell’esperienza” agricola nella loro offerta. Le possibilità vanno dall’introduzione della pratica produttiva agricola, quindi offrendo al turista la possibilità di partecipare attivamente ad attività, quali ad esempio la vendemmia o la raccolta delle olive, per arrivare al coinvolgimento del turista nei processi di produzione, ad esempio del vino e dell’olio. Tutti i settori possono essere interessati, anche gli allevamenti con successiva produzione di formaggio o salumi.

Altre offerte possono essere condivise da diverse aziende offrendo così la possibilità alla realizzazione di percorsi tematici sulla produzione e la vita nei campi. Un esempio è il percorso “dalla mietitura al pane” offerto da alcune aziende agricole sarde.

 
Giovedì, 2 Ottobre, 2014

6.1.1 Casi pratici

L’Alqueria de Morayma

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L’Alqueria de Morayma è situata nei dintorni di Cádiar (Alpujarra Granadina, Spagna) e l’innovazione dell’offerta consiste nel proporre l’esperienza della pratica agricola, dalla raccolta dei frutti di stagione, alla vendemmia, alla produzione di olio, vino, pane e formaggio secondo la tradizione locale.

L’Alqueria di Morayama è non solo un centro di turismo rurale, ma anche un’azienda agricola certificata biologica dove il turista ha la possibilità di viverne l’atmosfera e le attività quotidiane.
L'azienda è diventata anche centro di coordinamento per l'Associazione Alpujarra di turismo rurale e ha vinto vari premi per l'innovazione del turismo andaluso. L’Alqueria de Morayma offre impiego a dieci persone. I suoi prodotti hanno vari canali di commercializzazione: oltre ad essere offerti ai clienti, possono essere acquistati presso il punto vendita aziendale e sono serviti nel ristornate aperto a Granada dal padre di Mariano: El Mirador de Morayma.

Su Massaiu

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Su Massaiu è ubicato a Turri ai piedi dell’Altipiano della Giara (Sardegna) ed è particolarmente rivolta alla cura del territorio e al mantenimento della biodiversità.
L’azienda produce un'importante gamma di varietà locali, come il melone in asciutto, lo zafferano, la tipologia di grano “Senatore Cappelli” e sono coltivati nei 25 ettari frutteti, uliveti, mandorli, oltre che foraggere, erbe officinali, legumi, mandorle, ortive in genere. La coltivazione è caratterizzata da rotazioni e diversificazione. I prodotti vengono serviti ai clienti all’interno della struttura e venduti direttamente dall’azienda.
Durante questi anni Su Massaiu ha integrato un diverso tipo di offerta, passando dal pernottamento e pasti, alle escursioni sull’altipiano anche appoggiandosi ad esperte guide che operano nei centri limitrofi.
La creazione di percorsi legati alla riscoperta di esperienze vincolate alla campagna (come la mietitura, la raccolta dello zafferano, i processi di panificazione), evidenziano una necessità di riscoprire aspetti della storia, della cultura e della vita del mondo rurale. La partecipazione alla rete delle fattorie didattiche del Medio Campidano (la prima rete costituitasi in Sardegna) offre anche alle scuole l’opportunità di visitare le coltivazioni, di imparare i processi di trasformazione artigianale dei prodotti. 

 
Giovedì, 2 Ottobre, 2014

6.2 Gli itinerari religiosi

Il Consiglio d’Europa, insieme all’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali, ha intrapreso un’azione importante di sostegno e di riconoscimento ufficiale che, a partire dal 1987, prima con il Cammino di Santiago di Compostela e poi con la Via Francigena, ha dato l’impulso ad una forte crescita in tutta Europa, a livello nazionale e regionale, di diversi cammini culturali e turistici sul tema del pellegrinaggio e della spiritualità. Gli Itinerari di pellegrinaggio nascono per tutelare aspetti culturali e sociali della società di oggi e, al tempo stesso, per promuovere in Europa un turismo sostenibile e di qualità, in particolare nelle zone rurali e nelle destinazioni meno note.

Percorrere una via di pellegrinaggio significa entrare in una relazione più intima e profonda con l’ambiente naturale circostante, che negli anni si è talvolta profondamente modificato. Il valore paesaggistico dei cammini è spesso fonte primaria di ispirazione e scelta di chi si mette in viaggio.

