Centro Studi l'Uomo e l'Ambiente

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In Italia 90 mila morti premature ogni anno a causa dell’inquinamento atmosferico

14 Novembre, 2018

Secondo l’Agenzia europea per l’ambiente, l’inquinamento atmosferico causa 400 mila morti premature ogni anno, 90 mila delle quali in Italia. Tra le 30 città più inquinate in Europa, 17 sono italiane. I valori peggiori relativi alla concentrazione media annuale di polveri sottili si registrano a Torino, Milano, Napoli e Roma.


Il rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente 

L’inquinamento atmosferico ha raggiunto le soglie previste dalle linee guida fissate dall’Unione europea e dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). A dirlo è il rapporto Air quality in Europe 2018  dell'Agenzia europea per l'ambiente (AEA). Secondo il rapporto, le concentrazioni di inquinamento atmosferico rappresentano un grave pericolo per la salute dell’ambiente e dei cittadini europei. L’Agenzia sottolinea che l’inquinamento atmosferico sovente supera i limiti indicati dall’Ue e dall’OMS. Oltre alle emissioni inquinanti associate al trasporto su strada, particolarmente sentite nelle aree urbane e che rappresentano la principale fonte di inquinamento atmosferico, rilevano anche le emissioni provenienti da settori come l’agricoltura, l’edilizia, l’energia e l’industria (Figura 1).

 

Figura 1. Settori nei Paesi dell’Ue (a 28) per inquinamento da PM10 e NO2

 

L’inquinamento atmosferico tra i temi chiave ad Ecomondo 2018

Il tema dell’inquinamento atmosferico è stato al centro di una serie di convegni e seminari organizzati in occasione della 22° edizione di Ecomondo, la principale esposizione italiana della green economy, ospitata presso Rimini Fiera dal 6 al 9 novembre. All’esposizione hanno preso parte numerosi ricercatori, esperti dei settori della green economy, imprenditori, tecnici e amministratori locali. Com’è emerso dai numerosi convegni e seminari, gli inquinanti maggiormente pericolosi per la salute delle persone sono il particolato (PM), il biossido di azoto (NO2) e l’ozono (O3) a livello del suolo. A questo proposito, un recente rapporto di Legambiente sottolinea che  in 39 capoluoghi di provincia italiani è stato superato, almeno in una stazione ufficiale di monitoraggio di tipo urbano, il limite annuale di 35 giorni per le polveri sottili (PM10) con una media giornaliera superiore a 50 μg/m(Figura 2).

 

Figura 2. Capoluoghi di provincia italiani dove sono stati superati i limiti normativi di particolato atmosferico (PM10) e ozono (O3) nelle città

 

Torino guida la classifica stilata da Legambiente con il record più negativo: ben 112 giorni con livelli di inquinamento atmosferico superiori al limite consentito. Seguono Cremona (105giorni), Alessandria (103), Padova (102), Pavia (101), Asti  (98),  Milano (97), Venezia (94) e Frosinone (93). Quest’ultima risulta essere, peraltro, la prima città del Centro Italia per numero di giorni con livelli di inquinamento atmosferico superiori al limite consentito. L’allarme circa i livelli di inquinamento atmosferico in Italia proviene anche dall’AEA, la quale sottolinea che almeno 17 città, nel nostro Paese, figurano tra le prime 30 città più inquinate in Europa. I valori peggiori relativi alla concentrazione media annuale di polveri sottili (Pm10) si registrano a Torino (39 microgrammi/μg/m3di Pm10), Milano (37 μg/m3),  Napoli (35 μg/m3) e Roma  (28 μg/m3). Secondo l’Agenzia, sono almeno 400 mila le morti premature dovute ogni anno, in Europa, alla pessima qualità dell’aria. E l’Italia risulta essere tra i Paesi europei caratterizzati dai più bassi livelli di qualità dell’aria. A questo proposito, l’Agenzia sottolinea che nel nostro Paese, ogni anno, si registrano 90 mila morti premature, il 98% delle quali interessano bambini, più vulnerabili, rispetto agli adulti, all’esposizione a livelli elevati di polveri sottoli. In particolare, la Pianura Padana figura tra le aree europee con la più elevata concentrazione di PM10 (Figura 3).

 

Figura 3. Concentrazioni di PM10 in Europa 

 

L’inquinamento atmosferico è responsabile ogni anno di numerose morti e di notevoli costi economici e ambientali. Si stima che, considerando le giornate lavorative perdute per problemi di salute legati all’inquinamento atmosferico, a livello europeo, si perdano 28 miliardi di euro ogni anno. Significativo è inoltre l’enorme impatto ambientale di cui è responsabile l’inquinamento atmosferico, su ecosistemi, suolo, laghi e fiumi, e, di conseguenza, anche sulle produzioni agroalimentari.


Fonti per approfondire:

  • Air quality in Europe 2018 report. EEA Report No 12/2018;
  • Rapporto Mal’Aria 2018 – L’Europa chiama, l’Italia risponde?”. Legambiente.