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Nuovo report sulla plastica del WWF. 100 milioni di tonnellate l’anno disperse in natura

12 Marzo, 2019

Un nuovo report WWF fotografa gli impatti e propone soluzioni con due parole chiave: responsabilità e rendicontazione. La richiesta nell’assemblea UNEA-4 in corso a Nairobi è di un trattato globale vincolante per fermare l’inquinamento marino da plastica.


La lotta all’inquinamento da plastica in natura non sarà risolutiva finchè non vi sarà l’impegno di tutti i settori coinvolti nel ciclo di vita della plastica. È l’ora di affrontare il problema con strumenti efficaci su scala internazionale perché il mare non ha confini: urge un Trattato globale vincolante con un approccio unitario e condiviso che punti sulla responsabilità e la rendicontazione. È in sintesi il messaggio del WWF che accompagna il lancio del nuovo report "Responsabilità e rendicontazione, le chiavi per risolvere l’inquinamento da plastica" pubblicato al livello globale dall’associazione  pochi giorni prima dell’Assemblea delle Nazioni Unite sull’Ambiente (UNEA-4) che si sta svolgendo a Nairobi (11 – 15 marzo 2019). Per appoggiare tale richiesta il WWF ha  lanciato anche una petizione a livello mondiale: oltre 250.000 cittadini del mondo hanno già chiesto l’adozione di un nuovo Trattato globale sulla plastica. La plastica non è un materiale intrinsecamente cattivo, è un’invenzione che ha cambiato il mondo, rivoluzionando i campi più diversi, dalla medicina ai trasporti alla tecnologia. La plastica è diventata cattiva per il modo in cui industrie e governi l’hanno gestita e perché ha stravolto i sistemi di consumo delle nostre società, acquisendo con l’usa e getta il primato della comodità. Questo ha trasformato la plastica nel disastro ambientale planetario che oggi conosciamo. Quasi la metà di tutta la plastica dispersa in natura è stata prodotta dopo il 2000. Dopo solo pochi decenni di vita  oltre il 75% di tutta la plastica prodotta nel mondo è già divenuta un rifiuto. Sulla base dei risultati di questo studio, il WWF sollecita i governi, le industrie e i cittadini ad affrontare con urgenza e con un approccio condiviso il problema della plastica. L'assenza di una risposta sistemica efficace - a livello nazionale o internazionale - ostacola il progresso, minaccia l’economia sostenibile e ha conseguenze dirette sull'ambiente, le specie e le persone. 

 

I numeri della plastica

I numeri sulla plastica sono impressionanti: 396 milioni le tonnellate di plastica vergine prodotte su scala globale ogni anno, circa 100 milioni di tonnellate (pari a un terzo dei rifiuti plastici prodotti, che ammontano a 310 milioni di tonnellate) quelle che vengono disperse in natura al mondo per colpa della scorretta gestione della filiera della plastica. Se il contesto rimarrà immutato, entro il 2030 l’inquinamento da plastica raddoppierà rispetto all'attuale e gli oceani saranno gli habitat più colpiti poiché oggi è più economico scaricare la plastica in natura piuttosto che gestirla efficacemente fino a fine vita.

 

Una natura #plasticfree

Lo scenario per una natura #plasticfree contenuto nel report WWF dimostra che la generazione attuale ha il potere di invertire la rotta: entro il 2030, con un approccio più sistemico lungo tutto il ciclo di vita della plastica, si potrebbe ridurre del 57% i rifiuti plastici (pari a 188 milioni di tonnellate di plastica in meno). Già il bando della plastica monouso può ridurre la domanda di plastica del 40%. Questo, unito ad una crescita di plastica riciclata, potrebbe abbattere della metà la produzione di plastica vergine.L’eliminazione del monouso ridurrebbe il carico di plastica nei rifiuti di il 57% in meno rispetto all’attuale. Inoltre, migliorare la gestione dei rifiuti e incrementare il riutilizzo creerebbe un’economia della plastica priva di forme di inquinamento capace di creare oltre 1 milione di posti di lavoro nella filiera del riciclo e rilavorazione.


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Fonte:

Agenzia di stampa WWF