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I cammini di pellegrinaggio hanno come obiettivo quello di salvaguardare l’identità sociale dei luoghi e delle genti, dall’alimentazione, legata all’attività agricola, alle attività locali come artigianato e manifattura, partendo dalla consapevolezza del proprio patrimonio fino alla promozione culturale di una “Slow Life” come sana abitudine di vita.
Il turismo lungo le vie di pellegrinaggio fa parte di una visione più ampia di turismo rurale, che necessita di appropriate metodologie di progettazione, realizzazione e manutenzione di strutture e infrastrutture a servizio dei cammini, che spesso si devono confrontare con le esigenze e regole del mondo agricolo.
Il turismo rappresenta un potenziale motore per lo sviluppo delle aree rurali, in special modo quelle soggette a fenomeni di marginalizzazione, in virtù della sua capacità di generare benefici sia di tipo economico sia di tipo sociale. Sempre più spesso vengono però evidenziati anche gli effetti negativi che il turismo, con una pianificazione non adeguata, può determinare sui delicati equilibri socio-ambientali di questi territori.
La realizzazione di appropriate azioni di marketing dei percorsi di pellegrinaggio passa dall’individuazione di appropriate metodologie tradizionali ed innovative finalizzate alla creazione di un determinato prodotto turistico. Questo deve essere raggiunto analizzando anche quelle che sono le richieste del mercato e dei fruitori stessi.

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L’azienda agricola Arqueixal si trova in Galicia (Spagna) sul cammino del pellegrinaggio per il Santuario di Santiago de Compostela ed è stata l’azienda pilota per lo sviluppo di un turismo rurale nella zona. Quest’area della Galicia nonostante fosse di passaggio per i pellegrini diretti al santuario di Santiago de Compostela, era fino a pochi anni fa in stato di abbandono e gli agricoltori della zona riuscivano a coprire solamente il proprio sostentamento.
L’azienda Arqueixal si è posta come ecoagricturismo seguendo il motto: prendersi cura del futuro tornando alle origini; ha ripreso la coltivazione di varietà autoctone con metodo biologico e la produzione di prodotti tipici locali ormai quasi dimenticati. L’agriturismo ha trovato il supporto di finanziamenti europei (EFFECT Project) e di enti di ricerca che gli hanno permesso di ottimizzare e migliorare il processo di produzione in modo da renderlo effettivamente redditizio.
Sull’onda di questo agriturismo, la ricerca del CIAM (Centro Investigaciòn Agrarias Mabegondo) ha dato supporto ad altre aziende agricole, tra cui Milhulloa e Granxa Maruxa, che hanno così riattivato la produzione di prodotti tipici migliorandone però la qualità e impiegando tecniche che soddisfano i requisiti sanitari necessari per la loro commercializzazione. 

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Inoltre, la collaborazione tra ricercatori del Consejo Superior de Investigaciones Cientìficas e i viticoltori della zona ha portato all’individuazione delle varietà di vite più idonee alla coltivazione in quella zona. Questo ha consentito di aumentare le rese e migliorare le qualità organolettiche del vino prodotto.

La localizzazione di queste aziende agricole gioca un ruolo chiave per il loro sviluppo economico.

 

 

Giovedì, 2 Ottobre, 2014

7. Multifunzionalità: Agricoltura e sociale

L’Agricoltura Sociale si può considerare un nuovo modello di sviluppo a forte carattere etico. Un approccio all’agricoltura di tipo responsabile che si riferisce generalmente a cooperative sociali o aziende agricole che, oltre a produrre beni agro-alimentari, svolgono un’attività sociale attraverso, ad esempio, l’inserimento lavorativo in azienda, il recupero terapeutico di soggetti socialmente deboli e svantaggiati, e servizi alla vita quotidiana.

