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Nuova irrigazione grazie a polimero che assorbe acqua e la rilascia

28 Novembre, 2014

Arriva dal Messico l’invenzione di una pioggia solida, ovvero di un polimero biodegradabile al 100% e capace di assorbire acqua piovana fino a 200 volte il proprio peso. L’acqua può essere immagazzinata all’interno di questo polimero anche per un anno. Il polimero, idratato e mescolato al terreno, rilascia lentamente l’acqua all’apparato radicale delle piante a seconda della richiesta di queste ultime. Il rilascio, lento e continuato, può coprire un periodo di 40 giorni.

La ricerca su questo polimero trae ispirazione dai materiali super assorbenti creati negli anni ’70 dal Dipartimento di Agricoltura degli Stati Uniti (USDA). Partendo dall’amido, i ricercatori dell’USDA avevano isolato un polimero naturale in grado di assorbire acqua fino a 1400 volte il proprio peso. Questa sostanza trova tuttora svariate applicazioni soprattutto nella produzione di pannolini.
L’ingegnere messicano Sergio Jesus Rico Velasco ha trovato un’altra applicazione per questo singolare polimero: una sua particolare formulazione produce una sostanza  in grado di assorbire elevatissime quantità di acqua  e  rilasciarla quindi lentamente alle piante una volta mescolata al terreno. Viene chiamata "pioggia solida", lluvia solida in spagnolo. È un granulato in polvere di acrilato di potassio, polimero non tossico e biodegradabile. Il polimero una volta mescolato con l’acqua, in genere piovana raccolta all’interno della stessa azienda agricola, l’assorbe e la trattiene anche per un anno impedendo che la stessa evapori.

Il polimero può essere distribuito alla piante in forma disidratata o idratata a seconda delle condizioni climatiche della zona, l’importante è che comunque sia mescolato col terreno. Infatti, è proprio questa condizione necessaria affinché l’acqua possa essere disponibile per le piante.
Le piante, infine, sono in grado di prelevare dal polimero l’acqua necessaria al loro sostentamento grazie al proprio apparato radicale. Circa il 65% - 80% dell’acqua immagazzinata può essere rilasciata alle piante in un periodo che può arrivare anche a 40 giorni.
Una volta posizionato sul terreno, il polimero rimane in grado di assorbire l’acqua piovana e di rilasciarla lentamente alla pianta prolungando così il suo effetto nel tempo. Di fatto, il polimero si comporta come un silos di acqua a disposizione della pianta.

Secondo il sito di “Lluvia Solida” la presenza di circa 25 kg di prodotto per ettaro di terreno ha aumentato la resa della coltivazione del mais in Messico da 500kg/ettaro a 10ton/ettaro.
L’ideatore aggiunge, inoltre, che oltre all’aumento della resa si ha una diminuzione dei costi in quanto si impiega meno acqua, fertilizzante, energia e manodopera.
Essendo il prodotto completamente biodegradabile e non tossico per le piante, in quanto formato da bioacriloammide, dopo la sua disintegrazione la sostanza diventa parte della pianta stessa.

L’impiego ottimale di questo prodotto, secondo il Direttore della Facoltà di Ingegneria dello Sviluppo Sostenibile dell’Istituto Tecnologico di Monterrey, campo di Santa Fe (Messico), è in zone in cui sono comunque presenti delle precipitazioni. L’applicazione in zone desertiche rimane difficile.

Il prodotto è capace di mantenere le sue proprietà assorbenti per 8-10 anni di utilizzo, la sua durata è direttamente collegata alla purezza dell’acqua impiegata: più l’acqua è pura, maggiore è la durata del prodotto. La pioggia solida trova applicazione in tutti i settori agricoli e forestali, come in floricoltura, orticoltura e colture idroponiche.

L’invenzione risale a circa 10 anni fa, ma sta riscuotendo successo soprattutto in quest’ultimo periodo vista la maggiore attenzione mondiale al problema dell’approvvigionamento idrico. Attualmente il prodotto è commercializzato in 9 paesi fuori dal Messico: Argentina, Ecuador, Emirati Arabi, India, Spagna, Francia, Israele, Perù e Russia.

 

Per saperne di più:
Lluvia Solida
Rivista Expansion
USDA
BBC Science & Environment