Centro Studi l'Uomo e l'Ambiente

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Risorsa non rinnovabile e limitata, il suolo deve essere protetto

17 Dicembre, 2014

Il 2015 è stato proclamato Anno Internazionale del Suolo. L'ente incaricato per l'attuazione di tutti i progetti legati a questo importante evento è la FAO, l'Organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricoltura delle Nazioni Unite.

L'anno internazionale mira ad aumentare la consapevolezza e la comprensione sull'importanza del suolo per la sicurezza alimentare e a diffondere conoscenze sulle funzioni essenziali degli ecosistemi.

Il suolo è considerato una risorsa non rinnovabile visti i tempi estremamente lunghi per la sua formazione. Il suolo è una risorsa indispensabile in quanto fornisce cibo, biomassa e materie prime, ed ha un ruolo essenziale per lo svolgimento di tutte le attività di tutti gli esseri viventi. Inoltre, nel suolo vengono stoccate, filtrate e trasformate molte sostanze, tra le quali l’acqua, i nutrienti e il carbonio.
Dato che il suolo è una risorsa insostituibile e limitata deve essere opportunamente tutelata.
Pratiche agricole scorrette riducono i nutrienti del suolo troppo velocemente con la conseguente perdita di fertilità. Terreni impoveriti sono poi poco sfruttabili per la produzione agricola.
Il corretto utilizzo del suolo aiuta anche a prevenire altri fenomeni, quali ad esempio la siccità. Infatti suoli sani trattengono una maggiore quantità di acqua.
Infine bisogna tenere presente che il suolo è un elemento vivo. I concimi chimici possono sostituire qualche nutriente ma non possono ricreare un intero sistema suolo, completo di microfauna e microflora, componenti fondamentali della fertilità del suolo stesso.
Per tutelare opportunamente il suolo è quindi necessario integrare l’ecologia con la tecnologia. Un ruolo fondamentale ricopre, a questo proposito, la ricerca che studia gli ecosistemi e il loro funzionamento.
Diversi sono i progetti europei sul suolo e riguardano settori come la salvaguardia e le metodologie per valutare lo stato di “salute” e quindi operare per  migliorarlo e tutelarlo.
Qui ne citiamo tre:

  • Progetto Eco FINDERS coordinato dall’INRA (Istituto Nazionale Francese per la Ricerca in Agricoltura).
  • Progetto della NEIKER-Tecnalia (Istituto Basco per la Ricerca e lo Sviluppo in Agricoltura).
  • Progetto RECARE coordinato dall’Università di Wageningen (Olanda) a cui partecipa anche l’Università di Padova.

Progetto EcoFINDERS

Il progetto europeo EcoFINDERS si è da poco concluso e i risultati sono stati divulgati in occasione della giornata mondiale del suolo del 5 dicembre 2014. Il progetto ha creato modelli e procedure capaci di standardizzare le procedure di misurazione della biodiversità del suolo e quindi di fornire indicazioni sulla sua vitalità. L’analisi dei dati raccolti ha fornito indicazioni importanti sullo stato attuale del suolo in Europa, e sulla relazione tra biodiversità, funzionamento del suolo e servizi degli ecosistemi. Il progetto fornisce metodi di misurazione e di campionamento standardizzati, la caratterizzazione molecolare della biodiversità, e l’identificazione molecolare della microfauna del suolo.

Progetto della NEIKER-Tecnalia

Questo progetto sta studiando l’impatto del clima sull’ecosistema suolo e indaga il cambiamento delle proprietà microbiologiche del suolo nel corso del tempo. Per effettuare questi studi, i ricercatori hanno preso in considerazione suoli posizionati ad altitudini comprese tra i 1.500 e 2.600 m slm. Questo ha permesso di studiare anche l’effetto dell’altitudine sulle proprietà del suolo e sui microrganismi in esso presenti. Dai dati raccolti si è notato come le proprietà del suolo e le condizioni ambientali influenzino in modo determinante le proprietà microbiologiche.
I risultati daranno utili informazioni su come la comunità microbiologica del suolo venga influenzata dal cambiamento climatico.

Progetto RECARE

Il progetto europeo RECARE mira ad identificare le misure pratiche per assicurare che i processi degradativi a cui stiamo assistendo in Europa vengano non solo arrestati ma, ove possibile, invertiti. Lavorando su 17 casi studio in tutta Europa, dall’Islanda a Cipro, gli scienziati stanno sviluppando soluzioni a problemi quali alluvioni e frane, desertificazione ed erosione dei suoli, compattamento, inquinamento, perdita di biodiversità e di sostanza organica, aumento della salinità e impermeabilizzazione.
RECARE non vuole semplicemente sviluppare risposte pratiche ai problemi ambientali, ma lavora con tutti coloro che gestiscono i suoli per rendere queste soluzioni applicabili.

 

Per saperne di più:
Anno Internazionale del suolo
INRA
Progetto RECARE – home page
Progetto RECARE – Sezione Veneto
Progetto Neiker Tecnalia