L’agricoltura sociale, ad esempio, è una forma specifica di diversificazione all’interno delle aziende che accresce le opportunità di lavoro, in particolare per le donne e i giovani. Molto spesso un familiare non coinvolto in precedenza nelle attività aziendali inizia a far uso delle strutture aziendali e del bestiame per sviluppare e offrire nuovi servizi inerenti a settori quali istruzione, assistenza sociale e sanitaria. La maggior parte delle aziende agricole sociali non ha carattere istituzionale (86%); in altre parole è basata sulla famiglia. Poiché molte iniziative di agricoltura sociale sono intraprese da membri della famiglia diversi dal proprietario  dell’azienda, tali membri si possono costituire come soggetti giuridici distinti. Pertanto, poiché non si tratta di una diversificazione dell’attività aziendale in senso stretto, i promotori di progetti di agricoltura sociale possono richiedere, nella maggior parte dei casi, finanziamenti al FEASR (Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale).
Il FEASR ha sostenuto, e sosterrà anche per il periodo 2014-2020, lo sviluppo rurale e la prestazione di servizi ambientali. In particolare fornisce:

  • aiuti all’avviamento di imprese per i giovani agricoltori;
  • sostegno alla diversificazione dell’attività avviando attività extra-agricole;
  • semplici sovvenzioni per lo sviluppo di piccole aziende agricole.

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Queste attività avvengono attraverso forme diversificate di inserimento lavorativo per le persone svantaggiate, sino ai servizi per gli anziani e per l’infanzia in età prescolare.

 
Giovedì, 2 Ottobre, 2014

7.1 Il quadro generale

La cooperazione sociale agricola nel 2009 ha visto attive in Italia 389 cooperative sociali, impegnate in attività produttive lungo tutta la filiera legata al settore agricolo: dalla coltivazione all’industria alimentare al commercio. È un settore che impiega 3.992 lavoratori dipendenti su tutto il territorio nazionale, per un valore della produzione (al 31 dicembre 2009) di complessivi 182.025.000 euro.

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Oltre il 91% di queste imprese si occupa di attività agricole in senso stretto, dichiarando come settore di attività prevalente quello di agricoltura, silvicoltura e pesca. In particolare, il 39% si occupa prevalentemente di coltivazione di colture agricole non permanenti, l’8% si occupa di coltivazione di colture agricole permanenti, l’11% circa si occupa di allevamento di animali e coltivazioni agricole connesse, mentre il 10% si occupa di silvicoltura e utilizzo di aree forestali. Inoltre un 20% circa delle imprese individuate si occupa di attività di supporto all’agricoltura e successive alla raccolta.

Per quanto riguarda le altre attività della filiera agricola, il 7% circa delle cooperative sociali attive in agricoltura si occupa di industria alimentare e delle bevande, mentre solo l’1% ha come attività prevalente il commercio di prodotti agroalimentari. (Fonte: Euricse)

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Tabella 6- Fonte: Euricse

 

 
Giovedì, 2 Ottobre, 2014

7.2 L’offerta

L’offerta di azioni, progetti e attività è molto variegata, ma tutte utilizzano le attività agricole per promuovere attività aggregative per la collettività, azioni terapeutiche e di riabilitazione, e inclusione sociale e lavorativa di persone svantaggiate o a rischio di esclusione.

I soggetti che in genere realizzano azioni di agricoltura sociale sono: aziende agricole, cooperative sociali, associazioni, strutture terapeutiche e ospedali.
Le aree di intervento dell’agricoltura sociale sono principalmente:

  • Riabilitazione e cura: per coloro affetti da disabilità gravi, fisica, mentale o sociale. Le azioni sono a fini socio-terapeutici.
  • Educazione: per tutti coloro interessati ad approfondire le conoscenze nel settore agricolo e a trascorrere del tempo all’aperto, a contatto con la natura imparando a conoscerla meglio.
  • Formazione e inserimento lavorativo: per inserire nel mondo lavorativo attraverso diverse modalità di tipo occupazionale soggetti a basso potere contrattuale o con disabilità.
  • Servizi alla vita quotidiana: per fornire assistenza ad anziani o a bambini anche in età pre-scolare attraverso la creazioni di agri-asili, servizi di accoglienza diurna per anziani, campi estivi per bambini e stage lavorativi per adolescenti.
  • Ricreazione e qualità della vita: per fornire attività con finalità socio ricreative per persone con bisogni speciali (agriturismo “sociale”, fattoria didattica).

