Parte I cap.4 Applicazione di ammendanti da compostati e digestati

13 Settembre, 2013

Gli ammendanti sono "qualsiasi sostanza, naturale o sintetica, minerale od organica, capace di modificare e migliorare le proprietà e le caratteristiche chimiche, fisiche, biologiche e meccaniche di un terreno". Gli ammendanti sono prodotti impiegati essenzialmente per incrementare e mantenere la fertilità organica del terreno. Infatti il loro contenuto in elementi nutritivi è relativamente ridotto e, di conseguenza, possono essere impiegati in dosi massicce, tali da incidere significativamente sulla dotazione organica del suolo.

L’ammendante può essere impiegato in alternativa al letame nelle colture cerealicole- foraggere, in orticoltura, in frutticoltura ed in generale nelle colture in pieno campo ma alcune caratteristiche ne ampliano le possibilità di impiego. Se si prevede l’impiego nel settore florovivaisico (giardinaggio, colture in vaso, ecc.), come per qualsiasi ammendante ricco in elementi nutritivi, non è consigliabile l’utilizzo in purezza e a diretto contatto con le radici o con i semi, ma è preferibile mescolarlo con adeguate quantità di substrato, come terricci, torba, sabbia o semplicemente terreno.

Gli ammendanti possono essere compostati o digestati.

Per ammendanti compostati, la legge pone distinzione tra:

  • Ammendante compostato verde (ACV): prodotto ottenuto attraverso un processo di trasformazione e stabilizzazione controllato di rifiuti organici che possono essere costituiti da scarti della manutenzione del verde ornamentale, residui delle colture, altri rifiuti di origine vegetale con esclusione di alghe e altre piante marine.
  • Ammendante compostato misto (ACM): prodotto ottenuto attraverso un processo di trasformazione e stabilizzazione controllato di rifiuti organici che possono essere costituiti dalla frazione organica degli RSU proveniente da raccolta differenziata, da rifiuti di origine animale compresi liquami zootecnici, da rifiuti di attività agro-industriali e da lavorazione del legno e del tessile naturale non trattati, da reflui e fanghi, nonché dalle matrici previste per l’ammendante compostato verde.

La produzione di Ammendante Compostato avviene in insediamenti produttivi dotati di rigidi presidi ambientali (colletamento acque, biofiltri, ecc.) con un monitoraggio in continuo dei processi produttivi.

Un ammendante si definisce digestato se è il residuo del processo di digestione anaerobica.

Gli scarti sottoponibili a digestione anaerobica per ottenere un ammendante di qualità sono:

  • effluenti zootecnici;
  • biomasse vegetali (di scarto o dedicate);
  • sottoprodotti di origine animale;
  • fanghi di depurazione;
  • frazione organica dei rifiuti solidi urbani.

Il digestato può essere considerato un buon materiale fertilizzante ad effetto concimante più o meno pronto, a seconda della sua origine.


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