Centro Studi l'Uomo e l'Ambiente

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Le conclusioni della Conferenza internazionale “Governance ambientale e città sostenibili”

23 Aprile, 2018

Una nuova governance ambientale per un mondo più sostenibile, questo il tema della conferenza internazionale “Governance ambientale e città sostenibili”. Presentata la “Dichiarazione di  Roma 2018” per coinvolgere Organizzazioni internazionali, governi, amministratori locali e società civile nella difesa del Pianeta. A maggio, torna la Settimana verde europea, quest’anno, sul tema delle città sostenibili  


Una nuova governance ambientale

Si è conclusa sabato 21 aprile a Roma, presso il Campidoglio (sede del Comune) la seconda giornata conclusiva della Conferenza internazionale “Governance ambientale e città sostenibili”. Promossa da ICEF (International Court of the Environment Foundation) in collaborazione con il Comune di Roma Capitale e con il patrocinio del MAATM (Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare), di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale), ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) e Acea (Azienda Comunale Energia e Ambiente), la conferenza è stata organizzata con l’intento di porre l’attenzione sul tema della governance ambientale delle città. Un nuovo modello di governance in grado di coniugare il tema della conservazione e della protezione della natura, alleata dell’uomo nella lotta al cambiamento climatico, a quello della sostenibilità delle città. In un mondo sempre più globalizzato le città rappresentano della aree del Pianeta particolarmente sensibili ai mutamenti climatici (e non solo). Ai “tradizionali” problemi cronici che caratterizzano al vita dei cittadini – i romani ne sanno qualcosa – come i trasporti, l’inquinamento atmosferico, visivo e acustico, si aggiungono, infatti, anche quelli connessi ai servizi (accesso ad acqua, energia, spazi verdi sicuri e luoghi culturali). Com’è stato più volte ribadito nel corso della conferenza, per rispondere alle sfide ambientali, attuali e future, diviene urgente discutere delle città in un contesto più generale, globale. “Servono nuove regole dell’economia e della finanza – ha sottolineato Amedeo Postiglione, Direttore dell’ICEF e Presidente Onorario Aggiunto della Corte Suprema di Cassazione – più efficaci e in sintonia con nuovi organi internazionali di tipo esecutivo e giudiziario”. A questo proposito, l’ICEF propone la creazione di una Corte Internazionale dell’Ambiente e la trasformazione dell’UNEP (United Nations Environment Program) in un’Agenzia Onu permanente (UNEO – United Nations Environment Organization) e con maggiori poteri decisionali. 

 

Nasce la “Dichiarazione di Roma 2018”

Nel corso delle due giornate di conferenza, si è parlato, inoltre, delle sfide che attendono la città di Roma sui temi della sostenibilità ambientale ed energetica. In relazione alla governance ambientale e a conclusione della conferenza, è stata presentata la “Dichiarazione di Roma 2018”, un testo dal valore giuridico oltre che sociale, volto a favorire lo sviluppo (ulteriore) di un diritto internazionale in tema di ambiente, attraverso trattati che siano in grado di fissare principi chiave vincolanti, regolando con strumenti giuridici ed economici appropriati i beni comuni, in primis l’acqua, oggi fortemente minacciati a livello globale. In particolare, la Dichiarazione si focalizza su cinque punti chiave: clima, biodiversità, acqua, suolo e territorio, sostenibilità. Per quanto riguarda il primo punto (clima), si chiede di incidere con più forza sulle cause del cambiamento climatico, imponendo con un Trattato internazionale il divieto a data certa e condivisa agli Stati possessori e alle multinazionali di estrarre petrolio, gas e materie prime dal sottosuolo e dal mare. In merito al secondo punto (biodiversità), si sottolinea la necessità di elaborare un nuovo Trattato internazionale sulla protezione della biodiversità terrestre e marina. Per quanto riguarda il terzo punto (acqua), la Dichiarazione invita i Governi di tutto il mondo ad adottare, quanto prima, un nuovo Protocollo internazionale in sostituzione del già esistente “Patto sui diritti economici, sociali e culturali sull’acqua come diritto umano”. Sul quarto punto (suolo e territorio), si chiede che il territorio sia considerato una risorsa preziosa in tutte le sue componenti, naturali e culturali, con un’attenzione particolare ai Paesi in via di sviluppo (soprattutto quelli del Sud-Sahara e dell’Africa mediterranea), per i quali vanno riviste le politiche di cooperazione internazionale. Infine, per quanto riguarda il quinto e ultimo punto della Dichiarazione (sostenibilità), si chiede ai Governi la piena collaborazione alla costruzione di un’economia che assicuri la sostenibilità dell’ecosistema terrestre nel medio e lungo periodo. Per quanto riguarda poi la sostenibilità delle città, la Dichiarazione invita Governi e amministratori locali a considerare attentamente la sfida del cambiamento climatico e il suo enorme impatto in termini economici, sociali e umani. Propone, inoltre, di adottare misure a livello globale, oltre che locale, volte a ridurre le emissioni derivanti da trasporti, edifici e servizi. 

 

La Francia propone il Patto globale per l’ambiente

A questo proposito, lo scorso 19 marzo il Consiglio dell’Unione europea ha autorizzato la Commissione a negoziare in sede Onu il futuro Patto globale per l’ambiente (Global Pact for the Environment) a nome dell’Unione europea. Il Patto, se entrasse in vigore, unirebbe in un unico documento i principi fondamentali del diritto internazionale dell’ambiente, rendendoli vincolanti e applicabili dinanzi ai tribunali nazionali. Inoltre, trasformerebbe le principali disposizioni delle convenzioni giuridicamente vincolanti a livello universale, aggiungendo nuovi principi come la non regressione, la resilienza e il dovere di diligenza nei confronti dell’ambiente.
Il progetto, al quale partecipano cento giuristi di fama internazionale provenienti da vari paesi del mondo, è stato proposto per la prima volta dal Governo francese all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel settembre 2017. Il Patto globale per l’ambiente consentirà di proseguire negli sforzi globali indirizzati alla protezione dell'ambiente. L’ambiente è una causa che unisce tutti gli stati Membri dell’Unione Europea e il Patto Globale per l’Ambiente contribuirà allo sviluppo e al rispetto legale delle politiche e delle leggi europee sull'ambiente” ha dichiarato Karmenu Vella, Commissario europeo per l’ambiente, gli affari marittimi e la pesca.
Gli argomenti del Global Forum anticipano di alcune settimane quelli della Settimana verde europea 2018, la più grande conferenza annuale sull’ambiente a livello europeo, che si svolgerà a Bruxelles tra il 21e il 25 maggio (Figura 1).

Figura 1. Eu Green Week – “Green Cities for a Greener Future” 

 

Il tema di quest’anno è  Green Cities for a Greener Future. Si discuterà  delle modalità con cui l’Unione Europea sta aiutando le città ad essere luoghi di vita e di lavoro più sostenibili e vicini alle persone. Verranno promosse forme di coinvolgimento della autorità nazionali e locali tese a sviluppare una visione condivisa dell’ambiente urbano e dei potenziali percorsi verso un futuro più green.