Nella maggior parte dei casi, le social enterprise sono nate grazie alle forti motivazioni etiche, umanitarie, sociali, religiose, civili dei loro promotori che portano avanti, da soli, una funzione di interesse collettivo. 
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Giovedì, 2 Ottobre, 2014

7.3. L’agricoltura sociale promossa dalla Regione Lombardia

La regione Lombardia promuove e sostiene l’Agricoltura Sociale in quanto intende promuovere il passaggio da un concetto di servizi basati sulla logica dell’assistenza verso una visione di giustizia sociale, secondo cui è possibile passare dalla presa in carico dei soggetti deboli verso una loro partecipazione attiva alla vita sociale ed economica.

Un esempio di azione della regione: il “Progetto Voghera”

La Regione Lombardia patrocinia il “Progetto Voghera”, progetto che offre un contributo allo sviluppo del territorio e delle comunità rurali locali in quanto crea nuove opportunità di reddito e di occupazione, offre concrete prospettive di inclusione sociale per soggetti vulnerabili, genera servizi per il benessere delle persone e delle comunità, migliora la qualità della vita nelle aree rurali e periurbane, e crea beni relazionali.

 

Il progetto, gestito dalla cooperativa agricola sociale Villa Meardi –Onlus, persegue le seguenti finalità:

  • promuovere percorsi riabilitativi terapeutici attraverso il lavoro agricolo;
  • attivare percorsi occupazionali finalizzati al recupero ed alla valorizzazione delle fasce deboli a rischio di esclusione sociale;
  • realizzare moduli formativi e percorsi di osservazione e valutazione finalizzati all’inserimento lavorativo;
  • promuovere percorsi di sensibilizzazione e sviluppo della responsabilità sociale della comunità a partire dal rivitalizzare le reti naturali di comunità per qualificare gli interventi di solidarietà organizzata cogliere un’opportunità di recupero e di mantenimento delle tradizioni locali;
  • utilizzare le risorse agricole per generare benessere sociale,
  • progettare un modello di sviluppo agricolo/economico sostenibile a partire dalla multifunzionalità propria dell’agricoltura,
  • sperimentare nuovi percorsi di inclusione lavorativa;
  • incrementare la rete di protezione sociale.

Per la realizzazione del progetto, la Cooperativa Agricola Sociale Villa Meardi ha sottoscritto con la azienda agricola Baggini Moreno un “patto di rete” per progettazione e realizzazione di percorsi inerenti l’inclusione sociale e l’integrazione lavorativa.

Un esempio di azione provinciale: “Progetto Centro Polivalente Bigattera”

Il centro polivalente Bigattera, sede dell’Azienda Speciale della Provincia di Mantova For.Ma, dal 1986 organizza il supporto formativo e l’avviamento al lavoro di soggetti con disabilità e svantaggio. Realizza percorsi triennali di formazione professionale, percorsi individualizzati di avviamento al lavoro e azioni mirate all’arricchimento curriculare per l’inserimento socioeducativo dei soggetti con disabilità con lo sviluppo di percorsi nell’area agri-sociale.

 

 

Il Centro Polivalente Bigattera favorisce, sostiene e incentiva lo sviluppo di imprese sociali con azioni radicate all’interno dei singoli territori rurali e dei distretti della Provincia di Mantova e persegue i seguenti obiettivi:

  • promozione dell’agricoltura sociale sul territorio mantovano;
  • sensibilizzazione dei distretti per costruire e attivare progetti partecipati di agricoltura sociale;
  • individuazione dei potenziali servizi necessari per chi è coinvolto o coinvolgibile in azioni di agricoltura sociale;
  • sviluppo del Centro Polivalente Bigattera perché diventi il punto di riferimento per l’agricoltura sociale nel tempo e nei diversi contesti territoriali.
 
Giovedì, 2 Ottobre, 2014

7.4. Aziende sociali: casi pratici

In Lombardia ci sono aziende agricole che hanno maturato “in campo” esperienze e competenze riabilitative del tutto peculiari, spesso ampliando ed evolvendo le attività di fattoria didattica. Altre che, mosse da istanze sociali, hanno scelto l’agricoltura come mediatore ideale dei percorsi di recupero dedicati a persone svantaggiate. Riportiamo qui di seguito tre esempi.

Cavalli e asino terapia

L’Agriturismo e fattoria sociale “Cascina Dosso Sant’Andrea” (BS)  di Mariangela Lamagni ha come obiettivo l’aiutare nel recupero psico-motorio le persone con handicap attraverso gli animali. L’azienda dista 25 minuti da Brescia, 20 da Cremona ed un’ora da Mantova e Milano.

