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La fragola: sicurezza alimentare e proprietà antiallergiche

La coltivazione della fragola ha troppo spesso coinvolto un uso massiccio di prodotti chimici. La ricerca di modalità diverse di produzione è necessaria per meglio rispondere alle esigenze della legislazione e alle richieste di mercato di un consumatore oggi sempre più attento alla qualità del prodotto. Mentre in Spagna partono i primi 50 ettari a residuo zero, l’Università Alma Mater di Bologna in collaborazione con il CRA-FRF ha pubblicato su International Journal of Molecular Sciencesl’articolo "Protein Synthesis Inhibition Activity by Strawberry Tissue Protein Extracts during Plant Life Cycle and under Biotic and Abiotic Stresses", dove sono illustrati i risultati di una ricerca che è possibile proficuamente utilizzare nell’individuazione di cultivar di fragole idonee alla coltivazione biologica.

La ricerca ha focalizzato la propria attenzione sulle RIP (Ribosome-Inactivating Proteins). Le RIP sono delle proteine in grado di danneggiare irreversibilmente i ribosomi, con conseguente inibizione della sintesi proteica e quindi la morte della cellula stessa. Nel regno vegetale le RIP sono largamente diffuse ed hanno potere antivirale, antifungino e insetticida. Tuttavia il loro ruolo biologico e fisiologico non è ancora completamente conosciuto. 
È stato  evidenziato come la produzione di RIP e lo stress siano collegati;  in particolare la produzione aumenta in condizioni di stress. Di conseguenza le attenzioni sono state rivolte a due cultivar: una con una bassa tolleranza ai patogeni (Dora) e una altamente tollerante (Record).
La presenza e l’attività delle RIP in queste due varietà è stata studiata in diverse condizioni di suolo, di crescita e di stress esogeno. Le analisi sono state condotte su radici, rizomi, foglie, boccioli, fiori e frutti per tutte le condizioni ambientali esaminate.
I risultati dimostrano come la concentrazione di RIP vari a seconda del tipo di suolo e dello stato di crescita, in particolare si è riscontrato un aumento dell’attività RIP nelle foglie di piante sotto stress. Questi risultati suggeriscono che l’attività dei RIP può rappresentare un meccanismo di risposta a stress biotici e abiotici, e, pertanto la concentrazione di RIP può essere impiegata come indicatore nella selezione di genotipi resistenti a condizioni ambientali sfavorevoli.

In Spagna parte quest’anno la sperimentazione su larga scala di fragole a residuo zero. La regione coinvolta è quella dove si produce il 94% delle fragole di tutta la Spagna: Huelva Palos de la Frontera (Andalusia). L’esperimento coinvolge l’azienda Fresòn de Palos, che da tre anni sta sperimentando la coltivazione della fragola con metodi di protezione di tipo biologico contro gli insetti e in completa assenza di trattamenti specifici. Quest’anno la produzione si estenderà a 50 ettari con possibilità di espansione futura se il mercato risulterà recettivo con una produzione iniziale stimata di circa 7.000 tonnellate di fragole destinate al consumo europeo. L’obiettivo è quello di ottenere una fragola di qualità che cresce con prodotti naturali e rispettosi dell’ambiente.

La coltivazione biologica della fragola risulta essere particolarmente interessante anche alla luce dei nuovi risultati di ricerca pubblicati sul Journal of Functional Food ad ottobre scorso nell’articolo “Anti-allergic effect of strawberry extract”.
Lo studio dell’Università Kyushu (Fukuoka – Giappone) mette in risalto come l’estratto di fragola possieda effetti attenuanti in dermatiti atopiche sia livello topico sia a livello di produzione degli IgE totali (immunoglobuline E). Le immunoglobuline sono degli anticorpi che vengono prodotti per proteggere l’organismo da infezioni, ma sono anche la causa di ipersensibilità, ovvero di allergie. Lo studio ha dimostrato l’abbassamento degli IgE nelle cellule umane e le prove finora condotte sui topi hanno dimostrato l’effettivo effetto benefico sulle dermatiti.

Per saperne di più:
Fresheulva
Europa press
Fresòn de Palos
International Journal of Molecular Science