Questa fattoria è certificata dalla Regione Lombardia come Fattoria didattica in quanto presenta dei percorsi rivolti alle scuole materne ed elementari. Oltre all’azione con le scuole, la fattoria organizza “grest” e altri forme di aggregazione giovanile, produce dei trasformati, e, soprattutto, mette a disposizione esperienza e animali per terapie.
Le attività sociali coinvolgenti gli animali (cavalli e asini) e ragazzi disabili ricoprono un ruolo importante. I ragazzi hanno dai 14 ai 18 anni e presentano varie disabilità e, a volte, problemi psichiatrici. Per ognuno di loro viene definito un progetto specifico condotto in sinergia con educatori e psicologi di una cooperativa sociale esterna e con alcuni volontari.
Ad ogni paziente viene affidato un cavallo o un asinello del quale deve prendersi cura.
La relazione che si crea tra le persone con handicap e l’animale è in genere molto forte e da risultati notevoli anche dopo solo pochi giorni.

Il “Dosso Sant’Andrea” può ospitare fino a quaranta pazienti a settimana e mette a disposizione 6 camere ognuna con bagno per ospitare fino a 10 persone.

La fattoria è inoltre attrezzata con orti biologici, allevamento di lombrichi rossi (per la produzione di humus e larve da pesca), stalla con 8 cavalle fattrici di razza aveglinese, 14 asinelle e un maschio con iscrizione al libro genealogico.
In questa fattoria si producono anche cosmetici naturali con latte di asina venduti in loco e on line. 

Agricoltura-terapia

L’agriturismo cultural-didattico Murnee di Busto Garolfo (Milano) di proprietà di Luigi Brognoli promuove il concetto di un’agricoltura fuori da uno schema rigidamente produttivo, che incentiva la bellezza e la conservazione del paesaggio e stimola alla conoscenza del territorio di prossimità. Secondo il proprietario l’agricoltura e la natura sono maestre di vita e fonte d’ispirazione. Nell’agriturismo sono presenti alcune limitate attività agricole quali la coltivazione biologica di pochi ettari di terreno a cereali di varietà antiche e orticole, e l’allevamento di qualche animale prevalentemente a scopo dimostrativo e terapeutico.
L’azienda è però molto attiva nell’ambito della multifunzionalità e nel sociale.
L’agriturismo, infatti, collabora con il Sert (Servizi per le Tossicodipendenze dell’azienda ospedaliera) e con altre organizzazioni per aiutare ragazzi, dai 16 anni in su, con problemi di droga alle spalle o situazioni di abbandono familiare. Le terapie coinvolgono diverse attività rurali e legate alla natura. Il contatto stesso con la natura, i suoi ritmi, tempi e paesaggi risulta essere di aiuto nella terapia.
L’agriturismo occupa una decina di ragazzi all’anno e i risultati migliori li ha ottenuti con i progetti di lunga durata. 

 

 

Agriturismo cultural-didattico Murnee

Gli altri aspetti della multifunzionalità coinvolgono attività didattiche, dimostrative e la vendita diretta di alcuni prodotti.

Durante le vacanze scolastiche estive vengono organizzati campi per i bambini/ragazzi in età scolare, mentre durante l’anno l’azienda si è organizzata per ricevere le scolaresche ed ha creato un percorso didattico.
All’interno del terreno è stato organizzato un “Museo degli Attrezzi Agricoli” che oltre a diversi pezzi ormai in disuso c’è anche un mulino a palmenti, risalente agli anni venti.
I percorsi didattici ideati comprendono: visita alla casa contadina e al museo degli attrezzi agricoli, percorso per apprendere come si nascono il pane e la polenta, itinerario lungo il Canale Villoresi per imparare le tecniche d'irrigazione dei campi, e visita all'allevamento di vitelli, cavalli, asini, maiali e animali di piccola taglia.
Durante il fine settimana l’azienda è aperta per le famiglie.
Infine, l’azienda si è organizzata per la vendita diretta di farine macinate anche a pietra di vario tipo, polenta, miele. 

La cooperativa per persone svantaggiate

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La cooperativa sociale Cinque Pertiche a Fara Olivana con Sola in provincia di Bergamo offre un’occasione di lavoro a persone svantaggiate.
La storia di questa cooperativa è diversa da quelle presentate in precedenza in quanto i soci non erano agricoltori e nemmeno possedevano un terreno. La nascita di questa cooperativa è scaturita dal bisogno dei soci di aiutare l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. L’agricoltura si è dimostrata ai loro occhi come la soluzione più adatta in quanto hanno creduto che attraverso un impegno lavorativo collegato alla tutela dell’ambiente si può più facilmente arrivare a costruirsi un’identità sana e a curarsi della propria persona.
Le cinque pertiche è una cooperativa di tipo B, ovvero che si occupa del reinserimento socio-lavorativo di persone socialmente svantaggiate. L’utenza accolta vive svantaggi diversi: sociali (detenuti –ex tossicodipendenti), fisici, mentali (persone psichiatriche, persone con ritardi mentali, persone con disturbi comportamentali).
Le Cinque Pertiche cerca di tutelare il benessere delle persone e dell’ambiente praticando le seguenti attività:

  • agricoltura biologica per tutelare e rispettare la ricchezza della terra;
  • attività di recapito corrispondenza in bicicletta per migliorare lo stato fisico della persona e rispettare l’ambiente;
  • riciclaggio e riutilizzo dei materiali per minimizzare l’impatto ambientale.

La coltivazione è prevalentemente di ortaggi e di qualche varietà di frutta come fragole e meloni.

 
Giovedì, 2 Ottobre, 2014

Vol. IIIA - Link utili

AICCON
Agri2000
Agricity: Milano metropoli rurale
Agricoltura e sviluppo rurale (sito della Comunità Europea)
Agritata
Agriturismo: Il Dosso di S. Andrea
Agriturismo Cultural-didattico: Murnee
Anno Internazionale dell’Agricoltura Familiare
App4Inno
Associazione Agri Regioni Europa
Azienda Agricola: Alqueria de Morayma
Azienda Agricola: Arqueixal
Azienda Agricola: Milhulloa
Azienda Agricola: Granxa Maruxa
Azienda Agricola: Su Massaiu

Beelong
Biodiversity Friend

CIAM: Centro Investigaciòn Agrarias Mabegondo
ColdirettiColdiretti Donne Impresa
Coldiretti Giovani
Coldiretti Toscana
Commissione Europea
Comunità Montana di Vincios

Consejo Superior de Investigaciones Cientìficas
Consorzio per lo Sviluppo nel Polesine
Convegno Internazionale: The European Pilgrimage Routes for promoting sustainable and quality tourism in rural areas
Cool Farm Tool
Coop. COMAGRI
Coop. Sociale: Le Cinque Pertiche
CropLife International

Distretto Rurale Milano

EFFECT Project
EIP-AGRI – Inspirational ideas
Eit Climate KIC

Fattorie Didattiche Lombardia
FAO
FAO – Family Farming
FEARS -  Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale
Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale

Green Spirit Farm
Guardiani della natura

Il più grande lavoro sulla terra (portale curato dalla BASF sugli agricoltori e sull’agricoltura in Italia)
INEA
INRA
Ismea
ISPRA Ambiente

Jelly Fish Barge

La Lumaca Madonita
LINV

Ministero delle Politiche Agricole e Forestali

Nature Climate Change

Orti nelle Scuole
Orti nelle Scuole – Regione Lombardia
Ortodidattico di Lusia
Ortoveneto
Orto di Nemo
OVA Studio

Pianeta PSR
Pianete PSR – Agricoltura biologica
Piattaforma web sul family farming
Pick up your own
PNAT
Portale “Job in Country”
Progetto Centro Polivalente Bigattera
Progetto di Suwon (in tedesco)
Progetto di Suwon (articolo in inglese)
Progetto di San Diego
Progetto EcoFINDERS
Progetto: Mi Coltivo. Orto a scuola
Progetto Sky Green
Progetto Voghera

QualEnergia

Regione Lombardia
Rete rurale nazionale

SANA
Sinab (Sistema di Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica)
Studio Mobile
SOLINSA: Support of Learning and Innovation Networks for Sustainable Agriculture (LINSA)

Touring Club Italiano
Trattoria al ponte di Lusia

Urban Farmers

Vandebron

World Biodiversity Association

Ynsect

 
Martedì, 11 Novembre, 2014